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PleinAir | Viaggio

Domusnovas Carbonia-Iglesias - Sardegna, Italia

Burroni d’Italia/1 – Mal di gola


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20 dicembre 2003

Le proposte di questo speciale riguardano ambienti di gole e forre dell’Appennino, spaziando dall’Emilia Romagna alla Calabria. Abbiamo scelto destinazioni poco “turistiche”, ma tranne poche eccezioni accessibili anche a chi è privo di attrezzature professionali (mute, corde, imbragature). Abbiamo volutamente tralasciato mete più classiche e conosciute, il cui fascino sovente ha ceduto il passo a scale, passerelle e piattaforme di cemento, a favore di gole ancora integre e non sottoposte ad alcun adattamento. E’ pur vero che simili attrezzature rendono visitabili a una più vasta fascia di persone ambienti naturali altrimenti inaccessibili. Ma il dilemma su quale sia la forma di gestione ambientale più corretta (attrezzare per rendere fruibile a chiunque, o preservare il luogo così com’è) rimane aperto. Vediamo per riflettere meglio alcuni diversi esempi di “addomesticamento” dell’ambiente della gola.
La Gorge du Trient, nella svizzera Valle del Rodano, a due passi da Martigny, è stata attrezzata con una comoda passerella che la percorre tutta ad alcuni metri d’altezza. La prima impressione è che l’impatto ambientale sia minimo: la passerella, in legno (anziché in ferro o cemento), è fissata direttamente nella parete, senza interferire con il torrente sottostante. L’unico impatto negativo, se c’è, è quindi puramente estetico. Viene tuttavia il sospetto che la gola sarebbe stata ugualmente percorribile, visto che la portata d’acqua è modesta e il fondo abbastanza accessibile. In questo modo l’ambiente avrebbe mantenuto la sua estetica originaria.
Un salto in Sicilia, sulle pendici dell’Etna, ci permette di sperimentare questa alternativa. Le gole dell’Alcantara sono state scavate dal fiume in spettacolari pareti di basalto, che mantengono tuttora la loro struttura colonnare. Anche qui la gola è stata in qualche modo attrezzata, nel senso che un comodo ascensore porta i visitatori fino a una spiaggetta sassosa, dove si possono noleggiare un paio di stivaloni alti per tentare l’avventura. Per un po’ si va, ma poi la gola diventa stretta e l’acqua di conseguenza sale, con piscine che superano il metro di profondità. Il risultato è che gli stivali non bastano più e bisogna tornare indietro. L’alternativa è proseguire nuotando in un’acqua decisamente gelida. Le gole dell’Alcantara non sono state deturpate in nessun modo, ma questo le rende visibili solo con una certa difficoltà. Difficile, tuttavia, immaginare una passerella che tagli di traverso le pareti scure, divise in colonne come tante canne d’organo: forse, il disagio di un bagno è un prezzo giusto da pagare.
A due passi da Riva del Garda, la Cascata del Varone altro non è che una profonda gola scavata nella pietra dalla furia dell’acqua. Troppo forte la corrente per pensare di risalirla, la comoda passerella in cemento e metallo sembra proprio l’unica soluzione possibile. Tra l’altro non interferisce con la cascata e ne permette la vista con una certa discrezione. Ci vuole un impermeabile, ma lo spettacolo vale la visita.
Se la passerella sembra non avere alternative, c’è tuttavia una nota stonata: l’uso eccessivo di luci d’atmosfera, che oltretutto favoriscono la crescita di muschi su pareti che, in origine, erano spoglie e levigate.
La gola più famosa della Sardegna, Su Gorruppu, è quanto di più irraggiungibile ci sia per chi possiede un camper. Da Dorgali c’è solo uno sterrato di parecchi chilometri adatto a un fuoristrada, che costeggia il Flumineddu. In alternativa, un sentiero trekking raggiunge la gola dalla strada che porta ad Arbatax. In entrambi i casi, ci si chiede se non sarebbe preferibile rendere Su Gorruppu maggiormente accessibile, asfaltando almeno la strada che la raggiunge, senza toccare in alcun modo la gola stessa. Basta avere dei bambini piccoli (o poco allenamento) per essere tagliati fuori da tanta bellezza.
In totale contrasto, sempre la Sardegna offre la grotta più accessibile del mondo: la Grotta di San Giovanni, nell’Iglesiente, a pochi chilometri da Domusnovas, scavata dal fiume in modo talmente efficace da essere visitabile anche… con il camper. Una comoda strada la attraversa, fra stalattiti di grandi dimensioni. I mansardati devono solo fare un po’ di attenzione in curva, per via di alcune rocce sporgenti. La visita è comoda come più non si può, ma l’estetica della grotta è molto compromessa.

PleinAir 315 – ottobre 1998

In pratica

L'attività escursionistica nelle forre ha registrato negli ultimi anni una forte crescita, dovuta al diffondersi della pratica del torrentismo. Sfortunatamente, la relativa facilità d'approccio quasi sempre individuale e l'ignoranza delle più elementari norme di sicurezza hanno portato a un'impennata del numero degli incidenti, purtroppo anche mortali, dovuti all'inesperienza o all'improvvisazione. Importante è dunque informarsi e prevenire.
In fatto di prevenzione, l'abbigliamento riveste un ruolo importantissimo, trattandosi di un ambiente caratterizzato spesso dalla presenza d'acqua. Il problema principale è l'ipotermia, cioè la perdita di calore corporeo, che può essere ridotta con capi adatti al tipo di escursione e di percorso. Nelle gole abbastanza asciutte o nei periodi estivi, a scarso regime idrico, basterà equipaggiarsi con scarponcini da trekking leggero (mai stivali) e abbigliamento adeguato, curando di portarsi un ricambio. Si ricorda che le gole di montagna non vanno mai affrontate dopo nevicate recenti.
Per le gole interessate da torrenti, cascate e grossi apporti d'acqua, è indispensabile una muta in neoprene (utile specialmente in inverno), che limiterà gli sbalzi termici, ammortizzerà gli urti contro la roccia e garantirà una sufficiente galleggiabilità. Il casco è d'obbligo in tutti i casi.
L'uso di attrezzi, corde e discensori è destinato a persone esperte o comunque guidate.
E' importantissimo, in caso di incidente, posizionare il ferito in luogo asciutto e riparato, mantenendolo al caldo. L'allarme va dato da almeno due persone, possibilmente conoscitori del percorso. Il ferito non dovrebbe essere mai lasciato solo.
Raggiunto il posto telefonico allertare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico; rimanere a disposizione per eventuali altre informazioni, e comunque non allontanarsi mai dal posto telefonico.

Promemoria
· Non affrontare percorsi in solitario
· non fidarsi di corde o ancoraggi preesistenti lungo il percorso
· non scendere i salti senza verificare che la corda arrivi sul fondo
· non salire su di una corda che sfrega la roccia
· non scendere una gola senza casco
· non scendere una gola senza un adeguato abbigliamento
· ove possibile, consultare una guida descrittiva del percorso
· informare sul percorso che si intende effettuare
· non saltare nelle vasche di cui non si veda il fondo (rami, massi. rottami e così via)
· non entrare nelle vasche senza corde di sicura
· non entrare nelle vasche con zaini pesanti in spalla
· non scendere sotto cascata
· non entrare in una forra con tempo incerto
· entrare sempre provvisti di una luce d'emergenza

Mappa


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