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PleinAir | Viaggio

Castellana Grotte (BA) - Puglia, Italia

La notte delle fanove

Emilio Dati | PleinAir 534

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Due fanove iniziano a bruciare in Largo Portagrande, con la chiesa di San Giuseppe sullo sfondo

4 gennaio 2018

La presenza di un affascinante complesso ipogeo è un’ottima ragione per visitare Castellana Grotte, ma non è l’unica. Ogni anno l’11 gennaio ardono grandi falò per commemorare la miracolosa fine di una terribile pestilenza: ed è una festa che coinvolge l’intera popolazione.

Da tempi immemori ai margini dell’abitato di Castel­lana Grotte si sapeva dell’esistenza di un baratro, ben conosciuto dalla popolazione e usato come discarica. Ma fu solo agli inizi del 1938 che il naturalista e speleologo Franco Anelli decise di calarsi in questa voragine profonda sessanta metri e scoprì quello che sarebbe divenuto uno dei più famosi complessi carsici al mondo. Oggi la visita è facilitata da ascensori e da un percorso protetto e illuminato che, in un continuo susseguirsi di stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate, conduce fino alla splendida Grotta Bianca.

Il rito della Diana

Questa magica terra annovera un evento altrettanto suggestivo che affonda le sue origini all’anno 1691, quando i territori confinanti furono colpiti dal flagello della peste bubbonica. Al primo accenno di contagio nel tessuto urbano la cittadinanza invocò la Ma­donna della Vetrana affinché intercedesse in suo favore. La scelta della Vergine non fu casuale, poiché alcuni ammalati erano guariti dopo essersi cosparsi il corpo con l’olio della lampada che ardeva dinanzi al simulacro mariano. Dopo lo scampato pericolo si decise di alimentare perennemente quella lampada e onorare ogni anno la Madonna con una processione, mentre in ogni angolo del paese si innalza­vano pire per bruciare tutto ciò che era stato in contatto con il morbo.

Oggi l’evento miracoloso viene rievocato nella prima decade di gennaio con due momenti chiave: la questua dell’olio e l’accensione dei fuochi. Tutto ha inizio quando un lungo serpentone di fedeli, partiti da Piazza Nicola e Costa e accompagnati dalla banda musicale, raggiunge i vari frantoi sparsi sul territorio per chiedere in dono olio con il quale alimentare la lampada votiva: è il rito della Diana, durante il quale i titolari dei frantoi accolgono i questuanti anche con beni di conforto.

Il mattino del giorno di festa può essere dedicato alla scoperta della città iniziando proprio da Piazza Nicola e Costa dove si trova la chiesa di San Francesco d’Assisi con i suoi altari barocchi, affiancata dalla Torre dell’Oro­logio e dall’ex edificio conventuale, oggi sede comunale. Affacciandosi all’interno del Palazzo di Città si possono ammirare l’antico chiostro e la bella scalinata che conduce al piano superiore, dove la pinacoteca comunale accoglie l’esposizione permanente del pittore castellanese Sergio Niccolò De Bellis.

In Largo San Leone Magno, in pieno centro storico, sorgono la chiesa matrice dal portale settecentesco in pietra e poco più avanti il vecchio municipio, ovvero l’abitazione del governatore con il loggiato affacciato su Largo della Curia Baronale. Da qui superando Porta Grande – uno degli antichi accessi alla città – si raggiunge un’altra grande piazza chiusa sullo sfondo dal prospetto della chiesa di San Giuseppe.

Per quanti volessero esplorare le campagne nei dintorni diviene irrinunciabile la visita alla chiesa di San Nicola di Genna, distante dalla città un paio di chilometri. La piccola cappella di campagna è circondata da muretti a secco oltre i quali è possibile distinguere un piccolo trullo e un’antica abitazione utilizzata in passato come neviera.

Seguendo invece dal centro città le indicazioni per Fa­sano, si raggiunge il seicentesco santuario della Madonna della Vetrana, annunciato dalla cupola rivestita con mat­tonelle policrome. Al suo interno ormai da più di trecento anni arde sempre una fiammella votiva immersa nell’olio, dinanzi al simulacro della Madonna.

Cento roghi per una notte

Durante il girovagare nelle campagne può capitare di trovarsi di fronte a una piramide di legna accatastata dai fanovisti intenti a sistemare gli ultimi tralci, e di essere invitati a degustare focacce, friselle, dolci e un bicchiere di buon vino rosso.

Il numero complessivo delle fanove in questi ultimi anni si è attestato su una media di cento pire allestite tra campagna e città: ogni falò partecipa a una competizione nella quale una giuria di professionisti assegna un premio secondo criteri basati sulla forma, la consistenza e l’altezza (a volte superiore ai dieci metri) delle opere in gara.

Alle 19, dopo la funzione religiosa tenutasi nel santuario della Madonna della Vetrana, si procede all’accensione del falò posto accanto al sagrato; da questa prima pira si prelevano le fiaccole che illumineranno il cammino verso la città dove, con l’accompagnamento della banda musicale, saranno progres­sivamente accese tutte le cataste incontrate lungo il percorso.

Ogni accensione è accompagnata da grida di entusiasmo e gioia che troveranno il loro apice allorquando saranno date al fuoco le fanove più alte allestite nella piazza dinanzi alla chiesa di San Francesco: al contrario delle più piccole, esse arderanno anche per diversi giorni.

In pratica

DOVE SOSTARE

Agriturismo Monte del Vento (SP 202 per Alberobello, tel. 333 4783433 o 360 511012, montedelvento@gmail.com annuale). Dispone di cinque piazzole fornite di servizi.
B&B Villa Angela (Strada Comunale Vecchia Conversano 14, tel. 080 4967421 o 320 8561127, www.villa-angela.org).

EVENTI

Nella notte tra il 7 e 8 gennaio avrà luogo Diana, ovvero la fiacco­lata notturna con la raccolta di olio dai frantoi. L’accensione delle fanove avrà inizio la sera dell’11 gennaio.

COSA VISITARE

Grotte di Castellana (Numero Ver­de 800-213976, tel. 080 4998211, www.grottedicastellana.it). Situate a circa un chilometro e mezzo dal cen­tro cittadino, possono essere visitate con un itinerario di circa cinquanta minuti al costo di 10 euro a persona (ingresso ogni ora dalle 8.30 alle 19 in alta stagione e dalle 10 alle 12 in bassa stagione). La visita alla Grotta Bianca dura circa due ore e costa 15 euro a persona (ingresso ogni ora dal­le 9 alle 18 in alta stagione e dalle 10 alle 12 in bassa stagione).

INDIRIZZI UTILI

Comune di Castellana Grotte, Via Marconi 9, tel. 080 4900111, www.comune.castellanagrotte.ba.it.

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