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PleinAir | Viaggio

Modena (MO) - Emilia Romagna, Italia

Dall’opera al Lambrusco

Testo e foto di Alberto Campanile e Anna Brianese | PleinAir 535

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Assieme al duomo e alla Torre Ghirlandina, dal 1997 Piazza Grande – su cui affaccia anche il palazzo comunale – è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità

25 febbraio 2018

Splendidissima et floridissima: così Cicerone definì l’antica Mutina, che nel 2017 ha festeggiato i 2.200 anni dalla fondazione. Terra di motori e di sapori unici, del belcanto e di splendidi monumenti, Modena coniuga un ricco passato a un presente frizzante.

Già nella preistoria quest’angolo dell’Emilia Romagna lambito dai fiumi Panaro e Secchia fu abitato da varie popolazioni: i Liguri, gli Etruschi e i Celti. Nel 183 a.C. venne fondata la colonia romana di Mutina, la cui importanza crebbe con la costruzione della Via Emilia, che univa Rimini con Piacenza, toccando anche Bona, l’odierna Bologna.
La storia di Modena si apprezza passeggiando per il centro storico, tra architetture di varie epoche, lunghi portici, giardini e musei. Cuore della città è Piazza Grande con il duomo e la Ghirlandina, elegante e altissima torre campanaria, un complesso di straordinaria armonia e bellezza dichiarato patrimonio dell’umanità nel 1997.

Il capolavoro di Lanfranco
La visita può iniziare proprio dal simbolo della città: la Ghirlandina. Alta circa novanta metri, questa ardita guglia lega il suo nome alle balaustre che l’abbracciano nella parte superiore. La torre fu eretta tra la seconda metà del XII secolo e il 1319, anno in cui si terminò la gotica cuspide ottagonale; nel 1588 sulla sua sommità furono poste la croce e una sfera contenente le reliquie del patrono San Geminiano. Collegata al duomo da due archi, la Ghirlandina ebbe un’importante funzione sociale: oltre ad annunciare le funzioni religiose, le campane segnalavano la chiusura delle porte della città, incendi o altri pericoli per la cittadinanza. Al quinto piano, la Stanza dei Torresani ospitava le guardie comunali incaricate di vegliare sull’abitato. Interessante è anche la sala della Secchia Rapita: qui in passato si custodivano importanti documenti e preziosi, mentre oggi conserva una copia del secchio sottratto in un pozzo pubblico di Bologna durante la battaglia di Zappolino nel 1325. La vicenda divenne celebre anche per La secchia rapita, il poema burlesco del modenese Alessandro Tassoni.
Dall’alto della torre la vista domina la sempre animata Piazza Grande e il centro storico. Nei giorni tersi d’inverno, quando le cime sono imbiancate, gli Appennini sembrano a portata di mano. Una volta scesi, bisogna assolutamente visitare il duomo dedicato a Santa Maria Assunta in Cielo e a San Geminiano. La costruzione di questo capolavoro d’architettura romanica, progettato dall’architetto Lanfranco e arricchito dalle sculture di Wiligelmo, iniziò il 9 giugno 1099 e terminò con la consacrazione nel 1184. Vi si accede tramite la Porta dei Principi, per la ricchissima Porta Regia affacciata in Piazza Grande e per la Porta della Pescheria con le decorazioni ispirate a vicende di Re Artù e alle attività svolte in campagna dodici mesi l’anno. All’interno sono custoditi le spoglie di San Geminiano, il quattrocentesco altare delle Statuine di Michele da Firenze, il cinquecentesco presepe di terracotta di Antonio Begarelli e il pulpito di Enrico da Campione. Merita una visita anche il museo del duomo, che conserva codici minati, pergamene, antichi reliquari e arazzi.

Dal Palazzo Comunale all’aceto balsamico
Tornati in Piazza Grande, di sicuro non passa inosservata la Pietra Ringadora. In passato utilizzata come pulpito e giaciglio per i cadaveri in attesa d’identificazione, questo grosso blocco di rosso ammonitico veronese giace ai piedi del palazzo comunale. All’interno di quest’ultimo storico edificio si possono visitare il Camerino dei Confirmati con la Secchia Rapita originale, la Sala del Fuoco con il camino dove si preparavano le braci destinate a riscaldare i commercianti, la Sala dei Matrimoni e quella degli arazzi con le grandi pitture su tela di Girolamo Vannulli. Dal 2003 due stanze del sottotetto sono adibite ad acetaia, con alcune botti di varie dimensioni destinate alla produzione del prezioso aceto balsamico.
Lasciato il Municipio, consigliamo di raggiungere il vicino mercato coperto Albinelli. Aperto nell’omonima via dal lunedì al sabato, questo tempio liberty del gusto è una tappa obbligata per tutti i buongustai. Dal 28 ottobre 1931 ospita i banchi che in passato animavano Piazza Grande; osservati dalla bronzea scultura della Fanciulla con canestro di fiori di Giuseppe Graziosi, modenesi e viaggiatori golosi possono fare incetta di golosità locali: dai tortellini artigianali al Parmigiano Reggiano Dop, dai salumi allo zampone di Modena Igp, dai formaggi all’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop.
Tornati nuovamente in Piazza Grande conviene raggiungere la vicina Via Emilia, con i bei portici, i bar, le pasticcerie e le botteghe storiche. Puntando in direzione nordovest si raggiungono Piazza Sant’Agostino e il Palazzo dei Musei. All’interno di questo vasto complesso si trovano varie e interessanti collezioni. Il Museo Civico Archeologico raccoglie reperti dal Paleolitico al Medioevo rinvenuti nel territorio; di grande interesse sono i manufatti e i resti della Modena romana, l’antica Mutina definita da Cicerone “splendidissima et floridissima”. Presso il cortile occidentale dell’edificio si può ammirare il lapidario romano con numerosi monumenti funerari, are e stele in parte rinvenute nei pressi della Via Emilia. Singolare è la sezione etnologica con raccolte provenienti dal Perù alla Nuova Guinea, dall’Asia all’Africa. Estremamente interessante e vario è il Museo Civico d’Arte le cui collezioni spaziano dagli strumenti musicali alle terrecotte, dalla Gipsoteca Giuseppe Graziosi all’arte sacra, dalle armi agli strumenti scientifici. Nello stesso edificio, con un altro biglietto si può visitare la Galleria Estense, una delle più importanti d’Italia. Fra i tanti capolavori ospitati ne spiccano due raffiguranti Francesco I d’Este: un busto di marmo di Gian Lorenzo Bernini e un ritratto di Diego Velasquez.

Terra di motori, cuore del belcanto
Di nuovo in Via Emilia, si può camminare verso sudest fino a incrociare Corso Canalgrande. Continuando sulla destra, in breve si raggiunge il teatro comunale intitolato dal 2007 a Luciano Pavarotti (nei primi mesi di quest’anno il cartellone comprende Attila di Giuseppe Verdi, La Wally di Alfredo Catalani e I puritani di Vincenzo Bellini). Proseguendo per Corso Canalgrande in breve si arriva a Palazzo Santa Margherita con il singolare Museo della Figurina, voluto da Giuseppe Panini, fondatore dell’omonima azienda assieme ai fratelli. L’esposizione comprende migliaia di figurine, ma anche calendari e album, creati o meno per raccogliere le serie. Agli appassionati del genere segnaliamo che presso il Mata (ex Manifattura Tabacchi) fino al 26 febbraio si potrà visitare la mostra I migliori album della nostra vita, con le immagini dei grandi campioni dello sport, da Coppi a Bartali, da Pelé a Mazzola, dai Giochi Olimpici ai Mondiali di Calcio.
Da Palazzo Santa Margherita in breve si raggiunge la pedonale Piazza Roma, dominata da un lato dal seicentesco Palazzo Ducale di Bartolomeo Avanzini e dall’altro da una serie di bei palazzi porticati. Eretto dove un tempo si trovava un antico maniero, il Palazzo Ducale è uno dei più grandi edifici barocchi d’Italia; tra XVII e il XVIII secolo appartenne alla Corte Estense, mentre oggi ospita l’accademia militare di Modena. Alle sue spalle, oltrepassato il giardino ducale con la Palazzina Vigarani e l’orto botanico, in breve si arriva al MEF, il Museo Enzo Ferrari, che comprende due costruzioni completamente diverse. In un lungo e sobrio edificio di mattoni rossi il 18 febbraio 1898 nacque Enzo Ferrari, figlio di Alfredo, che in questo stabile aveva la sua officina meccanica. A lato spicca una modernissima ed elegante costruzione di vetro e metallo, progettata da Jan Kaplicky. Raffigura il cofano di una vettura sportiva di colore giallo, come quello del logo del cavallino rampante. All’interno due spettacolari filmati raccontano la storia di Enzo Ferrari, i legami che aveva con i piloti e vari personaggi. Dal febbraio dello scorso anno il museo comprende l’esposizione Red Carpet, con i modelli usati in filmati celebri: dalla 375 America impiegata da Sofia Loren ne Il ragazzo sul delfino alla 308 GTS di Magnum, p.i.

Pavarotti e dintorni
Dal 2015 è aperta al pubblico la Casa Museo Luciano Pavarotti, situata in aperta campagna a Stradello Nava, a 12 chilometri da Modena. La dimora, con le stanze dipinte di colori caldi e gli arredi di buon gusto realizzati da raffinati artigiani di tutta Italia, riflette appieno lo spirito di questo straordinario, solare e amatissimo personaggio. Il museo custodisce gli oggetti che il maestro modenese amava di più: il pianoforte, gli abiti di scena, le camicie a fiori sgargianti, ma anche le foto che lo ritraggono con presidenti e personalità illustri di tutto il mondo. Fra i tanti ricordi si scorge un minuscolo ritaglio di giornale: “Londra, 23 settembre. Un giovane tenore italiano sconosciuto al grande pubblico londinese ha ottenuto un vivissimo successo nella rieditazione della Bohème al Covent Garden. Si chiama Luciano Pavarotti e ha 27 anni…”.
Poco distante, a Montale nel Comune di Castelnuovo Rangone, merita una visita anche il parco archeologico e museo all’aperto Terramara di Montale. Le terramare erano degli insediamenti sorti nel cuore della Pianura Padana, durante la media Età del Bronzo (circa 3.500 anni fa). Le abitazioni erano costruite su terrazzamenti, talvolta su piattaforme sopraelevate sorrette da pali, spesso circondate da fossati. Il parco archeologico comprende un’area dove è possibile osservare le tracce dell’insediamento, ma anche la ricostruzione fedele di una parte del villaggio. Tutto è curato nei minimi dettagli: le case di legno con il tetto di canne palustri, gli arredi, i suppellettili e gli strumenti di lavoro.
Prima di lasciare quest’angolo del Modenese conviene recarsi al noto e frequentatissimo Museo Ferrari di Maranello: un’esperienza capace di affascinare ed emozionare anche chi non è patito dei Gran Premio. Un’occasione unica per salire a bordo di una Ferrari per una foto ricordo personalizzata, provare i simulatori di Formula 1, avvicinarsi ai modelli più celebri e costosi. Il successo della Ferrari è legato alle idee, alla passione, al coraggio e alla volontà di uomini caparbi, la sua storia inorgoglisce tutti gli italiani, in particolare chi è nato e vive nella città del mitico Enzo.

Una provincia ricca di Dop

A Modena si mangia bene, anzi benissimo. Lo confermano anche gli esperti della World’s 50 Best Restaurant Academy, che nel 2016 hanno posto in testa alla prestigiosa classifica l’Osteria Francescana di Massimo Bottura. E sono tante le eccellenze di una terra generosa di sapori e di prodotti prelibati. Come l’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, che si ottiene dal mosto cotto riposto botticelle di legni diversi, generalmente poste nei sottotetti. L’affinato prevede un invecchiamento di almeno dodici anni, l’extravecchio di almeno un quarto di secolo. Il paniere delle ghiottonerie si può arricchire con il parmigiano reggiano Dop, il prosciutto di Modena Dop, il cotechino e lo zampone (entrambi Igp). Al ristorante si spazia invece dalle tagliatelle artigianali condite con il ragù ai tortellini, dai passatelli cotti nel brodo al classico bollito servito con varie salse. E poi ci sono le crescentine (o tigelle), dischi di pasta di circa una decina di centimetri che in passato si cuocevano tra le tigelle, pietre circolari di materiale refrattario o di terracotta, opportunamente riscaldate nel camino. Assolutamente da provare è la versione tradizionale, farcita con un pesto di lardo, aglio, sale e rosmarino. Una bontà! Il tutto da innaffiare con un calice di Lambrusco Dop, un rosso frizzante che ben si sposa con molti piatti della tradizione locale. Le golosità sono apprezzate anche dagli artigiani: alla Vacchetta Grassa si può acquistare un portachiavi di pelle a foggia di tortellino, da Susanna Martini una collana di vetro con i pendagli a forma di goccia di balsamico.

In pratica

DOVE SOSTARE

Area di sosta Camper Club Mutina (Strada Collegarola 76/A, Modena, tel. 059 4557043 o 335 427561, www.camperclubmutina.it). In tranquilla posizione, recintata e videosorvegliata, ad apertura annuale, è consigliata a chi vuole visitare Modena; servizi pubblici a 700 metri e pulmino del camper club locale per il centro storico (distante 4 chilometri) al costo di 10 euro a equipaggio per il trasferimento andata e ritorno. L’area comprende 54 piazzole, illuminazione, elettricità, colonnine per l’acqua, servizi igienici anche per disabili, docce, ampia sala ritrovo con tv, distributore bibite calde e fredde, wi-fi gratuito. L’uso del camper service per gli esterni costa 5 euro. La pista ciclabile si trova a poche centinaia di metri dall’area. occhioranocchio-e1465216977613 14 euro a equipaggio anziché 16
Area Attrezzata di Fiorano Modenese (Via Cameazzo 6, a 22 chilometri dal casello di Modena Nord sull’A1, www.camperclubfioranomodenese.it, tel. 339 7298238). Aperta tutto l’anno, comprende sei piazzole con corrente e tre senza, barbecue e giochi per bimbi; è illuminata e parzialmente recintata, ma non custodita. La sosta è libera per due giorni al massimo; l’energia elettrica costa un euro ogni quattro ore, lo scarico delle acque reflue e il carico di 100 litri un euro ciascuno. Dalla prossima estate saranno funzionanti i servizi igienici (bagno e doccia). Il centro abitato più vicino è a circa un chilometro, la sede del camper club (aperta il giovedì e i fine settimana) è vicinissima, in Via Cameazzo 14. Per un taxi navetta contattare il referente del camper club (tel. 339 7298238).
Azienda Garuti (Via Carlo Testa 16, Sorbara/ Bomporto, tel. 059 902021, www.garutivini.it). Dispone di un punto sosta gratuito per 20 veicoli. Possibilità di cena presso l’agriturismo al costo di 20-30 euro e visita guidata all’acetaia e alla cantina previo appuntamento (12 euro con degustazione).
Ristorante Taverna Napoleone (Via San Lorenzo 44a, Castelnuovo Rangone, tel. 059 537623, www.tavernanapoleone.it). Presso l’ampio parcheggio è possibile sostare gratuitamente. Cucina tradizionale emiliana; un pasto costa circa 30 euro.

COSA VISITARE

Modena
Torre Ghirlandina, Piazza Torre, tel. 059 2032660. Palazzo Comunale, Piazza Grande 16, tel. 059 2032644. Palazzo dei Musei, Viale Vittorio Veneto 5, tel. 059 2033125, www.palazzodeimuseimodena.it.
Galleria Estense - Pinacoteca, Piazza Sant’Agostino 337, presso il Palazzo dei Musei, tel. 059 4395711, www.gallerie-estensi.beniculturali.it, aperta da martedì a sabato ore 8.30/19.30, domenica e festivi 14/19.30, ingresso 4 euro, ridotto 2 euro.
Museo Enzo Ferrari, Via Paolo Ferrari 85, tel. 059 4397979, museomodena.ferrari.com/it, ingresso combinato Museo Ferrari di Modena più Museo Ferrari di Maranello 24 euro, ridotto bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni a fronte di un adulto pagante 10 euro. Ingresso singolo 15 euro, ridotto 5 euro.
Museo della Figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, tel. 059 2032919 o 059 2033090, www.museodellafigurina.it, aperto da mercoledì a venerdì ore 10.30/13 e 15/19, sabato, domenica e festivi 10.30/19, lunedì e martedì chiuso; ingresso gratuito.
MATA, Via della Manifattura dei Tabacchi 83, tel. 059 4270657, www.mata.modena.it, stesso orario del Museo della Figurina, ingresso 3,50 euro, visite guidate su prenotazione.
Casa Museo Pavarotti, Stradello di Nava 6, tel. 059 460778, www.casamuseolucianopavarotti.it, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, ingresso 8 euro, ridotto 6 euro, gratuito bambini fino a 12 anni.
Accademia militare di Modena, ingresso con visita guidata sabato e domenica, prenotazione obbligatoria entro il mercoledì a Modenatur (tel. 059 220022).
Parco Archeologico e Museo all’aperto della terramara di Montale (Via Vandelli, Statale 12, Nuova Estense, tel. 059 532020, www.parcomontale.it). Aperto domenica e festivi ad aprile, maggio e fino a metà giugno, poi da metà settembre e ottobre.
Riserva Naturale delle Salse di Nirano, Centro Visite Cà Tassi, Via Rio Salse II Tronco 7, Nirano Fiorano, tel. 0536 921214, www.comune.fiorano-modenese.mo.it.
Museo Ferrari, Via Dino Ferrari 43, Maranello, tel. 0536 949713, museomaranello.ferrari.com.

DOVE MANGIARE

Ristorante Da Danilo, Via Coltellini 31, Modena, tel. 059 225498, www.ristorantedadanilomdodena.it. Cucina tradizionale, il bollito misto con le salse costa 16 euro, i tortelli di ricotta con aceto balsamico 7,50 euro.
Ristorante Stallo del Pomodoro, Largo Hannover 63, Modena, tel. 059 214664, www.stallodelpomodoro.it. Cucina stagionale emiliana, da provare i tortellini e il coniglio in porchetta con salsa al lambrusco; il menù degustazione costa 30 euro.

GUIDE

AA.VV., Modena Territori del gusto, Touring Editore, Slow Food Editore, 2014.

INDIRIZZI UTILI

Ufficio Informazione e accoglienza turistica, Piazza Grande 14 Modena, tel. 059 2032660, www.visitmodena.it. Qui si possono reperire una cartina del centro storico, materiale informativo sulla città, sulla provincia e sui Capoluoghi del Circuito Città d’Arte della Pianura Padana. Inoltre si può acquistare il biglietto unico che al costo di 6 euro consente di accedere alla Torre Ghirlandina, ai Musei del Duomo, all’acetaia comunale (venerdì, sabato e domenica) e alle sale storiche del palazzo comunale, nonché al tour organizzato con bus Discover Ferrary & Pavarotti Land che tutti i giorni, su prenotazione, permette di visitare i due Musei Ferrari, la Casa Pavarotti e alcune aziende di prodotti enogastronomici (48 euro a persona inclusi ingressi e trasporto).
Per visite guidate a Modena e dintorni: Modenatur, Via Scudari 10, tel. 059 220022, www.modenatur.it.

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