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PleinAir | Viaggio

Paesana (CN) - Piemonte, Italia

Ciaspole, sci e Monviso

Furio Chiaretta | PleinAir 533

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Escursionisti con le racchette da neve lungo l’apposito tracciato che sale da Pian Muné: in basso a sinistra si scorge l’abitato di Paesana, a destra si delinea il profilo del Monte Bracco

17 dicembre 2017

È possibile far convivere le esigenze di escursionisti e scialpinisti con quelle di chi pratica lo sci da discesa? Ecco l’esempio di una piccola stazione piemontese che negli ultimi anni ha provato a inventare una nuova forma di fruizione dell’ambiente montano.

La pista per le ciaspole sale ripida a fianco dei piloni della seggiovia. Verso valle appare la lunga dorsale di Pian Muné, con in basso la piana di Paesana in cui scorre il Po e a destra il massiccio di quarzite del Monte Bracco. Dopo un’ora di cammino si raggiunge la stazione superiore della seggiovia: sul terrazzo panoramico ci sono ciaspola­tori, sciatori, turisti distesi sulle sdraio a prendere il sole. La pista diventa ancora più ampia, e agli escursionisti con le ciaspole si aggiungono i turisti saliti fin qui con la seggiovia: quasi tutti seguono il dolce pendio che porta al Fontanone da cui appare, imponente e vicinissimo, il castello di roccia del Monviso. Molti si fermano qui, altri salgono a destra per raggiungere i 1.980 metri della Testa della Sendua, magnifico punto panoramico che domina la pianura e la Valle Po, con la conca di Oncino, Crissolo, le borgate di Ostana.

Siamo a Pian Muné, piccola località turistica dove non sono mai stati costruiti condomini e che negli ultimi anni ha provato a inventare una nuova forma di fruizione della montagna.

Nel 2012 gli impianti di risalita vengono chiusi perché è indispensabile la revisione: è una scadenza che penalizza molte piccole stazioni di sci, anche per la ricorrente scarsità di neve. Qui invece subentrano nuovi gestori, che decidono di tenere aperti nel finesettimana sia il bar-ristorante di Pian Muné (1.500 m), unico edificio moderno al termine della carrozzabile, sia il bar-ristorante a quota 1.900, presso la stazione superiore della seggiovia. Con il battipista ancora efficiente tracciano diversi itinerari per le ciaspole e per gli sci alpinisti che si snodano tra il rifugio a valle, la baita in quota, il Fontanone e la Testa della Sendua. La notizia si sparge fra gli appassionati di escursioni sulla neve e in molte domeniche invernali il parcheggio è pieno come ai tempi in cui funzionavano gli impianti di risalita. Nel frattempo i due ristoranti diventano meta anche per le cene: restano aperti dal venerdì alla domenica sera e nelle notti di luna piena molti salgono con le ciaspole fino alla baita in quota, mentre per i più pigri c’è il trasporto sul gatto delle nevi.

Intanto gli scialpinisti riprendono a frequentare l’itinerario che da Pian Muné porta alla Testa di Garitta Nuova (2.385 m), una gita dove il pericolo di valanghe è minimo. La breve salita alla Testa di Sendua, facilitata dal tracciato battuto, è invece ideale per i principianti e come prima sciata d’allenamento.

Per tre inverni Pian Muné vede solo la presenza di molti, moltissimi scialpinisti ed escursionisti, fino alla conclusione dei lavori di adeguamento degli impianti. Nella scorsa sta­gione seggiovia e skilift vengono riaperti, con l’idea di far convivere lo sci da discesa, lo scialpinismo e le racchette. Dal martedì al giovedì gli impianti restano chiusi: escursio­nisti e scialpinisti, come negli ultimi inverni, continuano a salire con le ciaspole o le pelli utilizzando le piste battute nel finesettimana. Dal venerdì al lunedì gli impianti di risalita e i due bar-ristoranti sono aperti e gli escursionisti possono percorrere solo i tracciati per racchette o in neve fresca, oppure servirsi degli impianti per diminuire la fati­ca. Ad esempio si sale in seggiovia a quota 1.900, e poi si raggiunge la vicina Testa di Sendua (20 minuti) o si affronta il lungo crinale non battuto che dal Fontanone porta con 500 metri di dislivello alla Testa di Garitta Nuova. Tornati alla baita in quota, si scende con il ripido tracciato “Dritto per dritto” che si snoda lungo la seggiovia.

In alternativa si può effettuare un piacevole anello per-correndo l’itinerario “Pian Croesio” che all’inizio va in piano sulla sinistra del rifugio di Pian Muné, poi si alza a tornan-ti fino ai piloni della seggiovia, quindi se ne allontana verso sinistra salendo nella pineta alle meire di Pian Croesio (1.853 m); qui si svolta a destra e in lieve discesa si arriva alla partenza dello skilift, da cui di nuovo in lieve salita si attraversa la conca e si arriva alla baita in quota (2 ore). Dopo la digressione alla Testa di Sendua, si scende a Pian Muné sul tracciato “Dritto per dritto”.

L’itinerario “Borgo Giordana” si snoda invece a valle di Pian Muné: si parte dal tornante della carrozzabile dopo Prato Guglielmo (1.170 m) e si percorre una stradina nel fitto bosco per 700 metri, quindi si sale a destra alle case di Giordana dove una traccia più ripida porta a Pian Muné (1.30 ore).

Poi c’è la possibilità di posare le ciaspole e calzare gli sci, anche per la prima volta. Per i principianti ci sono in­fatti due tapis-roulant, uno a Pian Muné e l’altro all’arrivo della seggiovia. Per chi sa già sciare ci sono 16 chilometri di piste, servite dalla seggiovia e più in alto da uno skilift che dai pascoli a valle di Pian Croesio sale fino a 2.060 metri di quota, sul costone che si innalza verso la Testa di Garitta Nuova. Tra una pista e l’altra gli ampi pendii lasciano spazio per fare i primi tentativi di discesa in neve fresca: un esercizio utile se si vuole poi affrontare con l’attrezzatura da scialpinismo la classica salita alla Testa di Garitta Nuova.

Se invece la neve scarseggia, si può utilizzare la seggiovia per trasportare in quota – come d’estate – la mountain bike, percorrendo in bici o a piedi gli itinerari per le racchette. Il panorama dalla Testa della Sendua è magnifico anche se non c’è neve, mentre la salita alla Testa di Garitta Nuo­va richiede attenzione e utilizzo dei ramponi se vi sono placche o pendii di neve gelata.

Con o senza neve, al tramonto le auto scenderanno a valle e nel piazzale di Pian Muné resteranno solo pochi camperisti a godersi la tranquillità del luogo e ad ammirare il cielo stellato.

In pratica

COME ARRIVARE
Da Torino o Cuneo si raggiunge Saluzzo e si prosegue verso la Valle Po. Si aggira Paesana e subito dopo, tra le case di Erasca, si svolta a sinistra in direzione di Prato Guglielmo e Pian Munè. La strada sale a tornanti toccando le case di Prato Guglielmo e pro­segue, sempre ampia ma con l’asfalto rovinato dalle buche, fino all’ampio piazzale di Pian Muné (13 chilometri da Erasca).

DOVE SOSTARE
Si può sostare senza problemi nel parcheggio di Pian Muné, a pochi passi dal rifugio (1.500 m).

EVENTI
La sera di sabato 17 dicembre verrà allestito il Presepe Vivente alle Meire di Pian Croesio, raggiungibile solo a piedi: l’appuntamento è alle 20 nel piazzale di Pian Muné.

INFORMAZIONI UTILI
Gli impianti di risalita e i due bar-ristoranti, a Pian Muné e all’ar­rivo della seggiovia, sono di solito aperti dal venerdì al lunedì e restano chiusi dal martedì al giovedì (per informazioni tel. 328 6925406, www.pianmune.it, facebook.com/PianMune, twitter.com/PianMune).
Si possono noleggiare ciaspole e attrezzatura da discesa, snow board e scialpinismo presso Isaia Sport, nel negozio di Paesana e nel locale a Pian Muné.
Per le escursioni in zona è utile la Carta Fraternali n. 10, Valle Po-Monviso in scala 1:25.000.

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