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PleinAir | Viaggio

Ripatransone Ascoli Piceno - Marche, Italia

Notti di fuoco/2 – Brucia, cavallo!


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20 dicembre 2003

La tradizione risale al maggio 1682, quando per festeggiare l’incoronazione dell’immagine della Madonna si invitò un maestro di fuochi della vicina Atri. L’abile artigiano costruì una macchina a forma di cavallo che “egli stesso cavalcò tutto ripieno di fuochi artifiziali col quale girò più volte la piazza buttando sempre raggi et altre bizzarrie”. Lo spettacolo, puntualmente ripetuto tutti gli anni, si svolge tra le piazze Matteotti e Condivi dove, già da alcune ore, si è assiepata la folla degli spettatori.
Intorno alle 21, spente le luci della città, fa il suo ingresso in piazza, preceduta dalla banda musicale, una imponente struttura metallica su ruote trainata a braccia. E’ il “Cavallo di Fuoco”, talmente bardato di girandole, mortaretti e petardi che, al suo primo apparire, ricorda piuttosto un gigantesco cervo. Gli addetti ai fuochi accendono le prime micce: i primi sibili accompagnano le lingue di fuoco che partono ora dalla coda ora dal ventre. La macchina, quindi, viene spinta da robuste braccia verso la piazza sottostante tra due ali di folla impaurita e meravigliata, mentre un corteo di giovani con campanacci, fischietti e grida segue da presso il Cavallo.
La traiettoria dei fuochi è tra le più imprevedibili: alcuni salgono verso il cielo, altri partono paralleli alla strada creando un continuo ondeggiare degli spettatori che cercano protezione da questa marea di scintille, del resto innocue, che li investe. Il Cavallo continua il suo andirivieni per ben quattro volte tra le due piazze e, ad ogni passaggio, si accendono sempre nuovi petardi. Un servizio di sicurezza forma un anello umano intorno alla struttura, tuttavia molti sono coloro che sfidano da vicino i fumi e i fuochi per essere “bagnati” dalle scintille, perché sembra porti bene.
Il Cavallo di Fuoco peraltro non è mai stato uno spettacolo pericoloso, né per gli spettatori né per gli addetti all’accensione delle micce. Le prime cronache dell’evento, risalenti al 1761, parlano addirittura di una sagoma di legno, rivestita di latta, portata a spalla da un uomo robusto che si proteggeva con un sacco di tela bagnato.
Finalmente il carro si ferma dinanzi alla scalinata della cattedrale, appena dopo lo scoppio di fuochi che volano oltre il campanile. Qui, nel tripudio generale, avviene l’accensione delle grandi girandole poste sulla testa del Cavallo, e un’accecante luce bianca contornata da una pioggia di scintille conclude la festa tra gli applausi del pubblico. Solo col ritorno dell’illuminazione cittadina molti fra gli spettatori verificheranno se il “bagno di scintille” ha portato loro veramente fortuna, controllando i numeri vincenti della lotteria locale.

PleinAir 320 – marzo 1999

In pratica

COME ARRIVARE.
Percorrendo la A14, uscita Pedaso per chi arriva da nord, uscita San Benedetto del Tronto per chi proviene da sud.

DOVE SOSTARE.
Durante la manifestazione è possibile parcheggiare lungo le antiche mura; si consiglia di arrivare con largo anticipo viste le non ampie possibilità di parcheggio. Nelle vicinanze, aree attrezzate a Moresco, Montefiore d'Aso, Monteprandone, Offida, San Benedetto del Tronto.

NOTIZIE UTILI.
Ripatransone, il cui nome pare derivi da Ripa (rupe) e Transone (primo feudatario vissuto circa mille anni fa) è un centro antico, sede di diocesi fin dal 1571. E' chiamato anche "Il Belvedere Piceno" poiché, dai suoi 494 metri di altitudine, si gode un vasto panorama sul Monte Conero, sul Gran Sasso e sul Gargano. Fu patria di Ascanio Condivi (1525-1574), discepolo e primo biografo di Michelangelo Buonarroti. L'abitato conserva un ricco patrimonio artistico-monumentale con mura medioevali, chiese, palazzi e, fra questi, il vicolo più stretto d'Italia: 43 centimetri! Presenti inoltre un interessante museo archeologico, una pinacoteca-gipsoteca e un museo della civiltà contadina che, nei mesi estivi, effettuano aperture anche serali.
La gastronomia locale annovera un tipico "piatto unico" a base di legumi e cereali con salsa piccante, il ciavarro, risalente alle antiche abitudini delle popolazioni contadine; tra i dolci è famosa la crostata con la ricotta, mentre, tra i vini, da non perdere il Rosso Piceno.

DINTORNI.
Nelle immediate vicinanze si può organizzare un interessante itinerario con le città di Fermo e di Offida ai due estremi.

PER INFORMAZIONI.
Comune di Ripatransone, tel. 0735/97117; Museo Archeologico, tel. 0735/99329.

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