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MANGIARE SECONDO NATURA

Le uova per i bimbi sani e intelligenti

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20180103-mangiare-secondo-natura-uova-bambini3 gennaio 2018

Acidi grassi essenziali, proteine, colina, vitamina A, vitamina B12, selenio… Sono solo alcuni dei più preziosi tra i tanti nutrienti contenuti nell’uovo. Eppure, nei decenni scorsi, il consumo di questo alimento è stato tutt’altro che incoraggiato e solo ultimamente assistiamo a quella che potremmo definire una vera e propria ‘riabilitazione’ dell’uovo.  “Il suo potenziale nutritivo deve essere ancora pienamente riconosciuto in molte realtà del mondo povere di risorse”, afferma Lora Iannotti. Questa scienziata della Washington University in St. Louis è coautrice di uno studio di recente pubblicazione che ha provato a mettere in correlazione il consumo di uova in età molto precoce e lo sviluppo e la crescita dei bambini. Con risultati abbastanza sorprendenti. Almeno per le nostre generazioni che si sono sentite raccomandare per anni di limitare il consumo di uova “perché fanno aumentare il colesterolo”. Un po’ meno stupite, forse, saranno le nostre nonne che praticavano la saggia abitudine di dare un ovetto fresco al giorno ai bambini “per farli crescere meglio”. Come spesso accade nel campo della medicina e della nutrizione alla scienza non resta che confermare grandi saperi popolari che hanno contribuito nel tempo all’evoluzione della specie.

 

STUDIO: UN UOVO AL GIORNO GIÀ IN TENERA ETÀ

Lo studio in questione è stato condotto in Equador nel 2015. A 80 bambini di età compresa tra i sei e i nove mesi di vita scelti casualmente è stato somministrato un uovo al giorno, per sei mesi consecutivi, a fronte di un gruppo di controllo composto da altrettanti bambini i quali, invece, non hanno consumato uova se non in modo sporadico. Ogni settimana i ricercatori visitavano le famiglie sia per accertare l’effettiva somministrazione delle uova ai piccoli, sia per verificare l’insorgenza di eventuali effetti collaterali, incluse intolleranze e allergie.

 

MILIONI DI BAMBINI CHE CRESCONO POCO

La scelta dell’Equador, paese a basso reddito, non è casuale: secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ben 155 milioni di bambini sotto i cinque anni crescono meno del dovuto e la malnutrizione è tra le prime cause di arresto della crescita infantile. Da qui l’esigenza dei paesi a reddito basso e medio di studiare strategie di contrasto alla malnutrizione concrete, facilmente attuabili e a costi sostenibili. L’uovo, nel suo piccolo, soddisfa queste esigenze perché alla sua economicità corrisponde una ricchezza in nutrienti che non ha nulla da invidiare ad altri cibi di origine animale. Anzi “l’uovo fornisce nutrienti in una sorta di “pacchetto completo o olistico”, come sottolinea la Dr.sa Iannotti, ovvero in una matrice o sistema colloidale che migliora l’assorbimento dei nutrienti e il loro utilizzo.

 

RISULTATI “SORPRENDENTI”

Dare l’uovo ai più piccoli ha assicurato loro i nutrienti necessari per un cervello più sano. Nel gruppo di bimbi che hanno iniziato a mangiare l’uovo a 6 mesi sono stati rilevati nel sangue livelli più alti di colina e di acido docosaesaenoico (DHA). La colina è un nutriente essenziale importantissimo per lo sviluppo dell’ippocampo, l’area del cervello coinvolta nell’apprendimento e nella memoria. Dagli studi sugli animali sappiamo che i topini che assumono abbondante colina con la dieta durante l’età embrionale e neonatale hanno un ippocampo più sviluppato (con un numero maggiore di neuroni, di maggior volume e più interconnessi), e risultano più intelligenti superando meglio le diverse prove a cui i ricercatori li sottopongono per tutta la durata della vita. Il DHA, invece, è un acido grasso essenziale omega-3 abbondante nelle membrane delle cellule cerebrali: entrambe queste sostanze giocano un ruolo chiave nella formazione del cervello prima e nella sua protezione una volta adulti. Nel gruppo che aveva assunto un uovo al giorno il ritardo della crescita è risultato del 47% inferiore rispetto al gruppo di controllo nonostante un buon numero dei bambini appartenenti al primo gruppo risultasse troppo basso per la sua età all’inizio dello studio. Così, i piccoli che hanno mangiato uova hanno presentato alla fine dei sei mesi il 74% in meno di problemi di sottopeso, avendo anche ingerito molti meno cibi zuccherati. “Siamo stati sorpresi da quanto l’intervento si sia rivelato efficace e davvero importanti sono l’alta disponibilità e la facile accessibilità dell’uovo per le popolazioni particolarmente vulnerabili ed esposte al rischio di denutrizione”, ha sottolineato la Dr.sa Iannotti.

 

L’UOVO AI PIÙ PICCOLI: COME E QUANDO

In molte culture i genitori sono restii a introdurre l’uovo in tenera età perché considerato ad alto rischio di allergie e intolleranze. L’uovo è, invece, un buon complemento di nutrienti e può essere inserito come parte di una dieta varia in fase di divezzamento a partire dai 6 mesi di vita e sempre ben cotto per ridurre il rischio di infezioni. L’OMS raccomanda di allattare esclusivamente al seno i bambini nei primi sei mesi di vita. Dopodiché è fondamentale abituarli da subito a una dieta complementare al latte materno quanto più varia e completa: via libera non solo all’uovo, ma a tutta una serie di cibi altamente proteici quali legumi, cereali, pesce, carne e prodotti caseari. Lo stesso vale per la dieta della futura mamma che deve predisporsi a trasmettere al feto tutti i nutrienti dei quali necessita per crescere sano: alla luce di ciò che abbiamo appreso oggi pensiamo, ad esempio, a quanto fosse fondata la vecchia usanza delle donne cinesi di mangiare fino a 10 uova al giorno per avere bambini intelligenti.

 

FONTI

Eggs in Early Complementary Feeding and Child Growth: A Randomized Controlled Trial. Pediatrics. 2017 July.

Eggs Early in Complementary Feeding Increase Choline Pathway Biomarkers and DHA: A Randomized Controlled Trial in Ecuador. Am J Clin Nutr. 2017 December.


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