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PleinAir | Viaggio

Crotone - Calabria, Italia

Costa jonica, un mare di delizie

Testo e foto di Massimiliano Rella | PleinAir 507 – Ottobre 2014

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Gli uliveti che si estendono ai piedi di Vaccarizzo Albanese

2 ottobre 2015

Gli oli, i vini, gli agrumi, i prodotti della tradizione. Tra la costa jonica e l’entroterra si concentra una straordinaria varietà di eccellenze gastronomiche: seguiamone il filo rosso che ci guida alla scoperta di alcuni tra i più interessanti aspetti della cultura calabrese.

Passata l’euforia della vacanza balneare, la costa jonica calabrese offre l’occasione di un viaggio fuori stagione depurato dai rincari estivi tra i colori del primo autunno, passeggiate al mare, visite a borghi, castelli e siti archeologici. Il tutto contornato da produzioni agroalimentari che in molti casi rappresentano delle eccellenze. Inutile negarlo: il cemento ha invaso molti tratti costieri, frutto di un abusivismo incontrastato e di sconsiderate politiche urbanistiche. Ma è altrettanto vero che le colline ricoperte di macchia mediterranea, agrumeti, vigne e ulivi nascondono una varietà di scorci incontaminati di grande suggestione.

Alberi di clementine di fronte ai resti del castello di San Mauro a Corigliano Calabro

Alberi di clementine di fronte ai resti del castello di San Mauro a Corigliano Calabro

Memorie di Grecia e d’Albania

Lasciamo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria per immetterci sulla statale Jonica 106 in direzione di Sibari. La città vanta origini antichissime, come dimostrano gli straordinari ritrovamenti che ci riportano ai tempi della Magna Grecia e al periodo in cui fu colonia romana. Vari reperti sono custoditi nel Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, all’interno del parco archeologico dell’antica Sybaris.

Proseguendo verso sud la tappa successiva è Corigliano Calabro, il cui grazioso centro storico arroccato su un colle è dominato dal castello ducale, scrigno di storia, arte e cultura (vedi il capitolo La casa del Guiscardo). Nelle campagne circostanti piantagioni di clementine e uliveti si estendono a perdita d’occhio, e in autunno tra le piccole foglie argentate degli ulivi secolari fanno bella mostra di sé frutti verdi, rossastri o neri a seconda delle varietà di piante. Il frantoiano Tommaso Figoli, ad esempio, produce extravergine da cultivar locali come Dolce di Rossano e Carolea, ma anche Nocellara del Belice e Coratina. Tra ottobre e novembre accoglie i turisti che desiderano partecipare alla raccolta e alla frangitura. Perché non provare questa esperienza inconsueta? Se il profumo dell’olio appena spremuto è indimenticabile, non da meno è quello delle clementine appena colte, dolci e succose: ne troviamo tanti alberi anche accanto ai resti del castello di San Mauro, edificato nei primi del Cinquecento sulle rovine di un monastero medioevale.

Il peperoncino rosso dell’azienda agricola Ceraudo

Il peperoncino rosso dell’azienda agricola Ceraudo

Con una deviazione di pochi chilometri nell’entroterra risaliamo verso Vaccarizzo Albanese, enclave etno-linguistica arbëreshë, di origine albanese. Nella piazza principale ammiriamo due chiesette dedicate a Santa Maria di Costantinopoli, officiate una con il rito greco e l’altra con il rito latino. Vale la pena fermarsi per visitare anche l’azienda di Pasquale Librandi, oggi gestita dalle figlie Carmela, Angela e Lucia, produttrici di un ottimo e pluripremiato extravergine d’oliva. Gli uliveti si estendono fino ai paesi confinanti, tra i quali San Demetrio Corone, altro centro arbëreshë che conserva la chiesa di Sant’Adriano, interessante esempio di arte bizantino-normanna della fine dell’XI secolo.

La chiesa bizantino-normanna di Sant’Adriano a San Demetrio Corone

La chiesa bizantino-normanna di Sant’Adriano a San Demetrio Corone

Riprendendo il viaggio sulla statale 106, una tappa d’obbligo è Rossano Calabro. Nel centro storico si erge la bella cattedrale dell’XI secolo che custodisce l’antica immagine della Madonna Acheropita, ossia “non dipinta da mano umana”. Nella sagrestia fu rinvenuto il prezioso Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto onciale greco del VI secolo formato da 188 fogli di pergamena miniata in oro contenenti i Vangeli di Matteo e Marco, oggi esposto nel locale museo diocesano. Notevole anche la chiesa di San Marco, di architettura bizantina con pianta a croce greca, cinque cupole a tamburo e abside.

Museo della Liquirizia Amarelli a Rossano

Museo della Liquirizia Amarelli a Rossano

Ma non si può lasciare Rossano senza visitare il Museo della Liquirizia Amarelli. Lo individuiamo a Rossano Scalo per il caratteristico concio, la vecchia ciminiera della fabbrica circondata dai brutti palazzi sorti lungo la costa negli anni del boom edilizio. Bilancini per pesare la liquirizia sfusa, graziose confezioni decorate, targhe per marchiare le scatoline, stampini in porcellana per le caramelle, pentoloni, pubblicità e vecchi macchinari raccontano la storia della liquirizia Amarelli.

Vini e sardine

L’azienda agricola Ceraudo, l’interno del locale allestito in un vecchio frantoio

L’azienda agricola Ceraudo, l’interno del locale allestito in un vecchio frantoio

A mezz’ora di strada da Rossano Scalo, in direzione di Crotone, ci attende un’altra specialità della costa jonica calabrese: la sardella. Ci troviamo a Crucoli, un piccolo centro che conserva i resti di un castello normanno e delle mura difensive un tempo di proprietà della famiglia Amalfitani. La torretta risalente alla seconda metà del XV secolo dà invece il nome alla frazione di Crucoli Torretta. È qui che la cooperativa di pescatori La Torre prepara artigianalmente il saporito condimento a base di Sardina pilchardus, che viene impastata e speziata con peperoncino rosso e finocchietto selvatico: ottimo per insaporire gli spaghetti, le uova sode o strapazzate, la cicoria con le olive oppure da spalmare sul pane caldo aggiungendo un filo di olio extravergine.

La sardella, condimento tipico della costa jonica

La sardella, condimento tipico della costa jonica

I vigneti pettinati che incontriamo dopo pochi chilometri indicano che siamo entrati ormai nella più importante zona vinicola della Calabria, l’area del Cirò Doc e del Cirò Classico Docg, un vino prodotto nelle tipologie bianco, rosato e rosso. A Cirò Marina ci attendono due cantine tra le più interessanti della produzione regionale: Librandi e Ippolito 1845. La prima, condotta da Nicodemo Librandi, ha portato avanti un importante lavoro di ricerca sui vitigni antichi e autoctoni calabresi. La seconda è una storica cantina a capo della quale oggi ci sono i due fratelli Ippolito. In entrambe è possibile effettuare degustazioni di bianchi, rossi e rosati ottenuti da vitigni autoctoni quali Gaglioppo, Pecorello, Magliocco, Greco bianco e altri.

La sala per le degustazioni dell’azienda vinicola Ippolito 1845 a Cirò Marina

La sala per le degustazioni dell’azienda vinicola Ippolito 1845 a Cirò Marina

Una passeggiata nel vecchio paese svelerà invece palazzi e torri antiche, e in località Madonna di Mare i resti dei famosi Mercati Saraceni, storica area fieristica e mercantile caratterizzata da due file di arcate in pietra un tempo utilizzate come deposito merci. Infine, in zona Punta Alice si ammirano i resti del tempio di Apollo Haleo, risalente alla metà del VI secolo a.C.: dispiace solo vedere un tale patrimonio artistico non adeguatamente protetto e valorizzato. Ci consoliamo con una tappa gastronomica alla tavola dello chef Salvatore Murano, proprietario della Trattoria Max, che propone pizze ma soprattutto ottimi piatti di pesce che si ispirano a ricette tipiche calabresi.

Proseguendo più a sud incontriamo Melissa, borgo arroccato su un costone scosceso nell’entroterra, che presenta un grazioso centro storico purtroppo in parte trascurato. È uno dei paesi simbolo delle lotte contadine dell’Italia meridionale: nel 1949, a causa dell’occupazione delle terre, i carabinieri fecero fuoco sui manifestanti uccidendone due e ferendone quattordici. A seguito di questi eventi Ernesto Treccani e altri artisti e intellettuali del Nord si recheranno a Melissa con la volontà di sostenere le lotte contadine.

Lungo la costa si ergono le moderne case di Torre Melissa, affacciate sul mare (anche fin troppo vicine). Oltre alle spiagge qui l’unica attrazione è l’antica torre di avvistamento aragonese, oggi adibita a piccolo museo della civiltà contadina, dove sono esposti strumenti di lavoro, botti, anfore e torchi.

Sorprese di gusto

Strongoli, borgo crotonese arroccato su un colle a breve distanza dal mare

Strongoli, borgo crotonese arroccato su un colle a breve distanza dal mare

Costeggiamo ancora un po’ lo Jonio per fare una breve deviazione verso l’interno e raggiungere Strongoli, antico borgo arroccato su una collina e circondato da uliveti, agrumi e seminativi. La letteratura mitologica identifica il sito con l’antica Petelia, colonia fondata dal condottiero Filottete dopo la guerra di Troia, compagno d’armi di Eracle. Oltre al mito c’è però la scoperta di cose concrete come il vino e il buon cibo, che troviamo in contrada Dattilo dove l’azienda agricola ed enoturistica di Roberto Ceraudo produce ottime etichette autoctone ribattezzate con nomi antichi: Petelia, Ymir, Grayasusi, Grisara, Petronio. In loco sono acquistabili anche un extravergine d’oliva biologico pluripremiato e squisite clementine. Il produttore Roberto e i figli Susy, Giuseppe e Caterina offrono ospitalità ai camperisti nel parcheggio aziendale.

Azienda agricola Ceraudo

Azienda agricola Ceraudo

Ed è la sosta che vale il viaggio, anche per la cucina del Dattilo, ristorante stellato allestito in un vecchio frantoio e gestito da una brigata tutta al femminile: le chef Caterina Ceraudo, Margherita Amasino e Federica Scolta. Ci hanno conquistato con un battuto di Podolica arricchito di mostarda in grani, foglioline di maggiorana e petali di begonia bianca e rossa e con il cannolo di ricotta al limone, pistacchi di Bronte e crema ganache di cioccolato fondente. Ma le sorprese gastronomiche a Strongoli non finiscono qui. Consigliamo anche una tappa alla Masseria De Tursi, azienda biologica che produce Pecorino Crotonese Dop e una prelibata ricotta stagionata con il latte del proprio allevamento. E poi dal giovane Amedeo Blandino, che realizza un’ottima birra artigianale tra i grigi palazzi di Strongoli Marina.

Strongoli, Amedeo Blandino e la sua birra artigianale

Strongoli, Amedeo Blandino e la sua birra artigianale

Nella vicina Casabona, a una ventina di chilometri verso l’interno, l’azienda Santa Barbara del norcino Camillo Palmieri confeziona salumi artigianali da non perdere: capocollo speziato con peperoncino rosso, salsicce, soppressata e ‘nduja, una tipicità tutta calabrese spalmabile a base di peperone e peperoncino rosso. I prodotti sono fatti con le carni suine degli allevamenti di famiglia e si possono acquistare nella macelleria, non distante dal laboratorio. L’occasione è ghiotta anche per visitare il paese, che conserva complessi di grotte artificiali forse d’epoca medioevale sia nel centro abitato che nel territorio circostante.

Camillo e Alessandra Palmieri con i loro salumi artigianali a Casabona

Camillo e Alessandra Palmieri con i loro salumi artigianali a Casabona

Ci dirigiamo a Santa Severina, a circa 30 chilometri di distanza, piccolo centro collinare sorto attorno a un maestoso castello normanno. In realtà nella costruzione sono riconoscibili anche influenze di vari stili, dal bizantino allo spagnolo. Il maniero ospita un museo archeologico ricco di reperti provenienti dagli scavi nella fortezza e nella valle del Neto.

Tornando verso il mare ci attende Crotone, capoluogo provinciale dalla storia antica. Fondata da coloni greci nell’VIII secolo a.C., fu una delle città più importanti della Magna Grecia. Il centro è un intreccio di stretti vicoli e piazzette che ci guidano nell’ampia Piazza Pitagora e nella basilica di Santa Maria Assunta, dalla facciata neoclassica e con un’icona bizantina della Madonna di Capocolonna attribuita dalla tradizione a San Luca. Pranziamo al ristorante Da Ercole, noto per i crudi di pesce, i crostacei e vari piatti di pescato locale.

La fortezza aragonese di Capo Rizzuto

La fortezza aragonese di Capo Rizzuto

La tappa conclusiva è l’area marina protetta di Capo Rizzuto, un tratto di mare che si presta a immersioni subacquee, itinerari archeologici e piacevoli gite in barca. In località Le Castella una fortezza aragonese sorge su un istmo collegato al paese da una sottile striscia di terra. Ed è la foto ricordo che immortala questo emozionante viaggio prima di rimetterci sulla via del ritorno.

La casa del Guiscardo

L’imponente castello quadrangolare di Corigliano Calabro, con il tetto merlato e la torre mastio sormontata da una torretta ottagonale seicentesca, fu costruito nel 1073 per volere del re normanno Roberto il Guiscardo ed è appartenuto ai nobili Sanseverino, ai mercanti Saluzzo e ai latifondisti Compagna. Più volte trasformato e restaurato di recente, conserva l’originale cucina in ghisa dell’Ottocento, la sala da pranzo, una camera da letto con arredi settecenteschi, il bagno del barone Luigi Compagna nella torre, con doccia in rame e vasca in marmo originale.

La casa del Guiscardo, il salone degli specchi

La casa del Guiscardo, il salone degli specchi

Splendido il salone degli specchi con sontuosi tendaggi dorati, lampadari in cristallo di Boemia e un affresco sul soffitto raffigurante popolani, realizzato nel 1872 da Ignazio Perricci da Monopoli, autore anche degli affreschi nell’omonimo salone del Quirinale a Roma. La cappella di San Agostino è decorata con i dipinti di Girolamo Varni e il trittico di Domenico Morelli, che rappresenta la Madonna delle Rose al centro tra Sant’Antonio Abate e Sant’Agostino.

La casa del Guiscardo, la cappella di San Agostino è decorata con i dipinti di Girolamo Varni e il trittico di Domenico Morelli

La casa del Guiscardo, la cappella di San Agostino è decorata con i dipinti di Girolamo Varni e il trittico di Domenico Morelli

Il castello è aperto da martedì a domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, ingresso 5 euro, gratuito fino a 6 anni e oltre i 65; visite guidate su richiesta (Piazza Compagna 1, tel. 0983 81635 www.castellodicoriglianocalabro.it).

Una costa extravergine

Il frantoio Figoli (nella foto, il titolare Tommaso)

Il frantoio Figoli (nella foto, il titolare Tommaso)

Quella dell’extravergine d’oliva è una produzione altamente qualificata e diffusa lungo tutta la costa jonica grazie al clima, ai terreni e a una solida tradizione. Il frantoio Figoli di Corigliano Calabro produce olio da agricoltura biologica e a rintracciabilità certificata (Contrada Ogliastretti, tel. 0983 82081, www.frantoiofigoli.it). Fruttato leggero, medio e intenso sono le tipologie prodotte dal Frantolio Acri, azienda a conduzione familiare di Rossano (Contrada Frasso-Amarelli, Via Epiro II Traversa, tel. 0983 565351, www.frantolioacri.it). Lucia, Angela, Carmela, Michele e Pino ci attendono invece nell’azienda olearia fondata da Pasquale Librandi, a Vaccarizzo Albanese. Le cultivar impiegate sono Carolea, Nocellara del Belice, Nocellara Messinese, Frantoio, Leccino, Nocellara Etnea. Vendita diretta e degustazioni su prenotazione (Via Marina 45, tel. 0983 84068, www.oliolibrandi.it). Da agricoltura biologica e pluripremiato è anche l’olio extravergine Ceraudo di Strongoli, dal sapore fruttato e complesso ottenuto da varietà Tonda e Carolea con la tecnica della spremitura a freddo a ciclo continuo (Contrada Dattilo, Strongoli Marina, tel. 0962 865613, www.dattilo.it).

In pratica

AREE DI SOSTA E AGRITURISMI

Crosia Area di sosta Santa Tecla (Contrada Fiumarella, SS106 Jonica, frazione Mirto, tel. 0983 44280, 333 9605194, annuale). Recintata, custodita e videosorvegliata, tariffa giornaliera da 10 euro incluso allaccio elettrico.
Strongoli Azienda agrituristica Dattilo (Contrada Dattilo, tel. 0962 865613, www.dattilo.it). Possibilità di sosta nel parcheggio non attrezzato.
Crotone Area di sosta Maracaibo (Via delle Conchiglie 7, Contrada Margherita, tel. 334 6873155, www.maracaibokr.it; annuale). Trentadue piazzole, tariffa giornaliera 18 euro, carico e scarico, allaccio elettrico, illuminazione, servizi con docce, Wi-Fi. Area attrezzata Parco Naturale Colle Eracle (Località Cipolla Monticelli, frazione Crepacuore, Via degli Orti 1, tel. 347 4651219, www.parconaturale.com). Accesso annuale su prenotazione.

COSA VISITARE

Rossano Museo Diocesano di Arte Sacra, Via Largo Duomo 5, Rossano, tel. 0983 525263, www.artesacrarossano.it; orario invernale 9.30/12.30 e 15/18, festivo 10/12 e 16/18, chiuso lunedì. Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli (tel. 0983 511219, www.museodellaliquirizia.it); visite guidate gratuite su prenotazione, aperto tutti i giorni ore 9.30/12 e 15/17.
Santa Severina Museo Archeologico (tel. 0962 51069); aperto da martedì a domenica ore 9.30/12.30 e 15/18.
Torre Melissa Museo della Civiltà Contadina (tel. 0962 865801); visite guidate su richiesta.
Cassano allo Jonio Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide (tel. 0981 79392) www.archeologia.beni; aperto da martedì a domenica ore 9/19.30, ingresso 2 euro.

DOVE MANGIARE

Corigliano Calabro Casa del Massaro (tel. 0983 851369, www.casinocaruso.it; chiuso lunedì); prezzo medio 25 euro.
Strongoli Dattilo (tel. 0962 865613, www.dattilo.it; chiuso lunedì e martedì); menù 65 euro vini esclusi.
Crotone Da Ercole (tel. 0962 901425, www.ristorantedaercole.eu; chiuso domenica); prezzo medio 60 euro vini esclusi.
Cirò Marina Trattoria Max (tel. 0962 373009, www.trattoriamax.it; chiuso lunedì); prezzo 30 euro vini esclusi.

Galleria fotografica

Gli uliveti che si estendono ai piedi di Vaccarizzo Albanese Alberi di clementine di fronte ai resti del castello di San Mauro a Corigliano Calabro La chiesa bizantino-normanna di Sant’Adriano a San Demetrio Corone La fortezza aragonese di Capo Rizzuto Strongoli, borgo crotonese arroccato su un colle a breve distanza dal mare Il peperoncino rosso dell’azienda agricola Ceraudo Museo della Liquirizia Amarelli a Rossano Bilancini per la pesa della liquirizia sfusa Museo della Liquirizia Amarelli, sassolini di liquirizia Museo della Liquirizia Amarelli, antiche confezioni in esposizione Museo della Liquirizia Amarelli, la lavorazione delle radici al concio Azienda agricola Ceraudo Camillo e Alessandra Palmieri con i loro salumi artigianali a Casabona Azienda agricola Ceraudo Strongoli, Amedeo Blandino e la sua birra artigianale La sala per le degustazioni dell’azienda vinicola Ippolito 1845 a Cirò Marina Alcuni operai al lavoro nei vigneti della cantina Librandi L’azienda agricola Ceraudo, l’interno del locale allestito in un vecchio frantoio Giovanni Acri, titolare del Frantolio Acri di Rossano Calabro La sardella, condimento tipico della costa jonica La casa del Guiscardo, il salone degli specchi La casa del Guiscardo, la cappella di San Agostino è decorata con i dipinti di Girolamo Varni e il trittico di Domenico Morelli Il frantoio Figoli (nella foto, il titolare Tommaso)

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