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PleinAir | Viaggio

Aosta (AO) - Valle D'Aosta, Italia

I giorni dell’orso

Federica Botta e Alessandro De Rossi | PleinAir 522 - gennaio 2016

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Aosta - Porta Pretoria, Fiera di Sant’Orso

15 gennaio 2017

Negli ultimi due giorni di gennaio la millenaria Fiera di Sant’Orso animerà Aosta con una grande rassegna dedicata all’artigianato e una coinvolgente festa notturna di piazza.

Dopo un’incerta mattina con qualche goccia di piog­gia e nevischio, nel pomeriggio il cielo si apre e un tiepido sole riscalda la collegiata, l’anfiteatro e gli archi romani, le centinaia di bancarelle della Fiera di Sant’Orso. Chissà cosa farà il pigro plantigrado della tradizione, con questa instabilità? Secondo il detto popolare, se feit cllier lo dzor de sèn-t-Or, l’or baille lo tor et dor euncò pe quarenta dzor: in caso di bel tempo si volterà dall’altra parte nel suo giaciglio, regalando altri quaranta giorni di freddo alle valli; mentre con la neve uscirà dalla sua tana, annunciando un cambio di stagione anticipato. Per il momento ci godiamo i tiepidi raggi e ammiriamo gli intagli di cimbro, le sculture di abete, i ricami e i tessuti, le ceramiche dipinte e i lavori di ferro battuto proposti da artigiani provenienti da tutta Italia.

Secondo la leggenda le origini della fiera risalgono all’anno Mille, quando gli abitanti della città vollero ricordare il gesto del monaco eremita Orso: originario dell’Irlanda e morto ad Aosta nel 529, nel pieno del rigore invernale regalò ai più poveri del borgo un paio di sabot, i tradizio­nali zoccoli in legno. Non contento, radunò un gruppo di taglialegna nel piazzale davanti alla chiesa per insegnare loro come realizzare le tradizionali calzature. Ancora oggi la produzione degli zoccoli è una delle attività che mag­giormente incuriosisce i tantissimi visitatori (se ne contano fino a centocinquantamila) che si affollano per le vie, nonostante i capricci del tempo e dell’orso proverbiale.

La gelida notte della Veilla (la veglia) è riscaldata dal­le musiche e dai ritmi dei balli tradizionali che i gruppi folkloristici eseguono sul palco e nelle piazze, coinvolgendo pubblico ed espositori. Una lunga nottata corroborata da fiumi di vin brulé, ovunque offerto in maniere più o meno ufficiali: dagli standisti col fornelletto ai bar aperti tutta la notte, dai giovani con il thermos all’anziano signore con la fiaschetta di pelle. Qua e là, nel dopocena e ancor di più con l’approssimarsi del mattino, spuntano immancabili le grolle e le coppe dell’amicizia – neanche a dirlo intagliate nel legno – piene di caffè alla valdostana con grappa, zucchero, chiodi di garofano, arancia e genepì.

Passeggiare tra i banchi traboccanti di merci è una buona occasione per scoprire i tesori della città. Il percorso può iniziare dall’Arco di Augusto, raggiungibile con le navette gratuite dai parcheggi e ancora oggi al margine del centro storico. È il simbolo inconfondibile del passato romano di Aosta, fondata intorno al 25 avanti Cristo – con il nome di Augusta Prætoria Salassorum – quando Cesare Augusto inviò Varrone Murena all’incrocio strategico tra la Via Grande del Monviso e il Piccolo San Bernardo per fronteggiare i Salassi che ostacolavano il passaggio verso la Via delle Gallie. L’accampamento militare fu fortificato rispettando il modello ortogonale, con le due vie perpendicolari del Cardo e Decumano e le quattro porte d’accesso ai margini, ancora facilmente riconoscibili nell’impianto urbano. Come ad esempio Porta Pretoria, che appare imponen­te non appena oltrepassato l’arco: con le due cortine parallele a tre arcate e il cortile d’armi nel centro separa Via Sant’Anselmo da Via Pretoria. Grazie alla sua strategica posizione l’antica Aosta divenne rapidamente un centro di grande rilievo, arrivando a superare i tren­tamila abitanti e dotandosi di un magnifico teatro e di un anfiteatro. Entrambi si trovano fra Via De Maistre e Via Antica Zecca: il secondo è incluso nel convento di Santa Caterina e occorre rivolgersi alle monache per visitarlo.

Il tratto fra Porta d’Augusto e Porta Pretoria si sviluppò in epoca medioevale attorno al complesso ecclesiastico di Sant’Orso e alla chiesa paleocristiana di San Lorenzo, entrambi meta di pellegrinaggi. Colpiscono da lontano il bellissimo campanile romanico, sormontato di bifore e trifore e il maestoso esemplare di tiglio impiantato nel XVI secolo e ancora vivo e vegeto nonostante il fulmine che lo colpì nel 1951. Tradizione vuole che le spoglie del santo patrono riposino nella cripta romanica della chiesa di Sant’Orso, venerato dai fedeli che il 1° febbraio passano carponi sotto l’altare per ottenerne l’intercessione. Affascinante e miste­rioso il cosiddetto Quadrato Magico, un mosaico rinvenuto nel 1999: raffigura Sansone che lotta con il leone e reca l’iscrizione palindroma del Sator, dal significato ancora sconosciuto. Fanno parte del complesso anche il prezioso chiostro romanico dai quaranta capitelli in­tarsiati e l’edificio del priorato rinascimentale con le sue eleganti finestre. L’area sacra del foro di epoca romana si trova invece nella zona della cattedrale di Santa Maria Assunta, che si raggiunge in pochi passi da Via De Maistre; sotto la chiesa è possibile visitare il criptoportico, una galleria voltata a botte di epoca romana. Imboccando Via Forum si raggiunge Piazza Roncas (dal nome dell’omonimo palazzo oggi in restauro), su cui affaccia il Museo Archeologico Regionale. A poca distanza si trova Piazza Chanoux, dove sorge uno dei più bei palazzi della città, l’Hotel de la Ville, con le due statue rappresentanti i corsi d’acqua cittadini, la Dora Baltea e il torrente Buthier. Insieme alla vicina Piazza Plouves è uno dei luoghi più animati e caratteristici della Fiera di Sant’Orso, accogliendo gli stand enogastronomici e i padiglioni dedicati ai sapienti artigiani della Vallée.

In pratica

DOVE SOSTARE
In occasione della Fiera di Sant’Orso ven­gono allestiti ad Aosta otto parcheggi gratuiti, fuori dalle mu­ra e serviti da bus navetta anch’esso gratuito. Il punto sosta dedicato ai camper e utilizzabile anche per il pernottamento è il numero 3 a Grand Place Depollein, dietro all’aeroporto, da dove uno shuttle viola conduce a Via Caduti del Lavoro, vicino all’Arco di Augusto.

A Etroubles, a circa 20 chilometri da Aosta, il camping Tunnel è aperto anche d’inverno e si trova vicino alle piste per il fondo, raggiungibili con gli sci ai piedi; è disponibile anche un’area di sosta per permanenze fino a 48 ore (tel. 0165 78292, www.campingtunnel.it). occhioranocchio-e146521697761310% BS, 5% AS

A Bionaz, a circa 25 chilometri, il camping Lac Lexert (tel. 0165 730109, www.campinglaclexert.it). occhioranocchio-e146521697761310%

A Chatillon, a circa 27 chilometri dalla città, il Dalai Lama Village è aperto tutto l’anno e offre piazzole dotate di luce, gas, acqua e scarico, ristorante tipico anche con cucina vege­tariana e centro benessere (tel. 0166 548688, www.dalailamavillage.it). occhioranocchio-e146521697761310%

A La Salle, a circa 27 chilometri e a 1.000 metri di altitudine, il camping Mont Blanc offre anche d’inverno piazzole, bunga­low e ristorante (tel. 0165 861183, www.campingmontblanc.it).occhioranocchio-e146521697761310%

TERME
A Pré Saint Didier, a circa 32 chilometri da Aosta, chi vuole concedersi una pausa all’insegna del relax può rivol­gersi al complesso delle Terme Pré Saint Didier, ambientato in uno splendido edificio ottocentesco e dotato di bagno turco, piscine al chiuso e all’aperto, sauna, bagno turco, aree relax e sala ristoro con prodotti naturali. Un parcheggio gratuito adat­to a soste brevi si trova a circa 400 metri, vicino alla piscina.occhioranocchio-e146521697761310% nei feriali eccetto agosto e festività

EVENTI
La Fiera di Sant’Orso si terrà il 30 e 31 gennaio, la notte della Veilla è quella del 30 gennaio. Nei giorni della fie­ra l’Atelier des Métiers dedicato all’artigianato valdostano e il Padiglione Enogastronomico in Piazza Chanoux e Plouves sono aperti dalle 8 alle 21, mentre il 29 gennaio e il 1° febbraio sono visitabili dalle 10 alle 19. Il 29 alle ore 21 presso la collegiata di Sant’Orso l’omonimo coro eseguirà il concerto di apertura della manifestazione.
Anche a Donnas, a circa 20 chilometri da Aosta, si svolge la Fie­ra di Sant’Orso con esposizioni di artigianato, notte della Veilla ed eventi collaterali: l’appuntamento è dal 16 al 18 gennaio (www.fieradisantorso.com).

INDIRIZZI UTILI
Ufficio del Turismo di Aosta, Piazza Porta Pretoria 3, tel. 0165 236627, aosta@turismo.vda.it, www.lovevda.it.
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione: tel. 01651828838 (tasto 4), www.fieradisantorso.it, info@fieradisantorso.it

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