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PleinAir | Viaggio

Montefortino Fermo - Marche, Italia

Burroni d’Italia/2 – Fior di Forra


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20 dicembre 2003

ACQUACHETA
Comprese nel Parco Nazionale del Crinale Romagnolo, le Gole dell’Acquacheta sono tra le più spettacolari d’Italia, con numerosissimi giochi d’acqua e una grandiosa cascata (130 metri di salto), citata nella Divina Commedia (Inferno, canto XVI). L’acqua, limpidissima e pulita, corre su rocce sedimentarie mioceniche (15-7 milioni di anni fa) dalla tipica consistenza granulosa, formate dal continuo alternarsi di marne e arenarie, con inserti di argilla; gli strati si presentano inclinati, a causa della forte azione orogenetica. Questa conformazione geologica ha portato alla formazione di uno spettacolare letto fluviale a scalini. Lungo il percorso si possono vedere anche i resti di antichi mulini. Il sentiero, ben segnalato, parte da San Benedetto in Alpe e non presenta particolari difficoltà. Tempo: circa 2 ore a/r.
Centro Visite Parco del Crinale a San Benedetto in Alpe, tel. 0543/955286.
Campeggio “Acquacheta”, tel. 0543/965245 a San Benedetto.

INFERNACCIO
Le Gole dell’Infernaccio fanno parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un territorio particolarmente ricco di gole e cascate. Si raggiungono da Montefortino per una strada che termina in un ampio piazzale sterrato. Da qui parte il sentiero che penetra nelle gole; queste, scavate dal fiume Tenna tra le pareti rocciose dei Monti Priora e Sibilla, si presentano strette (in alcuni punti non piu’ di 5-6 metri) e selvagge, circondate da pareti a picco su cui vegeta un ricco bosco misto, che più in alto si apre in una bellissima faggeta. Un fenomeno davvero singolare è costituito dalle cosiddette “pisciarelle”: un forte stillicidio d’acqua che piove dall’alto. L’escursione fino al solitario Eremo di San Leonardo, abitato da un monaco, richiede 4-5 ore a/r (vedi PleinAir n. 314).
Pro Loco Montefortino, tel. 0736/859101.
Campeggio “Montespino”, sulla strada per Montemonaco, tel. 0736/859238.

RIO GARRAFO
Le gole scavate dal Rio Garrafo, nel Parco Nazionale della Laga-Gran Sasso, sono un po’ scomode da percorrere ma anche estremamente spettacolari. Le si raggiunge da Acquasanta Terme, deviando per Matera su una stradina stretta e tortuosa che termina in uno slargo nei pressi di una casa. Qui parte il sentiero, dapprima poco evidente, poi sempre più marcato. Le alte pareti impediscono ai raggi solari di raggiungere il fondo della gola, dove cresce una vegetazione fittissima di muschi, felci e licheni. Durante il periodo di piena la gola diventa difficilmente praticabile, dato che in molti punti occorre camminare nel letto del torrente.
Ufficio Informazioni Turistiche di Acquasanta Terme, tel. 0736/801291.

VALLE DELL’ORFENTO
La Maiella, montagna-madre d’Abruzzo, è solcata da profondi e selvaggi valloni calcarei, tra i più lunghi d’Italia. Quello dell’Orfento è percorso da un comodo sentiero attrezzato che da Caramanico Terme (partenza dal ponte stradale all’ingresso del paese, ma occorre richiedere l’autorizzazione alla locale sede del Parco, dove sono disponibili anche le carte) arriva sino in vetta al Monte Amaro (2793 metri, seconda vetta dell’Appennino). Purtroppo il primo tratto di percorso è spesso intasato dai visitatori, che si fanno però via via più radi, per sparire quasi del tutto quando si superano le 7/8 ore di cammino (e per arrivare in vetta possono occorrerne assai di più). Nel fiume sono frequentissime le trote, nonché diversi anfibi e insetti, mentre i boschi tutt’intorno sono ricchi di flora e fauna rara (compreso il cervo, recentemente reintrodotto, e il lupo).
Comando Stazione Forestale-Centro Visite di Caramanico Terme, tel. 085/922084.
Area campeggio libero in località San Nicolao;
Agricampeggio in località San Vittorino a Sant’Eufemia a Maiella.

GOLE DELL’INFERNO
La catena dei Monti Ernici divide il Lazio dall’Abruzzo con una serie di vette e creste spesso al di sopra dei 2000 metri di quota. La stretta e selvaggia Gola dell’Inferno, lunga 18 chilometri, separa le cime più occidentali dalla “sottocatena” orientale che digrada verso le cime del Parco Nazionale d’Abruzzo. A differenza delle gole sin qui citate, non gode di nessuna particolare forma di protezione, sebbene da anni si parli di un Parco Regionale degli Ernici. La zona si raggiunge da Trisulti (splendida la Certosa) scendendo verso valle sulla strada che porta a Prato di Campoli. Nel punto più basso, nei pressi di una serie di impianti dell’acquedotto, una scaletta metallica sulla sinistra scavalca una recinzione ed immette sul sentiero, a tratti interrotto da brevi passaggi su roccia dove si presterà maggiormente attenzione. Il tempo di percorrenza si aggira sulle 4/5 ore a/r.
Pro Loco di Collepardo, tel. 0775/47047-47023.
Campeggio “Monti Ernici”, tel. 0775/47189-47262.

GOLE DEL LAZIO ETRUSCO
Il territorio del Lazio settentrionale è in gran parte costituito da rocce vulcaniche (soprattutto tufo), dove i corsi d’acqua hanno scavato frequenti forre dalle pareti subverticali caratterizzate da una straordinaria umidità, della quale gli etruschi approfittarono per realizzarvi le proprie necropoli, e ciò aggiunge all’interesse ambientale quello storico-archeologico. Le forre, numerosissime, sono in parte protette da parchi, in parte ancora in balia di speculatori e vandali.
Ve ne segnaliamo alcune particolarmente interessanti e inusuali. La prima è la Gola del Rio Maggiore, nel territorio di Civita Castellana, facilmente raggiungibile dalla S.S. 216 Nepesina; a circa 6 chilometri fuori da Civita Castellana (direzione Nepi), quasi di fronte a un boschetto di pini, si noterà sulla destra una stradina sterrata con l’indicazione “Via Amerina”. Si parcheggia e si prosegue a piedi. Il sentiero piega a sinistra e conduce a numerosissimi resti etruschi e romani appartenenti all’antica Via Amerina (si traversa anche un ponte appena restaurato). A un certo punto il sentiero scende sino al Rio Maggiore (traversabile mediante una passerella). Qui si piega a destra e si costeggia il torrente in un ambiente verdissimo e tranquillo. Tempo di percorrenza 3 ore a/r. Da Calcata, splendido borgo ancorato a uno sperone tufaceo, si può invece arrivare alle sottostanti Gole del Treja, nell’omonimo Parco Naturale. La segnaletica aiuta a non sbagliare. Da Castel Giuliano, raggiungibile dalla Braccianense, si possono infine visitare le Gole del Fosso della Mola, caratterizzate da alte cascate. Occorre seguire la stradina in discesa sulla destra del castello e quindi le tracce che penetrano nel letto del torrentello di fondovalle (un “diverticolo” del corso principale). La mancanza di una segnaletica efficace costringe ad andare un po’ a senso, ma superate le prime incertezze il percorso si fa più evidente. Diverse sterrate consentono di scendere alla base della cascata maggiore, e dunque di proseguire direttamente lungo le rive, coperte da una folta vegetazione. Tempo richiesto 4 ore circa a/r.

Campeggi. Diversi a Bracciano, a breve distanza da Castel Giuliano; intorno a Civita Castellana sono numerosi i punti idonei al campeggio libero. PleinAir 315 – ottobre 1998

In pratica

L'attività escursionistica nelle forre ha registrato negli ultimi anni una forte crescita, dovuta al diffondersi della pratica del torrentismo. Sfortunatamente, la relativa facilità d'approccio quasi sempre individuale e l'ignoranza delle più elementari norme di sicurezza hanno portato a un'impennata del numero degli incidenti, purtroppo anche mortali, dovuti all'inesperienza o all'improvvisazione. Importante è dunque informarsi e prevenire.
In fatto di prevenzione, l'abbigliamento riveste un ruolo importantissimo, trattandosi di un ambiente caratterizzato spesso dalla presenza d'acqua. Il problema principale è l'ipotermia, cioè la perdita di calore corporeo, che può essere ridotta con capi adatti al tipo di escursione e di percorso. Nelle gole abbastanza asciutte o nei periodi estivi, a scarso regime idrico, basterà equipaggiarsi con scarponcini da trekking leggero (mai stivali) e abbigliamento adeguato, curando di portarsi un ricambio. Si ricorda che le gole di montagna non vanno mai affrontate dopo nevicate recenti.
Per le gole interessate da torrenti, cascate e grossi apporti d'acqua, è indispensabile una muta in neoprene (utile specialmente in inverno), che limiterà gli sbalzi termici, ammortizzerà gli urti contro la roccia e garantirà una sufficiente galleggiabilità. Il casco è d'obbligo in tutti i casi.
L'uso di attrezzi, corde e discensori è destinato a persone esperte o comunque guidate.
E' importantissimo, in caso di incidente, posizionare il ferito in luogo asciutto e riparato, mantenendolo al caldo. L'allarme va dato da almeno due persone, possibilmente conoscitori del percorso. Il ferito non dovrebbe essere mai lasciato solo.
Raggiunto il posto telefonico allertare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico; rimanere a disposizione per eventuali altre informazioni, e comunque non allontanarsi mai dal posto telefonico.

Promemoria
Non affrontare percorsi in solitario
non fidarsi di corde o ancoraggi preesistenti lungo il percorso
non scendere i salti senza verificare che la corda arrivi sul fondo
non salire su di una corda che sfrega la roccia
non scendere una gola senza casco
non scendere una gola senza un adeguato abbigliamento
ove possibile, consultare una guida descrittiva del percorso
informare sul percorso che si intende effettuare
non saltare nelle vasche di cui non si veda il fondo (rami, massi. rottami e così via)
non entrare nelle vasche senza corde di sicura
non entrare nelle vasche con zaini pesanti in spalla
non scendere sotto cascata
non entrare in una forra con tempo incerto
entrare sempre provvisti di una luce d'emergenza

Mappa


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