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PleinAir | Viaggio

Mykonos, Grecia

Bellezza a tempo determinato

Testo di Jacopo Formaioni • Foto di Patrizio Del Duca | Pleinair 538

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Fuori stagione la spiaggia di Paraga si fa apprezzare ancor meglio per la sabbia chiara e il colore del mare,

13 maggio 2018

La bassa stagione offre l’unica possibilità di visitare un’isola come Mykonos, la cui bellezza d’estate soffre lo smodato afflusso turistico e la quantità eccessiva di attrattive che non hanno nulla a che vedere con la tipicità. Un altro vantaggio dello stile pleinair: cercare i luoghi, e scoprirne anche i tempi adatti per fruirne.

All’ombra della celebre isola di Delos, Mykonos è sempre stata un po’ trascurata dai grandi eventi storici. Fatta eccezione per le sue origini, intrise del più genuino mythos greco: vuole infatti la leggenda che l’isola sia formata dai corpi dei Titani sconfitti da Ercole in una delle sue dodici fatiche, gettati in mare e poi pietrificati. Origini di tutto rispetto, che hanno trovato un qualche riscatto nello scorso secolo quando è divenuta meta del turismo di lusso e sinonimo di eccesso e divertimento. Riscatto o condanna? La vita notturna e le feste no-stop in spiaggia e nei locali l’hanno resa un luogo amato da molti, ma da evitare per altri. Questa è la storia della Mykonos ormai tradizionalmente conosciuta; esiste invece un’altra isola nell’isola, con spiagge deserte e rilassanti, dove andare a riscoprire le origini del mito. Quest’isola, come per magia, appare da ottobre a maggio, sparendo di nuovo nella stagione estiva, rapita e sommersa dalle orde di turisti che ballano sulle spalle di quei giganti di pietra.

La “leggenda” di quest’isola nascosta comincia su un traghetto in balia dell’umore di Poseidone. Da queste parti è bene non fare arrabbiare il dio del mare che, se benevolente, concede un viaggio rilassante. E così, verso la fine di una tranquilla traversata, cominciamo a scorgere Delos, che con la sua aurea di sacralità e misticismo sembra quasi invitarci a esplorare l’altra faccia dell’isola degli eccessi per scoprirne il suo lato più intimo e naturalistico. Mykonos è pronta ad accoglierci, ma va detto che il sito archeologico di Delos, il luogo natio di Apollo, dista solo quaranta minuti di caicco (battello leggero a remi) dal porto della nostra meta.

Il cuore pulsante dell’isola è Chora, che accoglie chi arriva via mare e via aerea. La città si sviluppa attorno all’antico porto, oggi diviso fra l’attracco dei traghetti e la struttura turistica, dove si trova una chiesa ricca d’icone. Il vicino mercato del pesce offre le prelibatezze dell’Egeo di cui si riforniscono locali e ristoranti dove è possibile assaporare anche piatti autentici della cucina greca ammirando le barche dei pescatori. Tra le banchine è facile incontrare una delle attrazioni locali: il pellicano Petros è abituato alla convivenza con le persone e disponibile a mettersi in posa per le foto. Tutto questo è solo un assaggio della città, che offre un groviglio di vicoletti colorati di buganvillea e d’altre piante fiorite dove passeggiare per scoprire i musei e le chiese da visitare.

Il cuore della città è chiuso al traffico durante la maggior parte del giorno: la mattina presto, quando la maggior parte delle persone sono sulle spiagge o ancora a letto, Chora può essere percorsa tutta a piedi abbastanza agevolmente tra gli onnipresenti bar, ristoranti e negozi. Tappa obbligata in città è la chiesa di Panagia Paraportiani il cui complesso, superbo esempio d’architettura delle Cicladi, è riconosciuto come monumento nazionale: si compone su due livelli e presenta elementi di altre cinque costruzioni precedenti, in un’armonia delle forme e di giochi di luce davvero sorprendente. Nella sola Chora ci sono più di sessanta edifici sacri, mentre l’intera isola ne conta quasi quattrocento tra chiese e cappelle: sicuramente da vedere sono la cattedrale di Odos Mitropoleos e la Panagia Rodariou, l’unica chiesa cattolica dell’isola che custodisce un’importante icona.

Sulla collina del vecchio castello veneziano, il Kastro, si trovano invece i famosi mulini a vento bianchi le cui sagome sono riconoscibili da quasi ogni punto dell’isola. Per quasi quattrocento anni questi fabbricati del XVI secolo sono stati parte integrante dell’economia locale. Alimentati dai forti venti che interessano l’isola, i mulini macinavano grano che veniva trasportato in tutto il mondo. Oggi ne rimangono sette dei sedici attivi un tempo; diversi sono stati restaurati e uno, Boni, è anche sede di un museo. Dalla collina si gode una magnifica veduta del quartiere sul mare detto Piccola Venezia, un’altra delle icone di Mykonos, case dai colori vivaci che costeggiano il lungomare. Sembrano sporgersi sul mare creando un’atmosfera magica in cui ci si può immergere sostando nei locali alla moda che vi si trovano, come il Caprice o il Galleraki Cocktail Bar.

Chora ha anche un museo archeologico, situato tra il porto e la città, che custodisce una bella collezione di sculture, vasi e reperti provenienti dalle isole di Delos e Rheneia. Tra i pezzi più importanti troviamo un pithos (le giare utilizzate per conservare alimenti) decorato con scene della guerra di Troia.

Una visita dell’isola di Mykonos non si può dire completa senza far tappa ad Ano Mera: il villaggio ospita l’emozionante monastero di Panagia Tourliani, ricco di opere d’arte tra cui spiccano l’affresco settecentesco del Cristo Pantocratore nella cupola, la Dormitio Virginis e la Crocefissione. Non molto lontano, a sud est, si trovano invece i resti del più antico monastero di Paleokastro, oggi uno dei luoghi più verdi dell’isola.

Brullo è invece il terreno attorno al faro di Armenistis, a nord dell’isola. Si trova su una roccia alla fine di una strada sterrata, davvero scomodo da raggiungere e ridotto in rovina, ma da lassù si può forse godere uno dei tramonti più belli di tutte le Cicladi.

Protette dai venti, le spiagge di Mykonos affacciano su un mare che da queste parti è trasparente; la sabbia dorata è l’ideale per sonnecchiare un po’ e rilassarsi cercando di udire da lontano il canto delle sirene.

La maggior parte delle spiagge più frequentate dell’isola è concentrata nella parte meridionale, come quelle di Paradise e Super Paradise, famose per i beach party e la musica ad alto volume. Ma proseguendo verso est si trova prima la spiaggia di Agrari, con un paio di bar in cui rinfrescarsi con qualche bevanda ghiacciata, poi quella bellissima di Elia, dove la luce si riflette in modo particolare specialmente verso sera. Ancora più avanti s’incontra la spiaggia bianca di Kalafatis, situata in un piccolo golfo di mare turchese richiuso su sé stesso: quasi interamente libera, non è molto frequentata e offre una piacevole sensazione di contatto con la natura. Agios Ioannis si trova dall’altra parte dell’isola, lungo la costa occidentale. Vi si apprezza una delle migliori vedute di tutta Mykonos, perché si affaccia sull’isola di Delos che incornicia e chiude la visuale; Kapari, che mantiene il suo fascino selvaggio, è una spiaggia non grande ma molto affascinante, raggiungibile a piedi attraverso un breve sentiero scosceso. Ma la striscia di sabbia che proprio non dovete mancare è Agios Sostis: incontaminata e tranquilla, è il luogo ideale per ammirare l’alba e passare una giornata al sole riparati dal vento. Poco sopra c’è anche una piccola taverna a picco sul mare dove rifocillarvi e gustare piatti tipici. E ancora potrete stendervi sulle sabbie di Ornos e Kalo Livadi o immergervi nelle acque di Agios Stefanos e Plati Yalos, passando intere giornate spersi come Ulisse, sperando intimamente di non far più ritorno alla vostra Itaca. Rapiti, magari, dalle sirene.

 

Sull’isola di Syros

Per tanti, Syros è Ermoupoli, città principale e capoluogo dell’arcipelago. Ci si viene per aggiustare una macchina o registrare una targa, per l’università, per l’ospedale, per questioni amministrative… Ermoupoli attira isolani da tutte le altre Cicladi e gioca il ruolo di una piccola capitale. Qui c’è la quotidianità greca, e al resto pensano la storia e l’architettura: la posizione è magnifica, scolpita tra due alte colline che si guardano da lontano e si schiacciano sul porto. Due colline che sono i nuclei storici della città, il quartiere cattolico e quello ortodosso. La ciliegina sulla torta sono le due cattedrali che dominano e guidano le vite degli abitanti. Oggi la religione non fa più differenze: tutto si mescola in una cittadina di oltre tredicimila abitanti fatta di salite e stradine strette collegate tra loro da scalinate. Da entrambe le colline si approfitta di una magnifica veduta che tocca le isole vicine – Tinos, Mykonos, Paros, le altre Cicladi – mentre Syros sembra restare ferma in mezzo al cerchio dell’orizzonte.

Basta una giornata per la visita, considerato che la parte settentrionale è poco accessibile tranne che ai pastori e al silenzio. Qui la maggioranza dei turisti è greca e non si corre il rischio di sentirsi in una trappola turistica come altrove può capitare. Kini è il posto più gradevole: con un mezzo a disposizione, questa è anche la località migliore per fare base e rilassarsi in riva al mare. Le altre mete dove trovare belle spiagge sono Galissas, brulla ma con un bel limoneto da cui ammirare comodamente il tramonto; Finikas, cresciuta al retro della spiaggia, dove ammirare le splendide ville di fine secolo della zona di Delagratsia; il villaggio di pescatori di Posidonia, oltre il quale spiagge piacevoli – alcune di sabbia, altre di ciottoli – si alternano fino ad arrivare alla bellissima baia di Vari e al bel lungomare di Azolimnos.

 

In pratica

QUANDO ANDARE
Il clima di Mykonos è tipicamente mediterraneo, con estati che vanno da maggio a ottobre. Il periodo migliore per visitare Mykonos è sicuramente la bassa stagione, che comprende i mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre.

COME ANDARE
Non esistono collegamenti diretti via mare tra l’Italia e le isole Cicladi, raggiungibili in camper solo imbarcandosi al porto di Atene, il Pireo, e a quello di Rafina, sulla costa orientale greca. Non solo in alta stagione è opportuno prenotare per tempo il proprio biglietto: per farlo si vedano portali generalisti (come www.go-ferry.com, www.isferry.com, www.directferries.it, www.aferry.it) o direttamente i siti di compagnie di navigazione quali Blue Star (www.bluestarferries.com), Hellenic Seaways (hellenicseaways.gr) e Seajets (www.seajets.gr).

MUOVERSI SULL’ISOLA
La maggior parte delle spiagge è servita da una linea di autobus che le collega al centro cittadino, la Chora; in alternativa non mancano le possibilità di noleggio di biciclette, scooter, auto e quad, per spostarsi in tutta libertà e raggiungere anche i luoghi più remoti.

DOVE SOSTARE
Mykonos dispone di due campeggi situati a poca distanza tra loro sulla costa meridionale. Il camping Paradise (tel. 0030/22890/22852 o 0030/22890/22129, www.paradisemykonos.com, reception@paradisemykonos.com) si estende su un’ampia superficie dell’omonimo Beach Resort. Il terreno del campeggio è in perfetto stato ed è dotato di tutti i servizi necessari per camper e caravan (inclusi carico e scarico delle acque ed allaccio elettrico); non mancano zone riservate per chi viaggia in tenda, docce, bagni, minimarket, lavanderia e cassette di sicurezza.
Il Paraga Beach Hostel and Camping (tel. 0030/22890/25915, mycamp.gr, info@mycamp.gr) è situato sulla spiaggia da cui prende il nome, che si trova a soli quindici minuti dalla città dove un regolare servizio di bus conduce comodamente sin dalle prime ore del giorno. Si tratta di un campeggio di recente realizzazione, che offre strutture particolarmente moderne e pulite.

INFORMAZIONI UTILI
Il sito internet ufficiale della municipalità locale (www.mykonos.gr, in inglese) fornisce numerose indicazioni pratiche su musei, chiese, aree archeologiche, strutture commerciali, numeri e indirizzi d’interesse turistico; dalla colonna di sinistra si può scaricare un piccolo ma ben realizzato e-book – anche in lingua italiana – che riassume notizie storiche e attrattive d’ogni genere per i visitatori, oltre a sintetizzare nella pagina finale tutti i numeri utili per chi si trova sull’isola.

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