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PleinAir | Viaggio

Urbino - Marche, Italia

Comete ducali

Testo di Elena Cappiello • Foto dell’autrice e di Daniela Spadoni | Pleinair 540/541

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Un aquilone con i colori di Urbino incornicia dall’alto la città

29 agosto 2018

Ogni anno nel primo finesettimana di settembre la Festa dell’Aquilone tinge il cielo di Urbino di mille colori. E le contrade della città si sfidano a colpi di carta velina per la conquista del trofeo più ambito.

«Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino ventoso: ognuno manda da una balza la sua cometa per il ciel turchino». Così i versi de l’Aquilone di Giovanni Pascoli immortalano una secolare tradizione degli abitanti della città: quella di costruire variopinti aquiloni e lanciarli in aria nella splendida cornice di questa perla del Rinascimento.
Già un paio di settimane prima della competizione a un occhio attento non sfuggiranno, dentro le mura e fra i vicoli del centro storico, gruppetti di persone vestite degli stessi colori; ma solo fino al calare del buio, quando ognuno va a rintanarsi nella saletta della propria contrada. È qui che avviene tutto il lavoro: armati di carta velina, canne di fosso, colla vinilica e spago ci si adopera – anche per tutta la notte – per creare gli aquiloni migliori, quelli che voleranno più lontano, aggiudicandosi così la vittoria.

Luci nella notte
Le gare hanno inizio il giovedì sera con l’Aquilonata Notturna. Le dieci contrade si ritrovano alle ventuno nel Parco della Resistenza, un autentico balcone sulla città. Qui sorge la Fortezza Albornoz che, edificata sul punto più alto del Monte di San Sergio nella seconda metà del XIV secolo, prende il nome dal cardinale a cui è tradizionalmente attribuita la sua commissione. Alla luce delle stelle i contradaioli lanciano i primi aquiloni dell’anno: decorati da luci a led illuminano come tante piccole comete la notte di Urbino.
Nel pomeriggio intanto è iniziato il lavoro dei bambini – che proseguirà anche il giorno successivo – per la realizzazione degli aquiloni in tela in lizza per la vittoria del trofeo Aquilone d’Oro. I giovani, armati di colori e pennelli, creano opere d’arte in miniatura seguendo un tema assegnato ogni anno. Dovranno poi farli volare il sabato pomeriggio al cospetto di una giuria che sceglierà il più bello. Il luogo in cui la loro creatività prende forma è certamente di grande ispirazione: i piccoli si ritrovano nel cortile interno del Collegio Raffaello, intitolato al più illustre cittadino di Urbino. Fondato nel XVIII secolo per volere di papa Clemente XI, che destinò il Palazzo degli Scolopi ai Padri delle Scuole Pie, annovera tra i suoi studenti nomi illustri come Giovanni Pascoli e padre Alessandro Serpieri, che vi istituì un osservatorio meteorologico.
Le competizioni sono per i cittadini un ottimo motivo per far festa. Ad esempio in occasione della riconsegna del trofeo da parte della contrada vincitrice della precedente edizione, quest’ultima si impegna a offrire la cena a tutte le altre. Nel 2016 la contrada Il Monte ha organizzato una colorata festa con tanto di musica ai piedi della statua di Raffaello, alla quale hanno preso parte centinaia di persone. Protagonisti della tavola sono prodotti tipici come la crescia sfogliata, una gustosa variante della più celebre piadina romagnola, e la Casciotta di Urbino Dop, che si dice fosse il formaggio preferito di Michelangelo; ovviamente il tutto innaffiato da un buon Bianchello o da un corposo Sangiovese. Non mancano musica e intrattenimento fino a tarda notte. I contradaioli più ligi però una volta finita la cena non vanno a dormire: tornano alla sala di quartiere per portarsi avanti con il lavoro.

Andiamo a smatassare
Il sabato pomeriggio sul terreno di gara del Parco della Resistenza vanno in scena le competizioni individuali. Questa volta si sfidano i migliori aquilonisti di ogni contrada: un uomo, una donna e un bambino. A ognuno viene consegnata una matassa di filo di una metratura standard stabilita e controllata dalla giuria. I concorrenti devono far volare il proprio aquilone fino a terminare il filo per poi riavvolgerlo – compiendo un gesto che in gergo si chiama smatassare – riprendendo in mano l’oggetto volante nel minor tempo possibile: c’è chi si allena per mesi in vista di questa sfida. A seguire va in scena la gara dei bambini e ragazzi fino ai quattordici anni: come nella competizione della domenica, vince l’aquilone che vola più lontano.
La giornata si conclude con la sfilata delle contrade nel centro storico: si parte dalla Fortezza Albornoz, si scende giù per Via Raffaello dove sorge la casa natale del celebre pittore, si attraversa Piazza della Repubblica e si risale Via Vittorio Veneto; fino ad arrivare, dopo aver superato il Duomo, a Piazza Duca Federico, davanti all’ingresso del Palazzo Ducale (si veda il paragrafo A casa di Federico), dove vengono assegnati i campi di gara per il giorno successivo.

Il giorno più atteso
Tradizione vuole che all’alba della domenica mattina i contradaioli del Monte vadano in giro per la città a dare la sveglia a suon di clacson a bordo di auto e scooter, ricevendo per tutta risposta secchiate di acqua e farina. Poi ognuno corre nella propria sala di contrada per un check finale e per le emergenze dell’ultimo minuto.
Dopo pranzo si parte. Le contrade sfilano compatte tra cori e sventolii di bandiere fino ad arrivare al Parco dell’Aquilone alle Cesane, un bosco demaniale tra Urbino e Fossombrone, dove si distribuiscono nei diversi campi gara. Alle quindici in punto migliaia di aquiloni prendono il volo. Una vera magia di colori: circondate dal verde del bosco centinaia di comete gialle, rosse, viola, blu, arancioni dipingono il cielo azzurro. Intanto un’équipe di giurati armati di binocoli gira a bordo di una vettura per la campagna urbinate per stabilire quale aquilone avrà volato più lontano allo scadere dei trenta minuti di gara. Il vincitore verrà annunciato solo a tarda sera, dopo la cena offerta dal Comune in Via Matteotti sotto quello che viene chiamato il Pincio di Urbino. Intanto vanno in scena le ultime competizioni riservate a diverse categorie, come l’aquilone più piccolo, più tecnico o più artistico. La più spettacolare è però quella fra gli aquiloni tridimensionali: si vedono creazioni davvero incredibili come automobili da corsa, mietitrebbie, Pokemon, Transformers, Zio Paperone e tanto altro.
La sera i componenti di tutte le contrade, sempre rigorosamente vestiti dei rispettivi colori, si ritrovano sotto i Torricini dove sono state allestite lunghe tavolate per la cena in attesa delle premiazioni. Un arcobaleno si sparge lungo le panche dove vengono servite lasagne, carni e dolci, il tutto annaffiato da buon vino. Poi ci si sposta nell’esedra davanti al Teatro Sanzio, dove è allestito il palco: un po’ di buona musica e poi ha inizio l’assegnazione dei trofei. Si parte dai meno importanti – come quello alla contrada più organizzata – per poi arrivare al clou della serata: la consegna del Trofeo Città di Urbino per l’aquilone che ha volato più lontano, che decreterà la contrada campionessa dell’anno. Fra la suspense abilmente creata dal presentatore tutti trattengono il fiato sino all’annuncio tanto atteso, quando i bambini del gruppo vincitore corrono sul palco a ritirare il trofeo. I festeggiamenti dureranno fino a tarda notte tra cori, brindisi, sfilate per le vie del centro e caroselli con automobili e motorini per le strade della città: si conclude così la magica settimana delle comete di carta che dipingono il cielo di Urbino, gioiello del Rinascimento.

A casa di Federico
Commissionato dal Duca Federico da Montefeltro e realizzato nel corso del XV secolo, il Palazzo Ducale con i suoi Torricini – così vengono chiamate le due piccole torri che caratterizzano la facciata – è il simbolo di Urbino. Ospita al suo interno la Galleria Nazionale delle Marche dove sono custoditi capolavori come La Flagellazione di Cristo e La Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, La Città Ideale di incerta attribuzione, il Ritratto di Gentildonna di Raffaello, la Resurrezione e L’Ultima Cena di Tiziano. Non ultimo lo Studiolo del Duca, un vero capolavoro di prospettiva realizzato da artisti fiamminghi appositamente chiamati a corte.

In pratica

DOVE SOSTARE
Camping Pineta, Via Ca’ Mignone 5, Località San Donato; tel. 348 5708273, www.campingpineta-urbino.it. Agriturismo La Corte della Miniera, Via Miniera 10, Località Miniera; tel. 0722 345322, www.cortedellaminiera.it. sconto 10% sull’acquisto di prodotti
Agriturismo Pietra Rosa, Via Monte Polo 11; tel. 0722 53537, www.pietrarosa.it. Area di sosta comunale, Viale Pablo Neruda (GPS 43°44’2.62”N 12°37’37.08”E).

COSA VISITARE
Palazzo Ducale, Piazza Duca Federico 107, tel. 0722 322625, www.palazzoducaleurbino.it. Al suo interno ospita la Galleria Nazionale delle Marche (tel. 0722 2760, gan-mar@beniculturali.it); tutti i sabato è possibile salire fino al camminamento sommitale del Torricino Nord.
Casa natale di Raffaello, Via Raffaello 57, tel. 0722 320105, www.casaraffaello.com, segreteria@accademiaraffaello.it.
Mausoleo dei Duchi, Via San Bernardino, tel. 0722 320539.
Fortezza Albornoz, Via Buozzi, tel. 0722 320403, turismo@urbinoservizi.it.
Oratorio di San Giovanni Battista, Via Barocci 31, tel. 0722 910259.
Oratorio di San Giuseppe, Via Barocci 42, tel. 0722 910259.

DOVE MANGIARE
Ristorante Osteria L’Angolo Divino, Via Sant’Andrea 14, tel. 0722 327559, www.angolodivino.biz.
Ristorante Ragno d’Oro, Viale Don Giovanni Minzoni 2/4, tel. 0722 327705.

PRODOTTI TIPICI
Raffaello degusteria, Via Bramante 6, tel. 0722 329546, www.raffaellodegusteria.it.

INDIRIZZI UTILI
Comune di Urbino, Via Puccinotti 3, tel. 0722 3091, www.comune.urbino.ps.it.
Ufficio Turistico, Piazza Rinascimento 1, tel. 0722 2613, www.turismo.pesarourbino.it, iat.urbino@provincia.ps.it.
Ente del turismo Regione Marche, Via Gentile da Fabriano 9, Ancona, tel. 071 8062431, www.turismo.marche.it, turismo. promozione@regione.marche.it.

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