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Ispica Ragusa - Sicilia, Italia

Ispica, la storia nella roccia

Alberto Galassetti |

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L’ingresso della Cava d’Ispica

8 febbraio 2016

Tra le città della Val di Noto devastate dal terremoto del 1693, Ispica si distingue per gli insediamenti e le necropoli rupestri che rubano la scena alla ricostruzione barocca.

Ogni periodo dell’anno è il momento giusto per un viaggio in Sicilia! Il mare conserva ancora i ricordi del tepore estivo; l’entroterra vive una mitezza ideale per le escursioni e le città s’indorano sotto un cielo di puro cobalto.

La Valle di Noto, nel versante sud-orientale dell’isola, offre il meglio al pleinair fuori stagione: i litorali, i monti e l’altopiano iblei fanno da sfondo ai capolavori barocchi distribuiti nel territorio. E celano nelle cave – i canyon creati dai corsi d’acqua – altre affascinati testimonianze del passato più remoto: necropoli, chiese e villaggi rupestri che visitare con il solleone sarebbe un castigo, mentre ora appaiono invitanti con la tersa luce invernale.

Cava d’Ispica

Cava d’Ispica

Al pari della vicina Noto, la città di Ispica si affaccia sulle ultime pieghe di collina verso la grande pianura incuneata  nell’Egeo da Capo Passero. Anch’essa vanta un centro mo­numentale ricostruito in forme barocche dopo il devastante terremoto del 1693, ma a differenza di Noto occupa ancora il sito dell’origine medioevale: un terrazzamento di roccia isolato dai rami di una grande cava che vi invitiamo a scoprire, la Cava d’Ispica appunto, uno straordinario alveo di civiltà stratificate. Per accostarvisi consapevolmente occorre però un prologo didattico, e a offrircelo è proprio il capoluogo con il Parco Archeologico Forza, istituito a salvaguardia di abitazioni, luoghi di culto e manufatti di varie epoche presenti nell’ultimo tratto della cava. È questa l’occasione anche per dedicare qualche ora al centro storico, che si estende fin sul ciglio del terrazzamento, da dove il parco dista pochi minuti a piedi. Ci si può arrivare in auto, ma la strada di accesso e il parcheggio che la conclude non sono a misura di camper. La visita segue un primo percorso che scopre resti romani aggirandosi tra gli ulivi della zona alta dove si trovano i servizi e un piccolo museo.

La facciata della basilica di Santa Maria Maggiore, il monumento più insigne di Ispica

La facciata della basilica di Santa Maria Maggiore, il monumento più insigne di Ispica

Potrebbe bastare, ma un secondo percorso promette di più scendendo sul greto del fiume e costeggiandolo per circa mezz’ora all’ombra di boschetti ripariali. La passeggiata prose­gue fin quando le pareti del canyon si discostano aprendosi alla luce. Per tornare al punto di partenza si sale una serpentina di asfalto che ricuce un solco tufaceo e lambisce antiche grotte scavate sui fianchi, ora adibite a magazzini, laboratori, stalle. Sono le stesse che con tanta naturalezza ospitano a Natale le scene di uno dei più apprezzati presepi viventi della Sicilia.

Ora non resta che spostarsi con il veicolo in direzione di Modica per raggiungere l’ingresso vero e proprio della Cava d’Ispica. Attenzione al bivio che dopo circa 12 chilometri di statale immette in una provinciale sulla destra: sono altri otto chilometri, ma di curve e carreggiata stretta, discese e ponticelli per giunta assai trafficati. A destinazione, in compenso, ci accoglie uno spettacolare scorcio della cava, riconosciuta monumento nazionale. Varco e biglietteria sono sistemati quasi sul bordo della strada. Di fronte, poco a valle, un parcheggio alberato garantisce una sosta rinfrancante ed è utilizzato anche dai visitatori del vicino mulino medioe­vale ad acqua, ripristinato con qualche licenza e inglobato in una casa-museo. Con la guida del proprietario un paio d’ore trascorrono piacevolmente. Ma il clou della giornata resta pur sempre la cava, con il rigoglio della vegetazione immersa, gli anfratti naturali, i villaggi interamente scavati a mano, le necropoli ipogee dove si sono succeduti i nostri antenati dalla tarda età del bronzo fino al Medioevo.

Le antiche tonnare di Marzamemi

Le antiche tonnare di Marzamemi

Lunga circa 14 chilometri, la gola è tutta percorribile su sentieri in terra battuta, transennati nei passaggi più difficili: verso sud va a congiungersi con il Parco Forza, mentre nella direzione opposta raggiunge Modica. Camminare tra pareti strapiombanti che portano incisi millenni di storia è un’esperienza che non si dimentica.

A dire il vero non si dimentica neppure l’abbraccio del mare che le località della costa tengono in serbo per gli intenditori: da Pozzallo a Marza, da Portopalo a Marzamemi e oltre. Verificate e ci ringrazierete.

In pratica

DOVE SOSTARE

La base più strategica la offrono due agrituri­smi di Ispica inseriti nel circuito AgriPleinAir, entrambi ad apertura annuale.
Oasi Favara (Strada Provinciale 50, tel. 340 19350581 o 329 2306844, www.oasifavara.it) dispone di un agricampeggio con tredici piaz­zole e la tariffa per la sosta varia da 11 a 28 euro a equipaggio a seconda del periodo.
10%
Re Carrubo (Contrada Carruba, tel. 338 7938798, www.recarrubo.eu, nella foto), situato sulla SP49 tra Ispica e Pachino, of­fre 15 piazzole servite da un blocco igieni­co, anche per disabili, e da un pozzetto di scarico. Tariffa giornaliera 10 euro a equi­paggio, 15 a luglio e agosto. È richiesta la prenotazione.
5%

Tra le aree di sosta e i campeggi della zona, le uniche strutture aperte tutto l’anno sono l’area attrezzata Augustea a 8 chilometri da Ispica sulla SP67 (richiesto preavviso al 349 5052858) e il Forte Camping di Marzamemi (Contrada Spinazza, tel. 0931 841011, www.ilfortevillage.it).

COSA VISITARE

Parco Archeologico Forza (Via Cavagrande, tel. 0932 952608), aperto da lunedì a sabato dalle 8 alle 19.30, domeni­che e festivi dalle 8 alle 14. Ingresso 2 euro, ridotto un euro. La prima domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito dalle 8 alle 19.30.
Stesso orario per la per Cava d’Ispica (tel. 0932 771667) che in tutti gli altri giorni, festivi inclusi, apre dalle 9 alle 19.30; biglietto intero 4 euro, ridotto 2.
Mulino ad acqua - Museo Cavallo d’Ispica (Via Cava Ispica 89, Mo­dica, tel. 0932 771048, www.cavallodispica.it) è di proprietà pri-vata e si visita a pagamento solitamente dalle 9 alle 19.

INDIRIZZI UTILI

Pro Loco di Ispica, Corso Umberto 32, tel. 339 5374024, www.ragusaturismo.it.
Per informazioni turistiche sulla Val di Noto visitare il sito www.valdinoto.it.
Per visite guidate nel territorio, www.turismomodica.it.

Galleria fotografica

L’ingresso della Cava d’Ispica Cava d’Ispica La facciata della basilica di Santa Maria Maggiore, il monumento più insigne di Ispica Il porticato ellittico della basilica di Santa Maria Maggiore La chiesetta rupestre di Santa Maria La Nova, dove ha inizio il sentiero del Parco Forza Le antiche tonnare di Marzamemi Una veduta di Portopalo

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