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PleinAir | Viaggio

Kufstein, Austria

Dall’altra parte del Tirolo

Testo e foto di Stefano Ardito | PleinAir 533

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Documentata sin dagli inizi del XIII secolo, la fortezza di Kufstein domina la cittadina ed è da sempre un avamposto sulla valle dell’Inn

27 dicembre 2017

L’itinerario che vi presentiamo gira intorno al castello che domina il fiume Inn, il principale affluente alpino del Danubio, all’estremità settentrionale di una regione storica divisa fra Italia ed Austria. Affascinanti boschi innevati per lunghe ciaspolate, un grande carosello d’impianti per chi preferisce indossare gli sci… e la tipica accoglienza tirolese, il filo rosso che unisce l’Alto Adige a questo territorio al confine con la Germania.

Benvenuti su un antico confine. Oggi, nell’era dell’U­nione Europea e degli accordi di Schengen, i condu­centi delle auto e dei TIR che sfrecciano sull’autostrada tra il Brennero e la Baviera non fanno molto caso alla fortezza di Kufstein, che sorveglia il nastro d’asfalto poco a sud del confine fra Austria e Germania. Ma per molti secoli le cose furono diverse. Se la pista che scavalca il Brennero fu uti­lizzata da mercanti ed eserciti fino dalla Preistoria, la rupe a picco sulle acque dell’Inn servì da posto di osservazione e controllo in epoche lontane: la fortezza che visitiamo ha origine medioevale, essendo citata per la prima volta in un documento che risale al 1205. La forma tozza e sfuggente della Kaiserturm, la torre centrale, le cui mura vantano uno spessore che raggiunge i sette metri, racconta che la sua costruzione risale al Cinquecento, quando nell’arsenale dei potenziali assedianti aveva fatto la sua comparsa il cannone.

Gli elenchi di guerre e assedi rischiano spesso di risul­tare noiosi. Nel caso di Kufstein, però, ricordano che la Baviera e il Tirolo non sono sempre state regioni amiche come oggi. Nel 1205 il castello e il borgo appartenevano al duca di Baviera; nel 1342 furono donati da un successore del duca alla moglie Margherita di Tirolo-Gorizia. Tra i “passaggi di proprietà” successivi il più noto è quello del 1504, quando Massimiliano I d’Asburgo espugnò la fortezza, mentre due secoli più tardi – tra il 1703 e il 1704 – i bavaresi la assediarono inutilmente per un anno. Cent’anni dopo Napoleone, che amava ridisegnare la mappa dell’Europa, assegnò l’intero Tirolo alla Baviera e nel 1814, con il Con­gresso di Vienna, la fortezza, la città e la regione tornano a far parte dell’Austria.

La vicinanza alla strada che attraversa da nord a sud l’Europa si nota passeggiando nella Altstadt, la suggestiva città vecchia di Kufstein. La strada lastricata e tortuosa, gli archi e perfino l’aspetto delle botteghe conservano nell’a­spetto richiami medioevali. Accanto alle moderne insegne al neon troviamo iscrizioni in caratteri gotici e semplici affreschi con cavalieri e soldati, ma anche osti, grappoli d’uva e barili. Incastonate nel muro di un albergo spiccano alcune palle di cannone sparate nel 1504 dagli artiglieri di Massimiliano d’Asburgo.

L’atmosfera non cambia quando, dalla piazza centrale di Kufstein, si sale a piedi o con una piccola funicolare alle mura della fortezza. Uno dopo l’altro si esplorano il bastione che oggi fa da belvedere, il museo storico, l’armeria. La spianata dello Josefsburg ospita in estate manifestazioni e concerti, e a dicembre il mercatino di Natale; complessi sotterranei portano alla caserma inferiore e al Tiefer Brun­nen, un pozzo profondo sessanta metri che permetteva di attingere acqua dalla falda aumentando la possibilità della fortezza di resistere a lunghi assedi.

Lo Heldenorgel (organo degli eroi) fu costruito nel 1931 per ricordare i caduti della Grande Guerra: con 4.948 canne che si sviluppano sulla rupe è considerato il più grande strumento del suo genere al mondo. Ogni giorno, a mezzodì, un concerto allieta ulteriormente l’esperienza dei visitatori.

Una scala esterna conduce alla Kaiserturm, a lungo uti­lizzata come prigione. All’ingresso delle celle alcune targhe ricordano i reclusi, provenienti da ogni angolo dell’impero e qui incarcerati per essersi opposti al potere del Kaiser. All’ingresso della cella numero sette c’è l’elenco di una cinquantina di patrioti milanesi imprigionati a seguito dei moti del 1848. La burocrazia carceraria ha tradotto i nomi di battesimo in tedesco, i cognomi non sono cambiati: da Gaetano Bajetti a Enrico Turpini leggiamo i nomi di tante persone che offrirono le proprie vite per non piegarsi a un dominio straniero. Kufstein è dunque uno di quei luoghi dove si capisce che l’Europa libera e pacifica di oggi è costata molto dolore e molto sangue.

I dintorni di Kufstein

Oltre che un luogo di storia, Kufstein è una porta delle Alpi. Già negli ultimi decenni dell’Ottocento i viaggiatori arrivavano qui in treno per dirigersi verso le montagne vicine. Gli amanti delle pas­seggiate tra gli abeti, o delle vacanze sulle rive di un lago, salivano – e salgono ancora – verso le rive del Thiersee e verso le valli boscose sorvegliate dallo Schmalegger Joch (1.633 m) e da altre cime; il cocuzzolo del Pendling (1.537 m) ospita la Kufsteiner Haus, un panoramico rifugio aperto da maggio a novembre.

La zona tra il Thiersee e il confine con la Baviera permet­te quindi di fare piacevoli passeggiate a piedi e soprattutto con le ciaspole; per gli appassionati di sci di fondo, belle piste si snodano sull’altopiano di Schwoich e nei boschi della Thierseetal e di Bad Häring, le cui acque termali sono indicate per trattamenti di malattie reumatiche, dolori alle articolazioni e alla colonna vertebrale: il centro di cura ha due piscine coperte e una all’aperto, e fra le strutture c’è una sala per la crioterapia (-110 gradi!).

Chi ama le ciaspole può incamminarsi liberamente nei boschi o iscriversi alle escursioni accompagnate dalle guide alpine di Kufstein. Harald Löffel, dell’ufficio del turismo locale, organizza gite invernali tra luoghi sacri ai Celti e cerimonie dell’incenso importate dall’Asia.

Gli amanti dell’escursionismo alpino e dell’arrampicata su roccia, da un secolo e mezzo, si dirigono da Kufstein verso le guglie calcaree del Wilder Kaiser, uno dei mas­sicci calcarei più belli e famosi dell’Austria. Sulle pareti dell’Ellmauer Halt, che con i suoi 2.344 metri d’altitudine è la cima più alta, e su quelle del Totenkirchl, del Predi­gstühl, della Fleischbank e delle magnifiche torri vicine, dall’Ottocento ai nostri giorni hanno tracciato itinerari i migliori alpinisti austriaci e tedeschi. Dai tempi di Hans Fiechtl e Paul Preuss a quelli di Alexander Huber e David Lama sono cambiate le difficoltà superate e l’attrezzatura, ma non l’abilità e la passione. Anche oggi, specialmente d’estate, migliaia di arrampicatori austriaci, tedeschi e di altre parti d’Europa (pochi gli italiani, a dire il vero) si recano sul Wilder Kaiser per scalare. Un numero molto più alto di escursionisti prende d’assalto i sentieri, le vie ferrate e i rifugi: la riserva naturale del massiccio rende frequenti gli incontri con i camosci. Con la neve dell’inverno, invece, queste cime rocciose diventano di difficile accesso e solo qualche escursionista con le ciaspole o gli sci percorre le strade di fondovalle. Per la maggioranza dei visitatori invernali l’interesse si sposta qualche chilometro più in là, oltre le strade che collegano Kufstein e Wörgl con Sankt Johann in Tirol e Kitzbühel.

Mondo sci

Sulle montagne boscose circondate dai centri di Ellmau, Scheffau, Söll, Hopfgarten, Westendorf e Brixen im Thale è sorto il carosello sciistico più vasto dell’Austria: nel comprensorio dello SkiWelt Wilder Kaiser – Brixental gli amanti dello sci hanno a disposizione 280 chilometri di piste serviti da novanta impianti di risalita. L’elenco delle cifre dello Skiwelt prosegue con settanta rifugi, ventidue scuole di sci, 13 chilometri tracciati illuminati per sciare dopo il tramonto e tre piste per gli slittini; collegano rifugi e paesi 250 chilometri di Winterwanderwege, gli splendidi e ben battuti sentieri invernali. Inoltre, ai piedi delle vette si snodano 196 chilometri di anelli per il fondo.

Nonostante il numero dei tracciati e degli impianti, lo SkiWelt offre un’esperienza serena. Il rilievo complicato e i fitti boschi permettono agli appassionati di non sentirsi al centro di un comprensorio così vasto, e il numero e la lunghezza delle piste fanno sì che – a parte le intersezioni più battute – la densità degli sciatori non sia mai alta come nelle valli dolomitiche più note. La quota poco elevata (la Hohe Salve, la vetta più elevata, raggiunge i 1.825 metri) consente di sciare anche quando il tempo non è ideale, per contro, quando il clima è mite la neve peggiora più rapidamente rispetto a quote superiori.

Tra le curiosità della zona c’è l’Alpeniglu, un villaggio di igloo interamente costruito con blocchi di ghiaccio: oltre a un bar-ristorante ci sono un museo di sculture, camere nelle quali pernottare e una cappella per chi cerca un luogo inconsueto per sposarsi.

Aziende d’eccellenza

Ma è tempo di tornare alle rive dell’Inn. A poca distanza dal centro si conserva una tra­dizione diversa. La famiglia Riedel iniziò a produrre vetro in Boemia nel 1756, e dopo la Seconda Guerra Mondiale il trasferimento a Kufstein vide una rinascita dell’attività in particolare grazie alla felice scelta di dedicarsi al per­fezionamento di calici da vino. In una visita, oltre a una degustazione guidata e alla sosta – ricca di tentazioni – al negozio aziendale, si può visitare l’interessante museo e osservare dal vivo il lavoro dei vetrai.

A Ebbs, la fattoria del Fohlenhof è il centro più impor­tante per l’allevamento dei cavalli avelignesi (Haflinger in tedesco) ed è sede di un’associazione che raccoglie più di mille allevatori. Gli spettacoli estivi attirano centinaia di visitatori e devono essere prenotati con grande anticipo, ma anche d’inverno ci sono buone occasioni per ammirare le folte chiome bionde di questi splendidi equini. Il 3, 4, 8, 10 e 11 dicembre si svolgono celebrazioni avventizie con esibizioni dei cavalli e concerti; il 4 febbraio la selezione degli stalloni è una data da segnare per i professionisti del settore e per un pubblico competente e attento.

Situata proprio al confine con la Germania, Erl è sede del Festival del Tirolo, uno dei più importanti appuntamenti musicali dell’Austria. Diretto dal maestro Gustav Kuhn, il Festspiele ha un’edizione invernale che per questa sta­gione si svolgerà tra il 26 dicembre e l’8 gennaio con un cartellone che comprende l’esecuzione di musica sinfonica, cameristica e lirica: quest’anno vanno in scena due celebri opere ottocentesche, L’italiana in Algeri di Gioacchino Rossini e La traviata di Giuseppe Verdi. Né mancano i classici concerti di San Silvestro e di Capodanno: occasioni speciali per intonare al meglio la marcia del ritorno verso casa.

In pratica

SOSTE E CAMPEGGI

Kufstein Area attrezzata municipale con sei piazzole, Fischergries 22, tel. 0043/5372/ 602921, www.stadt.kufstein.at/Wohnmobilstellplatz.
Langkampfen Park Camping Hager, Kuf­steiner Strasse 38, tel. 0043/5372/64170, camping.hager.tirol, camping@hager.tirol.
Schwoich Camping Maier, Egerbach 54, tel. 0043/5372/58352, www.camping-maier.com, info@camping-maier.com.
Thiersee Camping Hiasen Hof, Seebauern 2, tel. 0043/664/88538555, www.hiasenhof-thiersee.at, info@hiasenhof-thiersee.at.

COSA VISITARE

Kufstein Fortezza di Kufstein, Oberer Stadt-platz 6, tel. 0043/5372/66525, www.festung.kufstein.at, info@festung.kusftein.at. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 17 (orario invernale in vigore fino al 7 aprile), d'estate dalle 9 alle 18.
Vetreria Riedel - Tiroler Glashütte Kufstein, Weissachstrasse 28-34, tel. 0043/5372/ 64896901, www.riedel.com (anche in italiano), info@riedel.com. Le visite guidate si ef­fettuano da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 16; il punto vendita azienda­le è aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18, sabato fino alle 17.
Ebbs Federazione allevatori Haflinger del Tirolo - Fohlenhof Ebbs, Schloßallee 31, tel. 0043/5373/42210, www.haflinger-tirol.com (anche in italiano), info@haflinger-tirol.com.

INFORMAZIONI UTILI

Ufficio del Turismo di Kufstein, Unterer Sta­dtplatz 8, Kufstein, tel. 0043/5372/62207, www.kufstein.com.
Tourismusverband Wilder Kaiser, Dorf 35, Ellmau, tel. 0043/50509, www.wilderkaiser.info.
Skiwelt Wilder Kaiser - Brixental, tel. 0043/ 5333/400, www.skiwelt.at (anche in italia­no).
Festival del Tirolo di Erl, Festspielhaus, Mühl-graben 56a, Erl, tel. 0043/5373/81000, www.tiroler-festspiele-erl.com, karten@tiroler-fest spiele.at.

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