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PleinAir | Viaggio

, Francia

Gli emigrati alpini e le villas messicane

Testo di Federica Botta • Foto di Alessandro De Rossi | PleinAir 539

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Un ponticello supera le acque fiume Ubaye, nell’omonima valle: un sentiero ad anello con partenza da Maljasset conduce alle sorgenti del corso d’acqua, verso il confine con l’Italia

29 luglio 2018

Intorno all’Ubayette, principale affluente di un fiume che nei secoli ha portato tanta prosperità agli abitanti della sua valle, si scorge una fauna straordinaria di caprini, canidi, roditori e grandi rapaci. Ma non è tutto qui: andiamo in camper a passeggiare sulle Alpi e a conoscere un territorio la cui storia è davvero fuori dal comune.

Acuti fischi d’allarme ci danno la sveglia appena il sole inonda la valle. Apriamo i finestrini del camper e il prato del parcheggio del Col de Larche (della Maddalena, in italiano), giusto al valico delle strade che salgono dalla Valle Stura di Demonte e dal territorio francese dell’Ubaye, ci appare come un mare d’erba e di luce che nasconde alla vista i nostri amici fischiettanti. Con la colazione ancora in mano cominciamo la “caccia”. Ci sparpagliamo nel pascolo – con un occhio ai grandi cani patou che sorvegliano le greggi, attenti a non avvicinarci troppo – e controlliamo ogni buca, ogni avvallamento, ogni dosso. Sono centinaia le tane di marmotte sull’altopiano e non è facile scovare l’uscita giusta dove cogliere i simpatici roditori prima che spariscano nel dedalo del sottosuolo. Infine scor­giamo una famigliola tranquilla che si lascia osservare mentre sgranocchia il pasto mattutino, ma presto scopriamo che la nostra fatica dell’alba è stata inutile: il sentiero del Vallon du Lauzanier è letteralmente invaso di marmotte! Docili, temerarie, abituate agli escursionisti quasi da farsi toccare, sono una festa in particolare per i più giovani camminatori. Solo un inequivo­cabile cartello ci frena dal nutrirle e dal violare la loro area di riservatezza (la zona di nursery dove le madri possono restare più tranquille con i cuccioli), ma anche rispettando i divieti si gode appieno della loro libera compagnia.
È merito del parco nazionale del Mercantour, che proteg­ge la cresta delle montagne al confine con l’Italia, se la fauna nella zona di Barcelonnette è tanto abbondante e confidente. È sufficiente alzare gli occhi per ammirare il volo dei rari av­voltoi e gipeti, mentre le cime più impervie sono popolate da stambecchi e camosci; persino il lupo è tornato ad aggirarsi nei folti boschi di larici che fecero la fortuna della prima industria della valle. Un tempo il lavoro dei taglialegna viaggiava lungo il fiume ancora libero dallo sbarramento del lago di Serre-Ponçon, il terzo bacino idrico d’Europa; dalla metà del XIX secolo fiorì in zona un’altra grande industria, quella tessile, che trasformò l’economia ma anche la cultura del territorio. La valle dell’Ubaye fu sempre fondamentale per i commerci alpini, ma alla fine dell’Ottocento si trasformò in un’espressio­ne di multiculturalità. Fu merito soprattutto degli imprenditori e dei lavoratori della lana e della seta, che emigrarono per vendere o produrre le loro merci in Louisiana e in Messico. Duemilacinquecento persone viaggiarono in lungo e in largo nell’America settentrionale trasportando la loro conoscenza e le loro abilità; la maggior parte di loro tornò dopo aver fatto fortuna e iniziò la costruzione di un patrimonio di ville in stile messicano e Art Nouveau, una settantina fra Barcelonnette e Jausiers. Le famiglie di migranti rientrarono così portando con loro un corredo di abiti, feste e tradizioni culinarie: ancora oggi, alla metà di agosto, si festeggia il gemellaggio con le cittadine d’oltremare in una coloratissima e scatenata fiesta di danze con i sombreri in testa.
Insomma, seguendo il corso delle ac­que dalle sorgenti fino al lago scoprirete quanto è interessante e varia la storia dell’Ubaye, una valle che ha in sé molto più di una tradizione territoriale.

Il percorso in camper
La visita alla valle dell’Ubaye e al territorio di Barcelonnette si compie scendendo lungo il torrente Ubayette, che dal Col de Larche raggiunge la valle principale con ottime occasioni di sosta sia per il pernotta­mento sia per belle escursioni alla ricerca delle marmotte. La prima tappa può essere la pittoresca Meyronnes, dove una giovanissima imprenditrice agricola ha ripreso la coltivazione dello zafferano creando originali e appetitose ricette dolci e salate (dal liquore al gelato, dal miele alla senape). Il paese è anche il punto di partenza per la visita alle fortificazioni che difendevano la valle.
All’abitato di La Condamine s’incontra il fiume principale e si può risalirne il corso fino a Saint-Paul sur Ubaye, noto per un artigianato del legno la cui produzione spazia fra le più varie categorie merceologiche: una realtà raccontata in un museo e nei piccoli laboratori familiari dove si realizzano ancora bei giocattoli di legno.
L’attraversamento del centro abitato può sembrare faticoso, ma la strada continua per quattordici chilometri – con un’altra strettoia tra le case a La Barge – fino a Maljasset, punto di partenza per la scoperta a piedi delle sorgenti, attraversando un bel ponte in pietra. A Saint-Paul si trova anche il bivio per il Col de Vars (2.111 m), collegamento con una regione costellata di curiose formazioni geologiche (Les Demoiselles Coiffées), e sulla strada la Brasserie des Hautes-Vallées è la più alta di Francia, a 1.500 metri d’altitudine.
Seguendo invece il corso dell’acqua la strada è ricca di ottimi parcheggi. Jausiers è il primo centro caratterizzato dalla presenza delle cosiddette ville messicane volute da persone tornate in patria dopo essere emigrate nell’Ot­tocento negli Stati Uniti e avervi realizzato consolidate realtà finanziarie. In paese si contano una ventina di questi edifici e si visita il museo intitolato Mémoires de la terre e incentrato su tematiche geologiche, archeologiche e di utilizzo del territorio; non manca una bottega di prodotti artigianali locali.
Circa otto chilometri di strada con diverse aree picnic separano dal capoluogo Barcelonnette, dalle sue ville e dal suo Musée de la Vallée. Subito fuori città, seguendo il corso del fiume, si trova il bivio per Pra Loup (escursioni a piedi con funivia e punto sosta). Continuando in direzione del lago di Serre-Ponçon si supera l’abitato di Les Thuiles e si arriva a Méolans-Revel, dove sicuramente merita una sosta la Maison du Bois, una vera e propria casa del legno, un interessante museo che ripercorre la storia dello sfruttamento delle foreste di larice: qui si scopre quanto sia stato stretto il legame tra gli abitanti della valle e le foreste che permisero lo sviluppo di una manifattura di qualità fin dagli albori dell’era industriale.
Poco oltre si troverà anche il bivio per la valle dell’ab­bazia di Laverq, con idilliache soluzioni di sosta nei prati; a Le Lauzet-Ubaye si trova invece un bel museo dedicato alla caccia e alla raccolta. Superato un lungo tunnel si arriva infine alle spiaggette lacustri e alla strada per Pontis, costellata di particolari formazioni rocciose.

La Belle di Sébastien
Durante i trekking nella valle vi capiterà di avvicinare i grandi cani denominati patou, gli stessi del cartone animato basato sui racconti di Cécile Aubry da cui è stato tratto anche un film (nella foto). Sono grossi esemplari di pastore dei Pirenei, utilizzati anche qui per il controllo dei pascoli. Alcuni cartelli indicano chiaramente come comportarsi: non avvicinarsi troppo, non urlare e non lanciare sassi o bastoni. I bianchi giganti pelosi si occuperanno del loro lavoro senza pensare a voi, proteggendo le greggi dal ritorno del lupo e cercando la convivenza con l’antico predatore.

Le fortificazioni della valle
Sin dall’Ottocento l’accesso dal Col de Larche sembrava un punto debole alla difesa del terri­torio francese. Per questo il territorio di Meyronnes è costellato di fortificazioni: la più antica è il forte di Tournoux, con la struttura di Cuguret costruita a partire dal 1843 su settecento metri di dislivello e ben visibile sul costone della montagna. Resta praticamente na­scosto il dedalo di gallerie e trincee che formavano nella II Guerra Mondiale la Linea Maginot (Saint-Ours Haut e Roche-la-Croix). Tali opere sono oggi visitabili solo con la guida, raggiungendole a piedi a giorni alterni con prenotazione obbligatoria agli uffici del turismo locali o al centro di accoglienza di La Condamine.

Mettiamoci le padule

1 Il Col de Larche e il Vallon du Lauzanier
Facile sentiero, ideale per famiglie. Gli unici tratti più impegnativi sono il primo in discesa, che diventa una salita faticosa proprio sul finire della camminata, e una ripida ascesa finale di circa trenta minuti sino al pittoresco lago alpino. Il resto del percorso (circa tre ore) prosegue lungo la valle in dolce pendenza, circondati da marmotte molto confidenti. Attenzione: per proteggere la fauna non sono ammessi cani neppure al guinza­glio. Altrettanto interessante ma assai più difficoltoso il sentiero sul lato opposto del valico verso il Lac de l’Oronaye e la Tête de Moïse (due ore solo andata).

2 Saint-Paul e le sorgenti dell’Ubaye
Anello panoramico non troppo faticoso ma piuttosto lungo, con ottime occasioni di sosta per picnic al fresco del bosco o del torrente. Per raggiungere le sorgenti si parte dal borgo di Maljasset. C’è un comodo parcheggio prima del paese e della chiesina, che si raggiunge superando un passaggio stretto ma percorribile tra le case, dentro il borgo di La Barge. Lasciato il v.r. si segue sulla carrareccia verso la chiesa e in pochi minuti si raggiunge il bivio, dove è necessario decidere come compiere l’anello del Plan de Parouart (tre ore circa di passeggiata): a sinistra è molto vario e divertente, a destra inizia più monotono ma forse meno faticoso al ritorno. Quanto al primo, il percorso inizia più ripido, con una pista forestale tra i pascoli e il bosco e poi un sentiero nella foresta chiamata Grand Bois. Si passa quindi un piccolo ruscello con indicazioni Col du Longet e si sale ripidi a mezza costa proseguendo sui prati, col torrente e le cascate in vista, superando numerosi saliscendi. Dopo circa un’ora si raggiungono invece le rive del ruscello che si costeggiano sino al Plan de Parouart, un bellissimo e soleggiato greto del fiume con selvaggi acquitrini ricchi di fauna. Si attraversa il corso d’acqua con guadi segnati solo da paletti e da un ponticello di legno quasi nascosto, oltre la bella baita e si ritorna indietro su una lunga strada carrabile che sale con una splendida veduta delle montagne.

3 Jausiers e il Vallon des Sagnes
Facile sentiero, ideale per famiglie con bambini, lungo il torrente con un idilliaco paesaggio nordico e selvaggio. La valle di Sagnes si raggiunge dalla strada del Col de la Bonette, considerata la più alta d’Europa, con un passo a 2.860 metri e ventiquattro chilometri di curve che conducono verso Nizza, distante centotrenta chilometri. Dopo una serie di tornanti, poco prima del borgo di Lans, si svolta a destra su una lunga strada sterrata (circa dieci chilometri) ben indicata. La pista ha un fondo generalmente buono a eccezione di qualche buca, con tornanti non troppo stretti, e può essere percorsa anche da mansardati se si ha un buon occhio e non si teme qualche manovra. La fatica di risalire la valle è premiata dall’incantevole Lac des Sagnes, con un comodo parcheggio anche per la notte. L’escursione a piedi parte lasciando il lago alla propria sinistra e seguendo la pista pastorale; in circa quarantacinque minuti si raggiungono i pascoli comunali da cui, salendo un po’ sul sentiero in salita, si può accedere alle cascatelle del canyon.

4 Pra Loup e il Col des Thuiles
Sentiero breve ma mediamente impegnativo, nonostante l’ausilio della funivia, molto panoramico e ideale per un’escursione di mezza giornata. Dal parcheggio attrezzato della località, nota per gli sport invernali, si sale con la telecabina di Costebelle. All’arrivo si segue la strada di manutenzione delle piste per poche centinaia di metri, quindi si svolta sul sentiero indicato con tabelle di legno e bolli gialli; si sale in mezzo al bosco di larici e alle praterie per trentacinque minuti sino al lago di Pra Loup, con un percorso ripido ma non impegnativo, quindi si prosegue ancora in salita per circa tre quarti d’ora su un tratto più faticoso e senza ombra verso le creste e l’arrivo della funivia invernale (2.500 m). Per raggiungere il panoramico Col des Thuiles si riscende a sinistra fino a 2.300 metri d’altitudine.

5 Méolans e la valle di Laverq
Facile escursione quasi in piano per il primo tratto, più ripida nell’ultima parte. I due incantevoli parcheggi su erba del vallone di Laverq (utilizzabili anche per il pernottamen­to), da dove parte l’omonimo sentiero, si raggiungono dalla strada che collega Barcelonnette al lago di Serre-Ponçon svoltando prima dell’abitato di Méolans e seguendo poi le indicazioni di legno per Le Abbaye. La strada, tortuosa ma transitabile, diventa sterrata negli ultimi sei chilometri e conduce a un primo parcheggio su erba dopo le abitazioni di Les Clarionds (pericoloso in caso di pioggia) e, con altri due chilometri più stretti e malmessi, a un secondo parcheggio panoramico sempre su erba. Da qui si continua sulla vecchia carra­reccia ormai in disuso lungo il fiume, superando la vecchia abbazia e poi proseguendo sino a Plan Bas (un’ora), con possibili deviazioni a destra per attraversare una passerella di tronchi sul fiume o a sinistra per avvicinarsi alla cascata (sul greto, non sul sentiero). Le famiglie con bambini possono fermarsi ai tavolini attrezzati, mentre i più allenati possono proseguire oltre sul ripido sentiero per Les Eaux Tortes (un’ora e mezzo).

In pratica

DOVE SOSTARE
La Guida ACSI recensisce ben cinque campeggi nel tratto della valle dell’Ubaye interes­sato dall’itinerario illustrato in queste pagine: per visualizzarne i dati principali è sufficiente cliccare sul sito www.eurocampings.it (anche in italiano).
Oltre alle indicazioni fornite nel servizio e nella descrizione dei singoli sentieri, gli autori segnalano le seguenti soste.
Barcelonnette Punto sosta a pagamento lungo il fiume, ben indicato oltre il ponte in direzione di Pra Loup, 8 euro per ventiquat­tro ore, gettoni per l’acqua, scarico solo per cassette.
Camper service dell’aerodromo, lungo la strada principale, poco indicato, gratuito, con acqua potabile, servizi anche per wc nautici a saracinesca; parcheggio un po’ difficoltoso.
Jausiers Camper service a pagamento lungo la strada in direzione di Barcelonnette, solo per cassette, 3 euro con pagamento per mezzo di bancomat e carte di credito
Le Lauzet-Ubaye Parcheggio con acqua potabile e bagni ma senza camper service.
Pra Loup Area camper con scarico auto­matico solo per cassette, 3 euro compreso il carico dell’acqua; un po’ rumorosa, in mezzo alle case.
Parcheggi non attrezzati per la sosta notturna sono presenti lungo tutta la strada descritta nel servizio, dal bivio di Les Gleizolles (La Condamine) al lago di Serre-Ponçon, utilizzati anche per l’accesso al fiume. Un parcheggio su erba è presente a Pontis, proprio sul lago (fan­go in caso di pioggia).

TRASPORTI PUBBLICI
Nei mesi di luglio e agosto viene organizzato un servizio pubblico di bus navetta che, al costo di due euro (gratuito fino a dieci anni), permette di spostarsi in tutti i paesi della valle dal Colle della Maddalena al lago di Ser­re-Ponçon. Per conoscere gli orari e i tragitti completi si veda il sito internet www.ubaye.com, disponibile anche in lingua italiana.

COSA VISITARE
Barcelonnette Musée de la Vallée, Villa La Sapinière, Avenue de la Libération 10. Aperto da mercoledì a sabato dalle 14.30 alle 18, durante le vacanze scolastiche invernali da mercoledì a lunedì, nei mesi di luglio e agosto anche dalle 10 alle 12. Ingresso 4 euro; il biglietto cumulativo a 10 euro permette di accedere ai cinque musei della valle (per ulte­riori informazioni si veda il sito turistico www.ubaye.com).
Méolans-Revel La Maison du Bois, La Fre­squière, www.maisondubois.fr. Aperta da mercoledì a sabato dalle 14.30 alle 18, nei mesi di luglio e agosto tutti i giorni dalle 15 alle 18.30.

ARTIGIANATO E PRODOTTI TIPICI
Jausiers Maison de produits de Pays de Jau-siers, Route de Barcelonnette, tel. 0034/4/ 92846388, www.produitsdepays.fr (anche in italiano). La struttura riunisce tutta la produzione artigianale della valle, dalla gastronomia all’arte ceramica, dall’oggettistica di le­gno ai prodotti cosmetici naturali. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.45, nei mesi di luglio e agosto dalle 10 alle 19.30.
Meyronnes Chez Carole, prodotti a base di zafferano tra cui un eccezionale liquore da gustare con il gelato, il miele aromatizzato, le tisane o le salse di cipolla. Aperta i finesettima­na di giugno dalle 14 alle 19, luglio e agosto tutti i giorni con lo stesso orario, in altri periodi telefonando allo 0034/6/49950075.
Saint-Paul sur Ubaye Brasserie des Hautes Vallées, L’Adrech, tel.0034/4/92613793 o 0034/6/48978325. Le birre artigianali La Sauvage, non pastorizzate, non filtrate e fer­mentate in bottiglia; aperta da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.
Atelier de la Marmotte, Grande Serenne, tel. 0034/4/92843501, giocattoli tradizionali; Atelier du Châtelet, Grande Serenne, tel. 0034/ 4/92843690, lavorazione artigianale del legno.

INDIRIZZI UTILI
Barcelonnette Office de tourisme, Place Fré-déric Mistral, tel. 0034/4/92810471, www.barcelonnette.com. Aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, nei mesi di luglio e agosto tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Jausiers Office de tourisme, Grand Rue, tel. 0034/4/92812145, www.jausiers.com. Aper­to da lunedì a sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, nei mesi di luglio e agosto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19.
Il portale turistico della Valle dell’Ubaye (www.ubaye.com) offre anche in lingua italiana numerose informazioni utili alla preparazione del viaggio.

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