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PleinAir | Viaggio

Santa Cristina d'Aro - Catalogna, Spagna

Costa Brava: Il bar sotto il mare

Testo e foto di Carlo Piccinelli | PleinAir 446 – Settembre 2009
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Scorcio sul lungomare di Cadaqués

1 settembre 2010

A zonzo lungo la Costa Brava, dove i Pirenei si gettano nel Mediterraneo formando alte e frastagliate pareti rocciose: la Spagna più vicina all’Italia è una meta ideale per vivere l’ambiente marino senza la folla della piena estate, fra spiaggette remote, vivaci località turistiche, riserve naturali e occasioni da non perdere per chi ama la subacquea.

Meraviglie sommerse

Meraviglie sommerse

La Riviera Ligure, la Costa Azzurra, Marsiglia sono alle nostre spalle. Stiamo viaggiando sulla trafficata A9 attraverso il sud-ovest della Francia, diretti al confine spagnolo. Superata Perpignan l’alta catena dei Pirenei, che prima si scorgeva lontana all’orizzonte, quasi di colpo si innalza in tutta la sua imponenza. Lunghi rettilinei, gli ultimi avvicinandosi alla Spagna, solcano vasti terreni agricoli prima di raggiungere la base delle montagne, che si ergono dalla pianura e dal mare: anzi, è proprio osservando dalla costa le ripide e brulle pareti rocciose, qua e là punteggiate da macchie di bosco, che si accentua l’impressione di vederle tuffarsi nel Mediterraneo.

Lasciata l’autostrada ad Argelès-sur-Mer imbocchiamo la statale litoranea, un susseguirsi di curve e tornanti fra agavi, pini marittimi, baie e insenature: non per caso è considerata uno degli itinerari più belli d’Europa. Attraversiamo gli ultimi paesi prima della frontiera, Collioure, Port-Vendres, Banyuls-sur-Mer e Cerbère, e troviamo un’insperata occasione di sosta in un ampio spiazzo in prossimità del faro di Cap Cerbère: alimentato da pannelli fotovoltaici, segnala ai naviganti la presenza delle pericolose scogliere pirenaiche, fra le più alte del continente. La leggera brezza della sera diffonde nell’aria il profumo del mare, mentre il rumore delle onde che si infrangono alla base delle rocce qualche centinaio di metri più in basso e la presenza delle scure montagne sovrastanti accentuano la sensazione di trovarsi in un angolo remoto e selvaggio. L’oscurità è quasi totale e il basso inquinamento luminoso ci permette di osservare un cielo incredibilmente stellato. Fuori stagione, come in questo periodo, i veicoli di passaggio durante la notte sono davvero pochi; ma è facile avere qualche discreto vicino di sosta, magari proveniente dalla Spagna, con cui scambiare quattro chiacchiere.

Villaggi di pescatori

Discese attrezzate permettono di raggiungere baie e calette

Discese attrezzate permettono di raggiungere baie e calette

La strada si inerpica sulle pendici montuose, mentre in basso le rocce si gettano nelle profonde acque blu del Mediterraneo creando scorci davvero suggestivi. Pochi chilometri e qualche tornante dopo Cap Cerbère si supera il confine con la Spagna, per poi discendere il Coll de Balistres fino al paese di Portbou. Le ovattate atmosfere francesi lasciano il posto al calore spagnolo, e il cambiamento si nota ancor più la sera quando i locali iniziano a riempirsi per la cena ben dopo le ventuno. In questa prima parte del tragitto le montagne appaiono brulle e dall’alto si scorgono piccole spiagge raggiungibili solo dal mare: ad esclusione proprio di Portbou, che ha mantenuto in parte l’aspetto del borgo di pescatori anche se il porto nuovo, nascosto dietro il capo, rivela l’interesse dei diportisti per questo selvaggio tratto di mare. Ma molti altri sono gli spunti di viaggio offerti dal circondario, come le acque del parco marino delle isole Medes molto apprezzate dai sub (vedi riquadro “Meraviglie sommerse”), la riserva naturale delle paludi dell’Empordá e, nell’entroterra, la zona vulcanica della Garrotta.

La spiaggetta di Colera, nel primo tratto della Costa Brava.

La spiaggetta di Colera, nel primo tratto della Costa Brava.

Più avanti la litoranea si annoda in una lunga serie di tornanti, mentre alcune gallerie di recente realizzazione consentono di raggiungere direttamente il paese di Colera, all’inizio della Costa Brava. E’ un antico villaggio marinaro e agricolo, fiorente sino a quando la fillossera, malattia della vite che secca le foglie e le radici, distrusse completamente le vigne arrestando l’industria della produzione di vino. Del borgo originario non rimane quasi nulla se non la chiesa del XII secolo, alcune case di pescatori e i terrazzamenti una volta ombreggiati da olivi e filari, oggi in buona parte abbandonati. Una sosta permette di gustare prodotti tipici a base di miele, importato già dai Romani e ben presente ancora oggi nella cucina tradizionale e nella gastronomia turistica del luogo. L’abitato si trova in una stretta valle, che termina in una baia riparata e orlata da una spiaggia e da un porticciolo turistico: passeggiando sul molo non è difficile incontrare qualche pescatore, al rientro dall’uscita mattutina, che per pochi euro vende pesce freschissimo.
Superato il promontorio, si costeggia una lunga serie di spiagge grandi e piccole che orlano la punta di Cap de Ras e introducono al paese di Grifeu. Un dedalo di sentieri, sterrate e un camping consentono di trascorrere qualche giorno di completo relax in un luogo tranquillo, pescando e degustando nei ristoranti, o grigliati con le proprie mani sui barbecue del campeggio, ottimi piatti a base di pesce.

Il centro turistico e balneare di Tossa de Mar, ormai alla fine della Costa Brava.

Il centro turistico e balneare di Tossa de Mar, ormai alla fine della Costa Brava.

Ora le montagne lasciano spazio a una piccola piana occupata interamente dalla cittadina di Llançá, il primo centro urbano di una certa dimensione che si incontra dopo aver lasciato la Francia. Attorno alla Plaza Mayor e alla torre medioevale si affacciano le case del borgo vecchio, o almeno quel poco che rimane delle antiche architetture sostituite in massima parte da alberghi, ristoranti, bar, negozi e discoteche sempre affollati di turisti. La marina è un richiamo per molti diportisti nordeuropei, mentre in estate l’arenile e la passeggiata sul lungomare sono affollati da visitatori in maggioranza spagnoli e italiani. Nelle mezze stagioni, invece, Llançá ritorna ad essere un tranquillo insediamento marinaro nei cui ristoranti si possono assaggiare le specialità della cucina locale a base di pesce, come zuppe, filetti alla griglia e piatti di mitili e crostacei.

Il parco degli artisti

Il parco avventura del camping l'Empordà.

Il parco avventura del camping l’Empordà.

Questa parte di costa pianeggiante, la prima che si incontra fra le alte scogliere pirenaiche, è un susseguirsi di villaggi come Cap del Bol, Parabeua, Barlovent, El Port de la Selva, uniti tra loro in un’unica fascia urbana con pochi brevi tratti liberi da edifici; si è ripagati dalla vista dell’aspro promontorio oggi protetto dal Parque Natural del Cap de Creus, estrema propaggine orientale dei Pirenei. Qui la strada torna ad inerpicarsi e procede tortuosa verso l’interno del parco, luogo di passaggio e di riposo per molti uccelli migratori, con alte scogliere che si tuffano a picco nel mare generando fondali di notevole profondità. Praticamente al centro della costa del promontorio la cittadina di Cadaqués è famosa per essere stata residenza di numerosi artisti, tra i quali Picasso e Salvador Dalí, di cui si può visitare la casa-museo. Il fascino di questo piccolo centro, il più orientale della Spagna, è dato sia dalle piccole case bianche che si affacciano sulle acque placide di una baia sia dall’animazione dovuta ancora oggi alla presenza di numerosi artisti, i quali hanno fatto di Cadaqués un ritrovo culturale oltre che un luogo di lavoro.

la piscina del camping "les Medes"

la piscina del camping “les Medes”

Nei déhors sul lungomare, per le strade e i vicoli della cittadina si osservano personaggi provenienti da tutto il mondo, e non è raro sentir parlare di pittura e scultura o di ascoltare vivaci discussioni letterarie. Dopo il pienone di agosto che rende difficilissima la circolazione e impossibile la sosta, senza contare il tutto esaurito nei campeggi, d’autunno e poi in primavera la cittadina torna a mostrare il suo volto più sincero, apprezzabile anche d’inverno quando gli artisti riprendono possesso dei bar e delle panchine sul lungomare, mentre i pochi turisti sono invogliati dal clima mite e poco ventilato. Da qui parte inoltre l’unica via carrabile per il faro di Cap de Creus, 6 chilometri di strada costiera che permette di osservare la splendida natura del parco.

Tra il mare e la montagna

La spiaggia di Canyet de Mar, praticamente deserta nel fuoristagione

La spiaggia di Canyet de Mar, praticamente deserta nel fuoristagione

Oltre Cadaqués l’unico percorso che continua a seguire la costa è una strada bianca di incerta praticabilità. Non resta dunque che imboccare a ritroso la GI 614 e riportarsi verso l’interno: si raggiungono così la località turistica di Roses, che conclude il perimetro di Cap de Creus, e una grande pianura alluvionale formata principalmente dai fiumi El Fluvia ed El Ter, che convenzionalmente segna il margine meridionale dei Pirenei.
In verità, un centinaio di chilometri più a sud si trova ancora un breve tratto di montagne e di alte scogliere facenti parte della catena, che vale davvero la pena visitare. Raggiunta perciò l’Autopista 7 a Figueres, scendiamo fino a Girona e qui prendiamo la Carretera 65 per Sant Feliu de Guíxols, cittadina di antica fondazione che oggi è diventata un frequentato centro turistico e balneare. Inizia da questo punto il tratto forse più godibile della Costa Brava dal punto di vista paesaggistico: la strada riprende a salire ma, al contrario delle aree viste in precedenza, un folto manto boschivo che ha per protagonisti i pini marittimi ricopre le pendici delle ultime propaggini dei Pirenei, più simili a colline che a montagne vere e proprie. La tortuosa GI 682 segue, in un continuo susseguirsi di curve, il frastagliato profilo costiero lungo il quale numerose piazzole consentono la sosta diurna e notturna, grazie al fatto che le autorità chiudono un occhio nei periodi fuori stagione; spesso da questi piccoli approdi si staccano brevi percorsi escursionistici, segnalati da pannelli e paletti colorati piantati nel terreno, che attraversano la fitta vegetazione e arrivano fin sul ciglio delle scogliere, da cui ammirare splendidi panorami ancora non troppo disturbati dalle urbanització turistiche.

Le estreme propaggini dei Pirenei si gettano nel mare verso Sant Feliu de Guíxols

Le estreme propaggini dei Pirenei si gettano nel mare verso Sant Feliu de Guíxols

Sotto le alte chiome degli alberi, passeggiando lungo i sentieri, si intravvedono molto più in basso faraglioni, isolotti e scogli che, come un gigantesco ricamo di pietra, trapuntano la base delle scogliere, interrotte qua e là da piccole spiagge raggiungibili solo dal mare. Uno scenario naturale che avrà termine dopo una trentina di chilometri fra Tossa del Mar e Lloret del Mar, altre cittadine molto frequentate dal turismo stagionale: da qui il litorale, ormai quasi completamente urbanizzato, scende diritto verso Barcellona. Noi invece rimaniamo in Costa Brava a goderci gli ultimi scampoli della nostra vacanza fuori stagione intorno al paese di Canyet de Mar, unico punto in cui è possibile scendere fino al mare per raggiungere il lungo arenile, rilassarsi al sole e bagnarsi per un’ultima volta in questo indimenticabile Mediterraneo spagnolo.

In pratica

QUANDO ANDARE
La tortuosità del percorso e il notevole affollamento della piena estate rendono sconsigliabile visitare la Costa Brava nei mesi di luglio e agosto, anche per l’intenso traffico turistico che spesso provoca code e intasamenti all’ingresso dei paesi costieri. Grazie al clima mite e gradevole anche nei mesi freddi, l'itinerario descritto è percorribile in tutta tranquillità da settembre a giugno, Natale e Capodanno compresi. Il primo tratto subito dopo il confine francese rimane in ogni caso il meno frequentato.

DOCUMENTI E ASSISTENZA SANITARIA
Sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio, mentre per i minori di 15 anni sprovvisti di documento proprio occorre l'iscrizione sul passaporto di uno dei genitori. Per la guida è valida la patente italiana.
Si usufruisce dell'assistenza medica gratuita dietro presentazione della tessera sanitaria o, in mancanza, del modello E111 da richiedere alla propria ASL.

LINGUA
Per gli italiani non è difficile comprendere lo spagnolo e anche il catalano, almeno quello parlato, ma nei principali centri turistici si trovano anche assistenza e informazioni nella nostra lingua, oltre che in inglese, tedesco e francese.

TELEFONO
Dall'Italia il prefisso internazionale è lo 0034, seguito dal prefisso locale (senza lo 0) e dal numero di telefono. Dalla Spagna all'Italia il prefisso internazionale è lo 0039, seguito dal numero telefonico comprensivo di prefisso.

SOSTE E CAMPEGGI
Nei mesi estivi la sosta libera lungo la costa è vietata, mentre fuori stagione si registra una notevole tolleranza. Bisogna però precisare che anche in Costa Brava, così come in molte località turistiche della riviera mediterranea francese, si verificano furti a danno di auto e camper con targa straniera da parte di malviventi che bucano una ruota del mezzo parcheggiato o addirittura nel traffico, fingendo poi di prestare soccorso mentre un complice può accedere indisturbato al veicolo: si raccomanda quindi di prestare la massima attenzione in circostanze come questa.
Aree attrezzate e pozzetti di scarico per le acque nere si trovano a El Port de la Selva, Colera, Cadaqués, Roses e Sant Feliu de Guíxols. In buona posizione anche i campeggi: ecco quelli aperti tutto l'anno, o comunque per un lungo periodo, che abbiamo individuato lungo il percorso (per altre strutture si possono visitare i siti www.campingsgirona.com e www.eurocampings.it).
Colera Sant Miquel, tel. e fax 0034/972/389018, www.campingsantmiquel.com (aperto da metà marzo a metà ottobre).
El Port de la Selva Port de la Vall, Carretera Port de Llançá Km 6, tel. 0034/972/387186, fax 0034/972/126308, www.campingportdelavall.com, info@campingportdelavall.com (aperto dall'ultima settimana di marzo a metà ottobre).
Cadaqués Cadaqués, Carretera Port-Lligat 17, tel. 0034/972/258126, fax 0034/972/159383 (aperto a Pasqua e dal 1° giugno al 20 settembre).
Roses Rodas, Punta Falconera 64, tel. 0034/972/257617, fax 0034/972/152466, aperto dal 1° giugno al 30 settembre). Salatá (Port Reig, tel. 0034/972/256086, fax 0034/972/150233, aperto tutto l'anno tranne che dal 7 gennaio al 7 febbraio). Joncar Mar, Carretera Figueres, tel. 0034/972/256702, fax 0034/972/256702, www.campingjoncarmar.com (aperto da Pasqua al 31 ottobre). L'Estartit Rifort, Carretera Torroella a L'Estartit, tel. 0034/972/750406, fax 0034/972/751722, www.campingrifort.com. Les Medes, Paratge Camp de L'Arbre, tel. 0034/972/751805, fax 0034/972/750413, www.campinglesmedes.com, info@campinglesmedes.com (aperto tutto l'anno eccetto novembre). L'Empordá, Carretera L'Estartit Km 4+800, tel. 0034/972/750649, fax 0034/972/751430, www.campingemporda.com (aperto dall'inizio di aprile a metà ottobre).
Sant Feliu de Guíxols Sant Pol, Doctor Fleming 1, tel. 0034/972/327269,
Canyet de Mar El Globo Rojo, Carretera Nacional II Km 660+900, tel. e fax 0034/93/7941143.

GUIDE E CARTE
Consigliato l’uso di mappe stradali particolareggiate per poter seguire gli sterrati che conducono al mare o in prossimità della scogliera, come la Michelin in scala 1:130.000 Costa Brava, in vendita presso i distributori autostradali francesi in prossimità di Perpignan. Sulla Spagna in generale si trovano numerose guide, mentre in quelle della Catalogna non sempre si dedica molto spazio alla trattazione della Costa Brava.

INDIRIZZI UTILI
Ufficio del Turismo Spagnolo, Milano, Via Broletto 30, Roma, Piazza di Spagna 55, tel. 199-906082, www.spain.info, spaininfo@tourspain.es.
Patronat de Turisme Costa Brava Girona, tel. 0034/972/208401, fax 0034/972/221570, http://it.costabrava.org (in italiano).
Parque Natural del Cap de Creus, Centro Visite di Sant Pere de Rodes, tel. 0034/972/387559 (informazioni anche presso gli uffici turistici locali).
Área Protegida de les Illes Medes i el Massís del Montgri, Passeig del Port, L'Estartit, tel. 0034/972/751701, fax 0034/972/752004, rmillesmedes.dmah@gencat.cat.
Uffici turistici locali Portbou, tel. 0034/972/125161, fax 0034/972/125123.
Colera, Calle Labrun 34, tel. 0034/972/389050, fax 0034/972/389283.
Llançá, Camprodon 16-18, tel. 0034/972/380855, fax 0034/972/121931.
Cadaqués, Cotxe 2A, tel. 0034/972/258315, fax 0034/972/159442.
Roses, Avenida Rhode 77-79, tel. 0034/972/257331, fax 0034/972/151150.
Sant Feliu de Guíxols, Plaza del Mercat 28, tel. 0034/972/820051, fax 0034/972/820119.
Tossa de Mar, Avenida del Pelegrí 25, tel. 0034/972/340108, fax 0034/972/340712.

L'IDEA IN PIU’
Sulla Catalogna si possono leggere i nn. 401 e 368 di PleinAir. Un ampio itinerario lungo il versante spagnolo dei Pirenei e un ritratto di Barcellona sono apparsi nel n. 408/409; per un approfondimento sulla catena montuosa si veda anche il n. 422.

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