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PleinAir | Viaggio

Perth - Western Australia, Australia

Piccolo grande Ovest


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20 dicembre 2003

Quando si pensa all’Australia, l’immaginazione corre alle distese roventi dei deserti, all’infinità azzurra della Grande Barriera Corallina, o si perde nella vastità delle foreste. Difficile, pensare a itinerari da percorrere in camper con tempi… europei.
Tutto vero, ma l’Australia è anche altro: è in grado di garantire una varietà insospettabile di paesaggi persino in poche centinaia di chilometri. E’ il caso del versante meridionale del Western Australia, tra Albany e Esperance, dove, in poco meno di 500 chilometri, si attraversano, praticamente senza soluzione di continuità, ben sei parchi naturali con caratteristiche assai diverse. E in ognuno si offrono facilità di campeggio e grandi opportunità di vita all’aria aperta. I servizi sono essenziali, con infrastrutture ridotte al minimo, ma sempre in ordine e controllate da efficienti ranger, che non si tirano mai indietro nell’assistere i visitatori e nel fornire preziose indicazioni sulla fauna e sulla flora del parco.

L’itinerario
Noleggiato il mezzo a Perth, in poco più di quattro ore lungo la statale 95 raggiungiamo Alban, che fu il primo insediamento europeo nel Western Australia: i coloni furono attratti dalla favorevole posizione climatica e dalla grande disponibilità di risorse naturali. Nelle baie che la circondano ancora oggi nuotano delfini e leoni marini e, da agosto a ottobre, incrociano le balene. La città è stata l’ultima stazione baleniera australiana a chiudere, nel 1978; a testimonianza di quei tempi resta un museo, allestito negli stessi ambienti in cui le balene venivano lavorate. I dintorni non sono meno interessanti: è doveroso non dimenticare la zona a nord, una delle più rinomate dell’Australia per i suoi eccellenti vini, Riesling e Cabernet in testa. Gli uffici turistici locali forniscono mappe con i migliori itinerari enologici.
Da non perdere, a 40 minuti di camper, in direzione sud ovest, il Wildlife and Forest Discovery nell’area di Nornalup, un favoloso percorso botanico su passerelle sospese all’altezza della cima degli alberi.
Avviandosi verso est, si consiglia una sosta nel Torndirrup National Park, interessante per la bellezza delle sue coste, spesso a picco. Un bell’arco naturale e una discreta varietà morfologica del territorio sono due delle principali attrazioni; la terza, spettacolare e inquietante, è visibile solo quando il mare si avventa furioso sulle scogliere. In quei momenti, da piccole spaccature delle rocce, escono rombanti getti d’acqua nebulizzata: sono i famosi blowhole!
Il frastuono che emettono prima di esplodere in superficie è di quelli che non si dimenticano. Salendo per 50 chilometri a nord, si entra nel Porongurup National Park, dove il cambiamento di paesaggio è totale. Il parco può essere definito una isola verde: sorge all’improvviso dalla pianura, una catena di basse collinette formatesi un miliardo di anni fa. Alberi giganteschi tentano di impedire alla luce del giorno di farsi largo nel sottobosco, dove sentieri consentono lunghe passeggiate nella natura. Le altissime piante appartengono a una specie che si trova solo in questo parco, a causa del particolare tipo di suolo e di umidità di cui necessitano. Il parco è inoltre frequentato da canguri grigi da uccelli di varie specie che socializzano con chiunque accenni a offrire loro qualcosa.
Proseguendo 40 chilometri a nord, si entra nello Stirling Range National Park, dove si assiste a un nuovo mutamento del paesaggio. La basse collinette diventano catene montuose, gli alberi si trasformano in vegetazione bassa e fitta, l’aria si rinfresca. Qui esiste un microclima unico, al punto che durante l’inverno può capitare che cada la neve, evento raro in tutto il Western Australia. In estate il clima è più generoso, ma la salita al Bluff Knoll, il monte più alto della catena, può comportare la necessità di coprirsi anche in pieno gennaio (quando qui è estate!). La vista che si gode dalla cima merita la fatica necessaria per salire. Ma basta semplicemente percorrere i tanti sentieri che attraversano il parco per ammirare l’incredibile varietà di piante presenti, una specie di giardino botanico al naturale.
Lasciato Stirling Range, si segue la Hway 1, facilmente percorribile e poco trafficata, in direzione del Fitzgerald River National Park, un gioiello naturalistico tutelato dall’Unesco per la rarità delle molte specie animali e vegetali. La preoccupazione per la salvaguardia ambientale è così alta che viene chiesto ai visitatori di lavare le gomme dei loro automezzi prima di entrare.
L’ambiente del parco è assai vario, sebbene si possa sommariamente dividere in due: l’entroterra, una fascia di circa 40 chilometri per 80, e l’area costiera, da Bremer Bay a Hopetown. Lunghi sterrati attraversano ampi territori dove la diversità della vegetazione appare evidente anche a occhi inesperti. Occorre prestare attenzione alla guida per il rischio di investire i canguri che attraversano all’improvviso la strada. Nel caso non si disponga di un veicolo a 4 ruote motrici è consigliabile chiedere all’ufficio informazioni di Mt. Maxwell lo stato di percorribilità di alcune strade. Poiché all’interno del parco non si trova acqua né altri servizi, occorre che l’attrezzatura e l’equipaggiamento siano completi. Giungendo sulla costa, a Point Anne, è possibile parcheggiare in una delle tante piazzole fra gli alberi, a pochi metri dal mare. Fuori stagione si avranno a disposizione spazi sconfinati per fare il bagno, pescare, passeggiare sulla sabbia bianchissima e godersi notti stellate.
Ripartendo da Point Anne, si segue la Pabelup Road e la Quiss Road, verso la South Coast Highway, che costeggia il parco, restandone tuttavia all’esterno. Superato Ravensthorpe, circa a metà strada in direzione di Esperance, si può fare una sosta allo Stokes National Park, un altro esempio di ambiente selvaggio e di pleinair totale. Non ci sono servizi né acqua, ma in compenso abbondano varie specie di uccelli e i laghetti offrono al pescatore grandi soddisfazioni.
Si è ormai giunti a Esperance, una cittadina specchiata nel mare, con alle spalle una costa di granito e alcuni laghi interessanti, fra i quali vale senz’altro la pena ricordare il Pink Lake, così chiamato per il colore rosa delle sue acque.
Da Esperance parte giornalmente il battello della MacKenzie Cruise per condurre alla scoperta del Recherche Archipelago, circa 100 isolette popolate da ogni sorta di animali: otarie, leoni marini e uccelli di ogni specie, fra i quali l’aquila di mare. Il soggiorno a Esperance consente anche di percorrere la Great Ocean Drive, un breve percorso panoramico nell’entroterra, e di prenotare un volo lungo la spettacolare costa.
L’ultima meta del viaggio si trova a una cinquantina di chilometri dalla città: è il Cape Le Grand National Park, forse uno dei parchi più famosi e apprezzati del Western Australia.
Lunghe spiagge bianche, ondulate da basse dune, fanno da cornice a brughiere costiere che sorgono intorno ad affioramenti granitici. Su tutto domina il blu intenso delle acque cristalline dell’Oceano Indiano. Confuse nella vegetazione, si scoprono piccole piscine naturali d’acqua dolce e stagni ricchi d’uccelli. Il posto ideale per campeggiare è Lucky Bay, dove si trovano docce, toilette e barbecue. Di qui è facile raggiungere Mount Le Grand, alto 345 metri, e la bellissima Hellfire Bay.
Se si dispone di un fuoristrada attrezzato, il ritorno a Esperance può essere fatto tutto lungo la spiaggia che, praticamente senza interruzioni, congiunge Le Grand Beach alla città. Sono una trentina di chilometri a stretto contatto con un’infinità di uccelli marini, grandi onde e dune di sabbia.
Il viaggio potrebbe continuare fino al Cape Arid National Park, tanto esteso da richiedere da solo una settimana. Ma noi rientriamo a Albany e solo una volta imboccata la via del ritorno verso Perth ci accorgiamo di esserne partiti soltanto otto giorni prima.

PleinAir 338 – settembre 2000

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