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PleinAir | Viaggio

Bosco Chiesanuova Verona - Veneto, Italia

Le montagne dei Cimbri


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20 dicembre 2003

Sino ad alcuni secoli fa questo lembo delle Prealpi Venete, compreso tra il Monte Pasubio e la Val d’Adige, era coperto da boschi abitati da orsi, cervi e lupi. Oggi quegli animali sono scomparsi, come anche gran parte delle foreste: la trasformazione del paesaggio cominciò nel Duecento, con il primo insediamento di famiglie della Bassa Baviera: erano i Cimbri (tzimber, boscaiolo). Il vescovo di Verona concesse loro il diritto di sfruttare le foreste; il legname servì alla produzione di carbone, mentre i tronchi più pregiati arrivavano a Venezia per la costruzione di galee.
I Cimbri erano uomini duri, abituati a servirsi di tutte le risorse della natura. Sfruttarono anche il freddo: l’acqua piovana raccolta in pozze d’inverno gelava; il ghiaccio era poi custodito nelle giasare (profondi pozzi), e nei mesi più caldi venduto a macellai, lattai e gelatieri della pianura.
La loro lingua è stata quasi completamente dimenticata, ma non a Giazza, la Lietzan cimbra: un borgo posto alla confluenza tra la Val Freselle e la Val di Revolto, dove i 150 abitanti parlano un antico dialetto ricco di vocaboli tedeschi.
A differenza di altre località montane del Veneto, dove per la costruzione s’impiegò il legno, sui Monti Lessini si usò la roccia: specchio di questa architettura è Molina, un abitato dell’Alta Valpolicella. Di roccia sono i muri di tutti gli edifici, i tetti, le fontane, i portici, i contorni delle finestre. Dal centro del paese una mulattiera lastricata in pietra porta a un antico mulino e all’ingresso del Parco Naturale delle Cascate. Un sentiero, in parte attrezzato con passerelle e gradinate metalliche, consente di scoprire un mondo di rocce, boschi e acque cristalline. Lungo il percorso si susseguono cascate, pozze, forre profonde e covoli (grotte). La zona fu abitata dall’uomo preistorico, come testimoniano gli oggetti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, rinvenuti in località Scalucce.
Molte aree della Lessinia sono oggetto di ricerche da parte dei paleontologi: la più celebre è la Pesciara di Bolca, uno dei più importanti giacimenti fossiliferi del pianeta. Di interesse geologico e paleontologico è poi il Ponte di Veja, arco di pietra probabilmente formatosi a seguito del cedimento di una caverna carsica. La sua imponenza solleticò l’interesse anche dei pittori: Andrea Mantegna lo raffigurò nel celebre affresco L’incontro nel Palazzo Ducale di Mantova. Alla base del ponte, raggiungibile a piedi per un sentiero segnato, nella “Grotta A”, furono rinvenuti bulini e raschiatoi dell’uomo del Paleolitico Superiore.
Il ponte di Veja rientra nell’area di riserva del Parco Regionale della Lessinia; oltre alla tutela del territorio, tra le finalità del parco ci sono la valorizzazione dell’ambiente storico, nonché lo sviluppo culturale. Perciò l’ente gestore ha istituito il Sistema Museale della Lessinia, composto da sette interessanti musei tematici ubicati in luoghi d’interesse urbanistico, etnografico o naturalistico. Il nostro itinerario prevede proprio la visita di questi sette gioielli, indispensabili per apprezzare appieno il balcone verde affacciato sulla pianura veronese.

Sulle ruote
Il percorso stradale è lungo circa 160 km e si sviluppa su strade di montagna piuttosto tortuose, ma accessibili anche ai camper. Lo abbiamo compiuto in tre giorni: pertanto la nostra proposta può essere concentrata in un weekend o diluita con gite a piedi e in mountain bike.
Dall’autostrada Milano-Venezia si esce a Soave, quindi si continua per Monteforte d’Alpone. Dopo circa 10 km si devia a destra fino a Roncà, sede di un museo dei fossili (per la visita, tel. 045/7460065 – 7460677).
Tornati sulla strada principale della Val d’Alpone si prosegue fino a Bolca, dove meritano una visita il museo e Pesciara, l’area dei ritrovamenti posta a un paio di chilometri dal paese (per informazioni e visite guidate tel. 045/6565088).
Si riprende la strada verso San Bortolo delle Montagne e Selva di Progno per raggiungere Giazza. In prossimità della parrocchiale s’incontrano abitazioni affrescate e il Museo Etnografico (tel. 045/7847050 oppure 045/7810342 Molinari). Una bella escursione di 6/7 ore complessive conduce al Rifugio Fraccaroli e alla Cima Carega, da cui si ha una splendida vista sulle Piccole Dolomiti e sui Lessini Orientali. L’itinerario inizia al termine della rotabile della Valle di Revolto, in prossimità dell’omonimo rifugio.
Da Giazza, scesi in direzione di Selva di Progno, si tiene la destra fino a Velo Veronese e quindi Camposilvano, dove si trova l’interessante Museo dei Fossili della Lessinia (tel. 045/7835600). Non lontano dal museo meritano una visita la Grotta del Covolo e la Valle delle Sfingi, singolare insieme di strutture rocciose modellate dai millenni. Tornati a Velo Veronese si raggiunge Roverè Veronese e la vicina Roverè Mille, con la Grotta di Monte Capriolo (per visite e informazioni per comitive, tel. 045/7835777).
Da Roverè si continua verso Cerro Veronese, quindi si risale a Bosco Chiesanuova, dove si visita presso il Comune il Museo dell’Uomo e dell’Ambiente in Lessinia (tel. 045/7050022). Sulla strada per San Giorgio, a circa 4 km da Bosco Chiesanuova, in località Griez, si trova la Giassàra. Da Bosco Chiesanuova verso Erbezzo, dopo circa 1,5 km si arriva al Baito della Coletta, nell’omonima località. Si continua per Ronconi e Sant’Anna d’Alfaedo dove merita la visita il Museo Paleontologico e Preistorico (tel. 045/7532656). A circa 6 km dal museo, oltrepassati gli abitati di Vaggimal, Corrubbio e Crèstena (strada piuttosto stretta), si arriva all’albergo Ponte di Veja, non lontano dal celebre arco di pietra.
Per arrivare al Parco delle Cascate, seguire la strada per Sant’Anna d’Alfaedo; prima di raggiungere l’abitato deviare sulla sinistra per Cerna, e dopo circa 1 km girare sulla destra per una stradina asfaltata che conduce a Molina.
Sono necessarie alcune ore per la visita del paese, delle Cascate (per informazioni: Associazione Vivere a Molina, 045/7720185), e del Museo della Flora della Lessinia. Da Molina si scende a Fumane e a San Pietro in Cariano, da cui si raggiungono rapidamente la S.S. n. 11 e l’autostrada.

PleinAir 316 – novembre 1998

In pratica

VIABILITA'.
La morfologia dei Monti Lessini è piuttosto complessa; perciò è preferibile disporre di uno stradario dettagliato e, se si intende effettuare escursioni a piedi, di una carta topografica in scala 1:20000. L'Ufficio Informazioni e Assistenza Turistica della Lessinia, a Bosco Chiesanuova, distribuisce gratuitamente una carta locale in scala 1:50000. Alla fine dell'autunno e d'inverno, se non si montano ruote da neve, è preferibile avere a bordo le catene.

CAMPEGGI.
Camposilvano, a Velo Veronese in Loc. Camposilvano, tel. 045/7835658; annuale. Al Covolo, a Velo Veronese, tel. 045/7835600; annuale. Branchetto, a Branchetto-Monte Tomba, tel. 045/6784029; annuale (aperto nei weekend in bassa stagione).

PERIODO CONSIGLIATO.
La parte bassa dei Monti Lessini si può visitare tutto l'anno, mentre il periodo migliore per quelle in quota va dalla tarda primavera all'autunno inoltrato. D'inverno gli appassionati dello sci nordico troveranno ampie possibilità di divertimento, a cominciare dal lungo tracciato della "Trans-Lessinia".

NOLEGGI.
Mountain bike a Bosco Chiesanuova: per informazioni rivolgersi al Consorzio Lessinia Turismo e Bosco Sport c/o Palaghiaccio, tel. 045/7050130.
Equitazione presso il maneggio Papa Diego in Contrada Masenello a San Francesco (tel. 045/7835373), e presso il Maneggio Basalovo, Via Palazzo 4, a Stallavena-Grezzana (tel. 045/907541).

ESCURSIONI.
Per visite guidate nel territorio del parco contattare: CAI sezione Lessinia, tel. 045/7050088; CTG Animatori culturali e ambientali, tel. 045/6260288; Pro Loco Giazza, tel. 045/7847050-7810342; Comunità Montana della Lessinia, tel. 045/915155; Cooperativa Meles, Via dell'Artigianato 13, Padova, tel. 049/8701149 (organizza visite guidate a Giazza e campi estivi a Bolca).

CARTOGRAFIA.
In scala 1:500000, Monti Lessini-Recoaro Terme, Edizioni Kompass, foglio 100. Molto precise le carte in scala 1:200000 edite dal Comitato Gruppi Alpinistici e Naturalistici Veronesi: Lessinia Carega (con una miniguida allegata) e Sulle colline di Verona e Comuni limitrofi.

BIBLIOGRAFIA.
Escursioni in Lessinia di Eugenio Cipriani (Edizioni Cierre, Verona '95; Escursioni nel gruppo del Carega di Roberto Chiej Gamacchi (Edizioni Cierre, Verona '93); Escursioni nei dintorni di Verona (in mtb) e Mountain bike in Baldo Lessinia e Carega di D. Zambelli (entrambi per le Edizioni Cierre, Verona); Piccole Dolomiti di Luca Baldi e Gianni Pieropan (Edizioni Panorama, ?92).

NUMERI UTILI.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica della Lessinia, Piazza della Chiesa 34, 37021 Bosco Chiesanuova; tel. 045/7050088.
Per informazioni sul Parco della Lessinia e sui musei contattare la Comunità Montana della Lessinia, Via Ca' di Cozzi 41, 37124 Verona; tel. 045/915155. Oppure il Consorzio Lessinia Turismo, Via Mercato 12, Bosco Chiesanuova; tel. 045/7050050.

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