Abbonati alla rivista
Area utenti

PleinAir | Viaggio

San Marco in Lamis Foggia - Puglia, Italia

Notti di fuoco/3 – Fiaccole di fede

PleinAir 320 - marzo 1999
In pratica Vai alla mappa
Smil1

20 dicembre 2003

Prima di tutto un po’ di lessico: la parola fracchia pare sia stata mutuata dall’abruzzese farchia, fiaccola, a seguito dei pellegrinaggi che gli abruzzesi percorrevano, passando da San Marco, per raggiungere il Santuario di San Michele. Le fracchie sono ricavate col taglio longitudinale di tronchi di noce o di castagno, fino a tre quarti della loro lunghezza. Le sezioni ottenute, le ferle, vengono allargate e legate a cerchi in ferro. Si ottiene così la struttura base, simile a un lungo cono, che verrà completata con l’inserimento di altre ferle più piccole, per chiudere la parte esterna del cono stesso. Fissata la struttura su di un telaio a due ruote che servirà per il trasporto, inizia il riempimento della fracchia che brucerà durante la processione. Piccoli pezzi di legna essiccata, insieme con pezzi più grandi di legna secca e verde, sono infilati nella capace bocca, gli spazi vuoti vengono riempiti con sterpi e rami. Il tocco finale viene dato da un paletto su cui viene posta l’immagine dell’Addolorata.

 

La tradizione delle fracchie

La_Fracchia_che_bruciaLa tradizione sembra risalga alla metà del ‘700 e da allora le dimensioni delle fracchie sono andate via via aumentando, fino a raggiungere oggi i 5-6 metri di lunghezza e un peso di 30-40 quintali.Già dal mattino in Via Rosselli iniziano a giungere le prime delle circa trenta fracchie previste. Montati i cavi che serviranno per governarle, viene appesantita la stretta coda con sacchi di sabbia e vengono appese bandierine di carta colorata.Il pomeriggio sfilano le squadre dei trasportatori. Grande entusiasmo vi è soprattutto fra i bambini, in costume, che si accingono a trainare la loro prima e piccola fracchia sotto la guida dei genitori. Intanto la folla di persone aumenta fino al calare del buio, quando intorno alle 18 la statua della Madonna esce dalla chiesa per andare alla ricerca del Figlio.Inizia così il corteo delle fracchie: si dà fuoco a quelle più piccole e, man mano, a quelle sempre più grandi che, in tale ordine, s’avviano lungo Corso Matteotti.

Per manovrare le fracchie più grandi occorrono azioni coordinate; il gruppo di testa tira con forza le corde per muovere le pesanti strutture, altri ne determinano la direzione, manovrando funi laterali. E quando si rende necessario fermare il fiammeggiante “drago”, qualche robusto trasportatore si siede di colpo sulla coda. Ravvivate dalle brevi corse che i carri effettuano nei tratti in pendenza, le fracchie diventano le uniche fonti di illuminazione e spesso provocano grandi nuvole di fumo, mentre una pioggia di cenere e scintille investe il pubblico.Una strettissima curva, in fondo alla strada principale, rappresenta forse il momento di maggiore pericolosità per la gente. Le alte fiamme, infatti, lambiscono i balconi e un imperfetto controllo della manovra può far barcollare la struttura, provocando attimi di tensione e un fuggi fuggi generale. Per motivi di sicurezza, da qualche tempo le amministrazioni locali vietano perciò fracchie di dimensioni esagerate. Solo dopo due ore la processione raggiungerà la Chiesa della Collegiata, lasciando lungo il percorso tizzoni ardenti e odor di bruciato.

In pratica

COME ARRIVARE. Lungo l'autostrada A14 imboccare l'uscita San Severo e proseguire lungo la Statale 272.

DOVE SOSTARE. In occasione della manifestazione, il comune di San Marco in Lamis adibisce a parcheggio custodito le aree presso la scuola elementare e media e presso il campo sportivo. I camping La Bussola (tel. 0884/571043) e Lido Salpi (tel. 0884/571160; chiuso da novembre a gennaio) di Manfredonia praticano la formula camper stop; i campeggi abbondano comunque lungo tutto il litorale. Possibilità di sosta a Monte Sant'Angelo, nel parcheggio sotto le mura del Castello Federiciano, e a San Giovanni Rotondo, presso il parcheggio San Francesco.

NOTIZIE UTILI. San Marco in Lamis, al centro del Parco Nazionale del Gargano, è una piccola comunità agricola di origine medioevale. Di grande interesse naturalistico è la defensa, un'estesa area boschiva interrotta dalla macchia e dalle pietraie.
Una curiosità gastronomica del periodo pasquale è la canestredda, un maxi dolce a forma di ciambella preparato con 16 uova, un chilo di zucchero, 250 grammi di latte, 200 di olio o burro, lievito, aromi vari e ben 2 chili e mezzo di farina.
Presso il ristorante "Il Sombrero" di Borgo Celano (in Corso del Popolo 20, tel. 0882/832192) è possibile degustare piatti tipici pugliesi come orecchiette e cime di rapa, cozze alla brace, zucchine, lampascioni, caciocavalli e i tipici savzudd, le salicornie (asparagi marini) servite come contorno.

DINTORNI. San Marco in Lamis è la base di partenza per il giro dei santuari della zona: Santa Maria di Stignano, alle porte di San Marco in Lamis, con pozzo e chiostro cinquecenteschi; San Matteo in Lamis, lungo l'antica Via Sacra Longobardorum, percorsa da San Francesco agli inizi del 1200, in bellissima posizione panoramica (conserva un coro ligneo e un reliquiario in argento del '600, oltre ad un presepe artistico permanente in cui si alternano scene di giorno e di notte); Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, luogo noto soprattutto per le testimonianze legate alla vita di Padre Pio; San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, uno dei più antichi santuari della Cristianità (vedi PleinAir n. 315).

INFORMAZIONI. Comune di San Marco in Lamis, tel. 0882/833282.

Mappa


Altre Mete e Itinerari

Leggi tutte le Mete e gli Itinerari
Punto Direttore
iltropicodelcamper
app PleinAirClub
POI Garmin
Scarica