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PleinAir | Viaggio

Courmayeur (AO) - Valle D'Aosta, Francia, Italia

È tutto un belvedere

Testo e foto di Stefano Ardito | PleinAir 528/529

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L’elegante cima rocciosa dell’Aiguille Noire de Peuterey, alta 3.773 metri, ripresa da Punta Helbronner

19 giugno 2017

L’avveniristica funivia a cabine rotanti che collega Courmayeur a Punta Helbronner è la nuova attrazione turistica da provare in una vacanza intorno alla vetta più alta dell’arco alpino: PleinAir vi guida alla scoperta dei balconi sul Monte Bianco.

L’ultima emozione è un grande balzo nel cielo. La nuovissima Skyway Monte Bianco, l’ipermoderna funivia che in diciannove minuti sale dai 1.300 metri di En­trèves, nei pressi del Traforo del Monte Bianco, ai 3.462 di Punta Helbronner non sembra un impianto a fune normale. La partenza ha l’aspetto della hall di un aeroporto, le cabine a pianta circolare ruotano per consentire di ammirare durante l’ascesa Courmayeur, le valli Veny e Ferret, il ghiacciaio della Brenva, il Dente del Gigante. E naturalmente il Monte Bianco, la cima più alta della vecchia Europa che dal versante italiano mostra il suo aspetto più selvaggio.

All’arrivo attendono il visitatore un ristorante dalle pareti trasparenti, un museo con magnifici cristalli e una terrazza circolare che offre uno straordinario panorama. Oltre al Bianco e al Dente appaiono le Grandes Jorasses e l’Aiguille Verte, come pure il ghiacciaio della Vallée Blanche che scende in direzione di Chamonix. Verso est chiudono l’orizzonte il Gran Paradiso, il Monte Rosa e il Cervino. Un ascensore porta sciatori e alpinisti fino al livello del ghiacciaio.

Chi scrive non è un tifoso delle funivie ed è convinto che le valli prive d’impianti, sulle Alpi come sull’Appennino, debbano restare tali. La funivia che traversa il Monte Bianco, inaugurata fino al Rifugio Torino nel 1948, era però un’at­trattiva fondamentale di Courmayeur e della Valle d’Aosta e il vecchio impianto era ormai obsoleto, mentre quello del versante francese che sale all’Aiguille du Midi era molto più grande e confortevole. Inaugurata alla fine di giugno del 2015, realizzata con un investimento di 105 milioni di euro, la nuova Skyway nonostante il prezzo non certo popolare (48 euro il biglietto di andata e ritorno, 140 per una famiglia di due adulti e due bambini) è stata letteralmente presa d’as­salto. Scegliete la giornata giusta, andateci, poi dedicatevi a percorrere i sentieri: le Alpi di oggi, d’altronde, vivono anche di modernità esasperata.

Da Punta Helbronner si può proseguire con la storica Tele-cabina dei Ghiacciai, che traversa la Vallée Blanche fino al-l’Aiguille du Midi regalando altri straordinari panorami; un apposito biglietto consente di scendere in funivia a Chamo­nix e di tornare a Courmayeur in bus chiudendo l’anello. La trasformazione della Telecabina in un impianto simile alla Skyway avrebbe un impatto davvero troppo elevato su questi meravigliosi paesaggi d’alta quota.

Il versante italiano

Lontano da Punta Helbronner e dalla sua avveniristica Skyway, il versante italiano del Monte Bian­co offre emozioni all’antica. “Dal Lago di Combal scaturisce una delle sorgenti della Dora Baltea. I ghiacciai dell’Allée Blanche e del Miage sembravano scivolare dai fianchi del Monte Bianco, mentre le lontane cime che sovrastano queste valli danno un aspetto stranamente grandioso e severo al paesaggio”. Così il pittore e scrittore William Brockedon, ami-co del conte di Cavour, descrisse lo spettacolo dal Col de la Seigne. Correva l’anno 1824: ma il paesaggio ammirato dall’inglese, fatta eccezione per il ritiro dei ghiacciai, è rimasto quasi immutato. Dal posteggio de La Visaille un’ora a piedi su una strada noiosa porta ad affacciarsi sugli acquitrini del Combal.

Da qui sulla destra un sentierino s’inerpica verso le mo­rene del Miage e il più celebre laghetto glaciale delle Alpi. Proseguendo sulla piana per una strada costruita dai Savoia nel Settecento, e poi salendo con qualche tornante tra i pra-ti popolati dalle marmotte, si arriva al Rifugio Elisabetta, rivestito in legno, che offre un altro belvedere straordinario; nei dintorni vi sono ancora i bunker del Vallo Alpino voluto negli anni Trenta da Mussolini. Il Combal, le vette erbose sullo spartiacque con La Thuile, la piramide rocciosa dell’Aiguille Noire emozionano come ai tempi di Brockedon. Da qui la vetta del Bianco ha un aspetto himalayano.

A casa delle guide

Anche Courmayeur offre emozioni in bilico tra passato e futuro. Di fronte alla parrocchiale di San Pantaleone, il cui campanile medioevale è stato finalmente restaurato, la sede della storica Società delle Guide ospita un piccolo museo. Tra i due edifici montano la guardia le statue delle vecchie guide alpine, a iniziare da quel Joseph Pétigax che tra l’Ottocento e il Novecento accompagnò il Duca degli Abruzzi sul K2, verso il Polo Nord e sul Ruwenzori.

Un’altra statua ricorda Giosuè Carducci, villeggiante illu-stre e autore di molte odi (inclusa quella dal titolo A Cour­mayeur) dedicate alle Alpi. Nella poesia in ricordo della guida alpina Émile Rey, il poeta toscano scrisse “…e nello sdrucio della nuvolaglia / erto, aguzzo, feroce si distende / e mentre il ciel di sua minaccia taglia / il Dente del Gigante al sol risplende”.

C’è un grande viavai di turisti sul piazzale che dà accesso a Courmayeur o sui posteggi che servono le funivie dello Checrouit e della Val Veny. Chi cerca atmosfere antiche le trova sulla centralissima Via Roma, circondata da case in pietra ben restaurate e dove sorge anche una torre medioevale. Per avere un assaggio dell’architettura alpina locale conviene fare una passeggiata fino alla frazione di Dolonne, al di là della Dora, o a quella di La Saxe, più silenziosa e remota.

Offre atmosfere analoghe Pré-Saint-Didier, dove la strada del Piccolo San Bernardo si stacca da quella per il Traforo del Monte Bianco. Dal paese una breve passeggiata porta allo storico stabilimento termale: frequentato dagli alpinisti dell’Ottocento e rimasto a lungo in abbandono, è stato riaperto qualche anno fa dalla società QC Terme, che gestisce otto centri benessere in tutta Italia fra cui le Terme di Bormio in Lombardia.

Dal paese e dal posteggio delle terme con pochi minuti a piedi si raggiunge l’imbocco dell’Orrido, una forra che ospita spettacolari cascate. Oggi il canyon è chiuso a causa dei massi pericolanti che lo minacciano dall’alto. Dallo slargo al suo ingresso, un viottolo che sale nel bosco conduce in quaranta minuti di cammino a un nuovissimo e vertiginoso balcone di cemento e cristallo a picco sul tratto più impressionante della forra. Il belvedere può essere raggiunto più comodamente dall’alto, superando i tornanti della strada per La Thuile, posteg­giando accanto al percorso avventura e camminando per dieci minuti.

Da La Thuile un sen­tiero adatto a escursionisti allenati conduce ai laghi ealle cascate del Rutor e poi(in tre ore) al Rifugio Deffe-yes, altro straordinario bel-vedere. Sul Piccolo San Ber-nardo, 2.189 metri, una passeggiata in piano consente di toccare il giardino alpino Chanousia, l’ospizio che oggi è in territorio francese, i resti di una mansio romana e i fossati anticarro degli anni Trenta. E il sorprendente Cromlech, un cerchio sacro preistorico formato da sessantatré pietre ed eretto più di tremila anni fa.

Il versante transalpino

Se Courmayeur è un paese, Chamonix è una vera e propria cittadina: “Benvenuti nella capitale mondiale dell’alpinismo e dello sci”, proclamano i cartelli all’uscita dal traforo. I ghiacciai dell’Aiguille Verte e del Monte Bianco e i pinnacoli rocciosi delle Aiguilles fannoda sfondo a un panorama di vecchi alberghi e di edifici mo-derni. Nelle vie della passeggiata e dello shopping, ad ago­sto, ci si ritrova in fila anche a piedi. Ma la storia delle Alpi fa capolino anche qui.

In centro, accanto alle acque spumeggianti dell’Arve, una celebre opera in bronzo mostra Horace-Bénédict de Saussure – promotore della prima ascensione del Monte Bianco – in­sieme a Jacques Balmat, uno dei protagonisti dell’impresa. Accanto c’è la statua dedicata a Michel-Gabriel Paccard, l’altro chamoniard a toccare nel 1786 la cima: le beghe paesane lo avevano fatto passare a lungo per un comprimario.

Chi ama la storia dei monti può visitare il Musée Alpin, dedicato a due secoli di ascensioni sul massiccio. Anche qui, però, le emozioni più belle sono offerte dai sentieri. Sul versante di Chamonix gli impianti di risalita sono più numerosi che dal lato italiano del Bianco e i biglietti di libera circolazione della durata di una o due settimane ne incoraggiano l’utiliz­zo, anche perché incamminandosi dai loro punti di arrivo si raggiungono decine di meravigliosi belvedere.

Il treno a cremagliera del Montenvers, che raggiunge l’omonimo hotel e il miglior belvedere sulla Mer de Glace, in estate viene preso d’assalto. Un bellissimo ed elementa-re sentiero (che richiede due o tre ore) lo collega al Plan de l’Aiguille, dove si trova la stazione intermedia della fu­nivia dell’Aiguille du Midi. Si cammina sui pascoli, a picco sul fondovalle, ai piedi di magnifiche vette rocciose.

Dall’altra parte della valle, la cabinovia del­la Flégère dà accesso al meraviglioso sentiero (un po’ assolato, e che può far protestare i bambini) che raggiunge le acque del Lac Blanc, altro belvedere fa­moso. Un’impressionante funivia conduce ai 2.525 metri del Brévent, che offre la visione più com­pleta del massiccio. Se si prosegue su un comodo sentiero di cresta si rag­giunge il romantico rifugio in legno di Bellachat. Una lunga picchiata tra rocce e boschi permette di scendere al fondovalle a Les Houches. Ma si può anche tornare per la stessa via.

L’elenco dei belvedere da non perdere prosegue con i romantici chalet di Loriaz, ancora utilizzati per il ricovero del bestiame. O con il moderno Rifugio di Tête Rousse, che si raggiunge per un sassoso sentiero e un facile ghiacciaio dall’arrivo della cremagliera del Nid d’Aigle. Sentieri senza difficoltà, e spesso lunghi, iniziano anche da Les Contamines, ai piedi del versante occidentale del massiccio. Chi ama i belvedere che non richiedono fatica può salire in funivia ai 3.200 metri dei Grands Montets, dal cui arrivo ci si affaccia sul ghiacciaio di Argentière e sui Dru. Oppure ai 3.820 metri dell’Aiguille du Midi, dirimpettaia di Punta Helbronner, che è una dei migliori punti panoramici delle Alpi.

Per concludere degnamente un viaggio alla scoperta del Monte Bianco suggeriamo infine due mete dal sapore più antico. La prima sono i laghi di Emosson, sul versante svizzero del massiccio, che si raggiungono per una strada tortuosa. Due ore di comoda camminata, dal posteggio, por­tano a delle rocce levigate da antichi ghiacciai dove spiccano centinaia di impronte di dinosauro, lasciate duecentotrenta milioni di anni fa su quella che al tempo era una spiaggia. L’altro sentiero, in territorio francese, si raggiunge con la seg-giovia che sale dalla località di Le Tour al Col de Balme. Da qui in due ore si arriva al rifugio intitolato ad Alberto I del Belgio, uno storico punto d’appoggio di pietra affaccia-to sui crepacci e i seracchi del vicino ghiacciaio. Sullo sfon-do, anche da qui, appare la cupola di neve e ghiaccio del Monte Bianco.

Per gli scalatori, ma non solo

I rifugi del versante italiano del Monte Bianco meritano qualche riga di introduzione. La maggior parte di queste strutture – come il Monzino, il Boccalatte-Piolti, il Dalmazzi – sono state ideate per gli alpinisti. Rappresentano infatti il punto di partenza per affrontare ghiacciai e cime, e i loro itinerari d’accesso includono passaggi su rocce spesso (ma non ovunque) attrezzate. Per arrivare al Rifugio Gonella, da cui inizia la via normale italiana del Bianco, occorre un’ascensione alpinistica di sette ore attraverso ghiacciai e ripidi pendii rocciosi.

Sino a qualche decennio fa, al contrario che sulle Dolomiti, facevano eccezione alla regola solo i Rifugi Elisabetta ed Elena, alla testata delle valli Vény e Ferret. Oggi queste due accoglienti strutture ci sono ancora e servono da punti di appoggio a chi percorre il fantastico Giro del Monte Bianco, un trekking da dieci a dodici giorni che si snoda tra Italia, Svizzera e Francia.

A partire agli anni Ottanta, tuttavia, hanno iniziato a nascere anche rifugi dedicati a chi cammina. Quello che ricorda Walter Bonatti, costruito quando il grande alpinista era in vita, dista meno di un’ora dalla Val Ferret. Dallo stesso fondovalle con un’ora e mezzo si sale al rifugio che porta il nome dell’alpinista piemontese Giorgio Berto­ne. A costruirlo, trasformando la baita di famiglia, è stato Renzino Cosson, una guida di Courmayeur che con Bertone si era spesso legato in cordata. Il rifugio sorge a duemila metri di quota, ed è accessibile agli escursionisti tranquilli e alle famiglie con bambini. La parete della Brenva del Monte Bianco chiude l’orizzonte anche da qui, ma l’atmosfera è molto più serena che all’Helbronner.

In pratica

SOSTE E CAMPEGGI

Courmayeur Camping Aiguille Noire, Loc. Zerotta, tel. 0165 869041, www.aiguillenoire.com. Camping Grandes Jorasses, Loc. Val Ferret 53, tel. 0165 869708, www.grandesjorasses.com. Camping Val Veny Cuignon, Loc. Val Veny, tel. 0165 869073, www.campingvalveny.it. Camping La Sor­gente, Loc. Val Veny Peuterey, tel. 389 9020772, www.campinglasorgente.net.

Area di sosta a Entrèves, alla partenza della funivia, dotata di acqua e pozzetto.

Morgex Camping du Parc, Rue du Mont Blanc 143, tel. 0165 809260, www.campeggioduparc.com.
Camping Arc en Ciel, Strada Feysoulles 9, tel. 0165 809257, www.campingarcenciel.it.  10% eccetto dal 16/7 al 30/8
La Salle Green Park
, Via dei Romani 4, tel.0165 861300, www.greeparkcamping.com.  10%
Mont Blanc, Via Corrado Gex 86, tel. 0165 861183, www.campingmontblanc.it10%
La Thuile Area di sosta Azzurra, frazione Villaret (dopo gli impianti di risalita di LesSuches), tel. 348 3535048, www.lathuile.it, antoniopolito@hotmail.com; acqua, pozzet­to, illuminazione, elettricità.
Chamonix Camping de l’Île des Barrats,185 Chemin de l'Île des Barrats, tel. 0033/4/50535144, www.campingdesbarrats.com. Camping Les Deux Glaciers, 80 Route des Tissières, tel. 0033/4/50531584, www.les2glaciers.com. Camping de la Mer de Glace,200 Chemin de la Bagna, tel. 0033/4/50534403, www.chamonix-camping.com. Camping Les Marmottes, Les Bossons, 140 Chemin des Doux, tel. 0033/4/50536124, www.camping-lesmarmottes.com. Camping Les Arolles, 281 Chemin du Cry, tel. 0033/4/50531430, www.lesarolles.com. Camping Les Ecureuils, Chemin des Doux, tel. 0033/4/50538311, www.campinglesecureuils.fr.
Camping Le Grand Champ, 167 Chemin du Glacier de Taconnaz, tel. 0033/4/50530483. Camping les Cimes, 28 Route des Tissières, tel. 0033/4/50535893, www.campinglescimesmontblanc.com. Camping du Glacier d'Ar­gentière, Chemin des Chosalets, tel. 0033/4/50541736, www.campingchamonix.com.
Les Contamines-Montjoie Camping du Pontet, 2485 Route de Notre Dame de la Gorge, tel. 0033/4/50470404, www.campinglepontet.com.
Les Houches Camping Plaine Saint-Jean, 1703 Route de la Plaine Saint-Jean, tel. 0033/4/50472187, www.campingplaine-saint-jean.com. Aire de Camping Car Mont Blanc, 500 Route du Pont, tel. 0033/6/62184505, www.campingcarmontblanc.com.
Saint-Gervais-les-Bains Camping les Dômes de Miage, 197 Route des Contamines, tel. 0033/4/50934596, www.camping-montblanc.com.
Vallorcine Camping des Montets, VoieCommunale du Chef-Lieu, tel. 0033/6/79021881, www.camping-montets.fr.

COSA VISITARE

Courmayeur Museo Alpino Duca degli Abruzzi, Strada Villair 2, tel. 0165 842064, www.guidecourmayeur.com, aperto ore 9/12 e 16/19, mercoledì solo 17/19.
La Thuile Giardino alpino Chanousia, Passo del Piccolo San Bernardo, tel. 342 8252189, www.chanousia.org; aperto tutti i giorni ore 9/18.
Pré-Saint-Didier Terme, tel. 0165 867272, www.termedipre.it.  10% nei giorni feriali eccetto festività, agosto e dal 20/12 al 6/1
Chamonix Musée Alpin de Chamonix, 89 Avenue Michel Croz, tel. 0033/4/50532593 www.chamonix.com/musee-alpin; aperto tutti i giorni ore 14/18.
Argentière Chalet de la Réserve des Ai­guilles Rouges, Col des Montets, tel. 0033/4/50540224, www.rnaiguillesrouges.org.

INDIRIZZI UTILI

Turismo Valle d’Aosta, www.lovevda.it.
Atout France, it.france.fr.
Uffici del Turismo: Courmayeur, tel. 0165 842060, www.turismo.vda.it, www.lovevda.it. La Thuile, tel. 0165 883049, www.lathuile.it. Chamonix, tel. 0033/4/50530024, www.chamonix.com. Argentière, tel. 0033/4/50540214, www.chamonix.com. Saint-Gervais-les-Bains, tel. 0033/4/50477608, www.stgervais.com. Les Contamines, tel. 0033/4/50470158, www.lescontamines.com.
Skyway Monte Bianco, Courmayeur, tel. 0165 89925, www.montebianco.com
Compagnie du Mont-Blanc), tel. 0033/4/50532275, www.compagniedumontblanc.com; è il punto di riferimento per gli impian­ti di risalita di Chamonix.

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