Abbonati alla rivista
Area utenti

PleinAir | Viaggio

Sacile Pordenone - Friuli-Venezia Giulia, Italia

Inseguendo l’acqua

Testo e foto di Michela Bagatella |

Galleria fotografica In pratica Vai alla mappa
Sacile

7 giugno 2018

Dal Livenza al Tagliamento, dalle atmosfere veneziane di Sacile alle preziose architetture di Gemona rifatte “com’erano e dov’erano”: in camper, con la dueruote al seguito, attraverso la fascia pedemontana di un Friuli tutto da scoprire.

Si specchiano nelle acque del Livenza le fronde dei salici che coronano le rive del fiume nel centro storico di Sacile. Tra eleganti palazzi in stile veneziano è facile vedere giovani canoisti varcare le porte del campo di slalom, piroettare abilmente fra le piccole rapide, risalire a colpi di pagaia la corrente per poi riprendere a scivolare agili fra le cascatelle.
Poco distante, in Piazza del Popolo, un artista di strada ha attratto un capannello intorno alle sue acrobatiche evoluzioni proprio di fronte alla quattrocentesca Loggia Comunale, animando questo spazio urbano a traffico regolamentato, impreziosito da palazzi rinascimentali e popolato da eleganti caffè con tavolini all’aperto dove converrà, alla fine della passeggiata, sedersi per uno spritz.
Tutto, nel centro di Sacile, ha a che vedere con lo scorrere delle acque del Livenza. È fiancheggiato da una roggia il cinquecentesco Palazzo Ragazzoni, con lo splendido salone affrescato nel XVI secolo da Francesco Montemezzanoella scuola del Veronese: sede di mostre, ha un grande cortile interno sovente animato da manifestazioni. Costruito a fianco di un ponticello, il minuscolo oratorio della Pietà del XVII secolo fa pensare per un attimo di trovarci in una calle veneziana. Atmosfere serenissime accolgono anche nella piazza del Duomo dedicato al patrono San Nicolò, su cui affaccia l’elegante Palazzo Ovio-Gobbi. E si trova a due passi dal fiume l’area di sosta comunale, distante pochi minuti a piedi dal centro storico e accanto al molo d’imbarco per piccoli natanti.
Fra gli eventi più noti della città c’è la tradizionale Sagra dei Osei, che alla fine di agosto prevede esibizioni e gare di canto di numerosissimi esemplari. Forse meno conosciuta, ma assolutamente da annoverare fra gli eventi di spicco della vita culturale cittadina: la stagione della Fazioli Concert Hall, situata a lato della fabbrica di pianoforti Fazioli e in programma tra novembre e aprile, è una vera chicca per gli amanti della musica da camera.

Da Polcenigo a Maniago
Le acque che abbiamo ammirato dai ponti di Sacile hanno origine una decina di chilometri più a nord, tra i comuni di Caneva e Polcenigo (si veda il numero 494), più o meno in corrispondenza dell’importante sito palafitticolo del Palù inserito dal 2011 nel patrimonio dell’Unesco. Accanto al Santuario della Santissima, eretto tra il XVI e il XVII secolo in un antico luogo di culto, il Livenza sgorga ai piedi della montagna ed è subito un fiume ricco di acqua limpida, pronto a continuare la sua corsa in direzione di Sacile e poi di Caorle, dove va a sfociare. Lascia al suo affluente, il torrente Gorgazzo, il compito di lambire le belle case e le colline del borc, il centro storico di Polcenigo inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Quanto al Gorgazzo, è una delle più suggestive formazioni carsiche del Nordest: sgorga direttamente dalla roccia creando un laghetto d’acqua color smeraldo. La rete di cunicoli sottostante si dirama per centinaia di metri, ma immersioni sono giustamente ristrette a scopi di studio, considerata l’elevata pericolosità di questo ambiente ipogeo che richiede attrezzatura ed esperienza da speleosub.
Da vedere la piazza centrale dominata dall’elegante Palazzo Zaia, il convento e la chiesa di San Giacomo con un prezioso organo settecentesco, posti in cima alla collina affacciata sul borgo; e ancora la millenaria chiesetta di San Rocco e il Parco Rurale di San Floriano, un colle sovrastato dall’omonima chiesetta dove è davvero piacevole passeggiare e trattenersi per un picnic. Polcenigo, infine, è la sede del Troi Trek, una partecipata competizione di mountain bike che si svolge alla fine di agosto.
All’altezza di Aviano prende il via la strada (ma è una scalata per ciclisti allenati) verso la stazione sciistica di Piancavallo, d’estate apprezzata meta di escursionismo e mtb.
A Malnisio vale la pena prenotare una visita all’ex centrale idroelettrica Antonio Pinter, uno splendido esempio di architettura industriale che conserva i macchinari per la produzione di energia risalenti agli inizi del Novecento.
Una volta arrivati a Maniago conviene recarsi subito al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago, allestito nell’ex stabilimento Coltellerie Riunite Caslino Maniago. L’edificio, sede dell’ufficio turistico, illustra la storia dell’arte fabbrile legata alla produzione di coltelli e di arnesi da taglio, che qui ebbe inizio intorno alla metà del XV secolo sfruttando le acque del Colvera. Non a caso Maniago è ancor oggi la località capofila del Distretto Industriale del Coltello, che comprende nove comuni e annovera quasi duecento aziende impegnate nella produzione di lame e arnesi da taglio esportati in Paesi esteri quali Francia, Germania e Stati Uniti. Maniago è anche la sede di Lis Aganis, il centro di coordinamento degli ecomusei del territorio che raduna una straordinaria varietà di testimonianze e realtà locali a tutela dell’ambiente, delle tradizioni, degli antichi mestieri e dei sapori.
Il centro storico si sviluppa ai piedi dei ruderi del castello dell’XI secolo: da vedere Piazza Italia, lo spazio cittadino principale, e il duomo dedicato a San Mauro martire con una pala raffigurante il Redentore e Santi (1558) attribuita a Pomponio Amalteo.

I grifoni sono tornati
Intorno al Monteprat, che si specchia con i suoi 800 metri di quota nelle acque del Lago di Cornino, volteggiano i grifoni. Grazie a un progetto di ripopolamento questi rapaci, un tempo presenti nel territorio solo nel periodo della migrazione, sono stati reintrodotti nella riserva circa due decenni fa. Per avvistarli da vicino bisogna arrivare alla riserva al mattino presto: è questo il momento in cui i volatili vengono a nutrirsi in un apposito punto di alimentazione. Se invece si arriva con il sole alto, come è più probabile, li vedremo in lontananza punteggiare il cielo sopra il piccolo lago di origine glaciale, un prezioso ecosistema dalle acque color smeraldo provenienti dall’altipiano del Monteprat e dal bacino del Tagliamento. La visita guidata consentirà di approfondire le abitudini di questi rapaci, ma anche le caratteristiche dello specchio d’acqua – lungo solo 140 metri e profondo 8 – e più in generale del territorio segnato dal corso del Tagliamento, il cui largo alveo scorre pochi metri più in basso.
Dal centro visite della riserva (possibilità di parcheggio camper in un grande piazzale a circa trecento metri dal centro visite) partono alcune piacevoli passeggiate che effettuano il periplo del piccolo bacino, conducono all’osservatorio o portano a uno spiazzo sul greto del Tagliamento. Sempre a partire dal parcheggio della riserva, in sella alla bici si vale la pena seguire la strada verso Peonis e raggiungere il Cippo Bottecchia, dedicato al leggendario ciclista che in questo punto fu ritrovato agonizzante in circostanza misteriose. A Trasaghis una facile deviazione consente di raggiungere le piacevoli rive del Lago di Cavazzo.

Il duomo e il mulino
Attraversato il Tagliamento sul ponte di Braulins eccoci nel territorio di Gemona, che si prospetta in lontananza. La città simbolo del terremoto del 1976 accoglie con il bianco Palazzo Comunale del XVI secolo, caratterizzato da una struttura tipica nella regione con il porticato a tre arcate e il primo piano occupato dal salone del consiglio. All’estremità del borgo antico è attualmente non visibile per lavori in corso la facciata del duomo in pietra rosata con l’imponente statua di San Cristoforo, tuttavia le motivazioni per apprezzarlo non mancano: come il trecentesco campanile a pianta quadrata, l’interno a tre navate con le colonne inclinate dal sisma e il misterioso sacello sotterraneo affrescato di San Michele, visitabile su prenotazione. Su Via Bini, il corso principale, affacciano bei palazzi del XVI secolo con portici, bifore e trifore gotiche restaurati rispettando le forme originali. Al civico 9 lo splendido Palazzo Elti è sede del Museo Civico, mentre al numero 50 la sede della Cineteca del Friuli ospita una biblioteca tematica e una pregevole collezione di foto e video; nella zona nuova sorge invece la moderna sede dell’Archivio Cineteca del Friuli, è uno dei principali centri italiani in Italia dedicati al restauro e alla conservazione delle pellicole.
Da non mancare una tappa al quattrocentesco Mulino Cocconi, sede dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, distrutto dal sisma e ricostruito interamente per volontà dei proprietari. L’originaria stanza delle macine, al pianterreno, è un’interessante esposizione di antichi strumenti dell’arte molitoria: memorie di una cultura millenaria che anche qui, come in tanti angoli del Friuli, è legata allo scorrere delle acque.

Pedemontana a pedali
Il giardino della Serenissima – così viene definita Sacile – è il punto di partenza della Ciclovia FVG3, uno dei grandi assi viari della mobilità dolce del Friuli Venezia Giulia che unisce la cittadina pordenonese a Gorizia. Noi l’abbiamo seguita, con un piccolo camper e le biciclette al seguito, nel tratto fra Sacile e Gemona. Motivo in più per metterci in viaggio, la riapertura nel dicembre 2017 dell’asse ferroviario Sacile-Maniago, rimasto inattivo dal 2012 (in futuro sarà nuovamente fruibile anche la tratta da Maniago a Gemona): i convogli sono attrezzati con un’apposita carrozza per il trasporto delle dueruote. Possiamo dire che il tracciato è abbastanza ben segnalato nel tratto fra Sacile e Gemona, mentre da qui a Gorizia è in via di perfezionamento. Attenzione però: non si tratta di una pista ciclabile ma di una ciclovia, ovvero di una connessione di vie secondarie indicate con opportuna segnaletica; soltanto in alcuni tratti è presente un tracciato riservato alle dueruote. È quindi consigliato dotarsi della traccia GPX del tracciato, che può essere richiesta scrivendo all’azienda di promozione turistica del Friuli Venezia Giulia (info@promoturismo.fvg.it). Di seguito descriviamo a grandi linee il tragitto.
Dalla stazione ferroviaria di Sacile iniziamo a pedalare puntando verso la fascia prealpina che chiude le ultime propaggini orientali della Pianura Padana. Si attraversa Nave (4 km) e si raggiunge la località Fontaniva, ormai nel territorio di Polcenigo. Il percorso sfiora le pendici del Parco Rurale di San Floriano (12 km) e inizia a salire dolcemente verso Santa Lucia di Budoia. Da questa località a Castello d’Aviano (21 km) il tracciato scorre fra i campi coltivati. Attraversata Aviano si sale verso Marsure (30 km), dove s’imbocca un bel tratto dedicato a bici, pedoni e mezzi agricoli con il quale s’arriva quasi in vista di Montereale Valcellina (40 km). Si procede, attraversando il paese, fino al vecchio ponte che supera il Cellina, nel punto in cui anticamente prendeva il via la strada che fra curve, gallerie e spettacolari affacci seguiva la forra scavata da questo torrente (oggi l’accesso è regolamentato e gestito dal Parco Dolomiti Friulane). Disegnando un grande gomito seguiamo la provinciale sino a Maniago (48 km); attraversata la cittadina ci attende un altro tratto dedicato alle dueruote sino a Fanna (52). Si punta ora, di nuovo sulla provinciale, verso Meduno (58 km) e da lì, per piacevoli vie secondarie, si toccano Toppo (63 km) e Travesio (70 km). Dopo Borgo Ampiano eccoci a Valeriano (78 km) e quindi a Pinzano al Tagliamento (82 km), dove incrociamo per la prima volta il grande fiume che da questo momento ci accompagnerà fino a Gemona. A Cornino (82 km), visitata la riserva regionale dell’omonimo lago, proseguiamo lungo la bella strada dove sorge il cippo Bottecchia fino a Peonis (87 km) e poi a Trasaghis (95 km). A Braulins, infine, attraversiamo il Tagliamento e facciamo il nostro ingresso a Gemona (103 km). La località friulana è il punto d’intersezione con la Ciclovia Alpe Adria (si veda il servizio nel n. 543), percorso transfrontaliero da Salisburgo a Grado che nel Friuli settentrionale segue il sedime della dismessa ferrovia Pontebbana: un’altra imperdibile opportunità da vivere approfittando dell’intermodalità treno più bici.

In pratica

SOSTE E AGRITURISMI

Budoia Agriturismo Al Ranch, Via Pedemontana Occidentale 40, tel. 0434 653047, www.agriturismoalranch.it. Agricampeggio per 15 veicoli, 15 euro a equipaggio; cucina tipica, maneggio, corsi di monta western e all’inglese, escursioni a cavallo.
Maniago Area di sosta gratuita in Via Leonardo da Vinci, a 500 metri dal centro.
Montereale Valcellina Area di sosta gratuita per 15 veicoli in Via dell’Omo; per informazioni Municipio, tel. 0427 798782.
Sacile Area di sosta comunale a pagamento tra Via Ruffo e Viale della Repubblica, a circa mezzo chilometro dal centro.
Spilimbergo Area attrezzata gratuita in Via Udine presso la Casa dello Studente, a 250 metri dal centro storico; per informazioni Municipio, tel. 0427 40195.
Vivaro Fattoria Gelindo dei Magredi, tel. 0427 97037, www.gelindo.it. Agricampeggio con piazzole ombreggiate. Offre ristorazione tipica, maneggio, vendita prodotti locali

EVENTI

Polcenigo 26 agosto: Troi Trek, competizione di mtb, www.troitrek.it. Nel primo finesettimana di settembre: Sagra dei Thest.
Maniago Dal 29 agosto fino all'8 settembre: Maniago in Festa.
Gemona Nel primo finesettimana di agosto: Tempus est jocundum, rievocazione storica con dame e cavalieri, compagnie teatrali erranti, mercanti e abili artigiani, animazioni e vivaci e affollate taverne. 6 gennaio: Epifania del Tallero.

COSA VISITARE

Sacile Palazzo Ragazzoni Biglia, Viale Zancanaro 2, tel. 0434 787177.
Polcenigo Museo dell’Arte Cucinaria dell'Alto Livenza, Vicolo del Teatro, tel. 0434 74001, apertura su prenotazione.
Maniago Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie, Via Maestri del Lavoro 1, tel. 0427 709063, www.museocoltellerie.it. Aperto dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, chiuso il martedì pomeriggio.
Gemona Cineteca del Friuli, Via Giuseppe Bini 50, tel. 0432 980458, www.cinetecadelfriuli.org.
Ecomuseo delle Acque del Gemonese-Molino Cocconi, Largo Beorcje 12 Borgo Molino, tel. 338 7187227, info@ecomuseodelleacque.it.

DOVE MANGIARE

Maniago Antica Trattoria Tre Torri, Via Roma, tel. 0427 666809, www.trattoriatretorri.com. Riaperta dal 2017 dopo 25 anni di inattività, la storica locanda ambientata in ex convento propone i sapori del passato utilizzando prodotti del territorio come la pitina IGP e la Cipolla rossa di Cavasso e piatti della tradizione friulana (come l’immancabile frico con polenta) talora rivisitati in chiave moderna. Prezzi intorno a 30 euro.

COSA ACQUISTARE

Per acquistare la pitina, il tipico insaccato maniaghese, ci si può rivolgere alla macelleria Polesel (Via Umberto I, Maniago, tel. 0427 71470, www.pitina.it).

INDIRIZZI UTILI

Sacile Canoa Club Sacile, tel. 333 4692255, www.canoaclubsacile.com.
Ufficio Informazioni Turistiche di Sacile, Via Mazzini 11, tel. 0434 737292, www.visitsacile.it.
Polcenigo Comune di Polcenigo, Piazza Plebiscito 1, Polcenigo, tel. 0434 74001, www.comune.polcenigo.pn.it.
Maniago Dolomiti Friulane-Piancavallo, Valli pordenonesi, Magredi, Viale Venezia 18/a, Maniago, tel. 0427 71775, info@piancavallodolomitifriulane.it, www.dolomitifriulane.info.
Forgaria nel Friuli Riserva Naturale del Lago di Cornino, Via Sompcornino 81, Forgaria nel Friuli; tel. tel. 0427 808526, info@riservacornino.it, centrovisite@riservacornino.it, www.riservacornino.it.
Gemona Iat Gemona del Friuli, c/o Museo Civico Palazzo Elti, Via Bini 9, tel. 0432 981441, www.gemonaturismo.com, info@gemonaturismo.com.
Parco Naturale Dolomiti Friulane, Via Roma 4, Cimolais, tel. 0427 87333, www.parcodolomitifriulane.it.
Turismo FVG, Numero Verde 800-016044, www.turismofvg.it. info@turismo.fvg.it.

Galleria fotografica

Mappa


Altre Mete e Itinerari

Leggi tutte le Mete e gli Itinerari
Punto Direttore
agricamping estgarda
iltropicodelcamper
app PleinAirClub
POI Garmin
Scarica