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MANGIARE SECONDO NATURA

Il miele: la medicina naturale più antica del mondo

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20171012-miele-mangiare-secondo-natura12 ottobre 2017

Di acacia, eucalipto, castagno, agrumi, millefiori… Non importa quale preferiate, purché in dispensa non manchi il miele, una delle medicine naturali più antiche del mondo, immortalata già dai geroglifici egiziani. Tendiamo a sottovalutare che la stessa sopravvivenza dell’uomo sia legata all’attività operosa delle api e alla loro funzione di “bottinattrici”, cioè di raccoglitrici di polline. Permettendo al fiore di essere fecondato e generare frutti e semi, l’impollinazione è un passaggio chiave del sistema riproduttivo del mondo vegetale dal quale dipende la disponibilità di quasi tutta la frutta e la verdura di cui ci nutriamo. Per questo dovremmo essere grati alle api e preoccuparci molto più della loro moria dovuta all’abuso di pesticidi, alla cementificazione, all’agricoltura intensiva che favorisce le monocolture a scapito di prati fioriti e colorati. Con i suoi comportamenti irresponsabili l’uomo sta disorientando, avvelenando e affamando le api, uno degli anelli fondamentali della catena alimentare di cui è lui stesso parte.

UNA CORNUCOPIA DI BENEFICI

Nel miele si concentrano sostanze ad azione antisettica e antinfiammatoria che ne giustificano l’utilizzo attraverso i millenni nella cura delle ferite e delle ustioni. L’effetto inibitorio sulla crescita dei batteri è stato dimostrato su una sessantina di diversi batteri: dall’Escherichia coli allo Staphilococcus aureo, passando per la Candida albicans e lo Staphilococcus epidermis (presente spesso in caso di ferite): sono molte le infezioni – non solo epidermiche – contro le quali il miele rappresenta un impagabile alleato.

La presenza, poi, di piccolissime concentrazioni di un’estesa varietà di pollini sembra render ragione del suo possibile impiego come “vaccino” naturale in caso di allergie. A tale scopo andrebbe assunto un miele proveniente dalla regione in cui si vive a partire da un paio di mesi prima del periodo della pollinazione.

La ricchezza in amminoacidi, minerali, vitamine, enzimi e antiossidanti ne fanno un rinvigorente prezioso per i bambini, gli anziani e i convalescenti.

In caso di reflusso, gastrite, duodenite o ulcera è utile consumare un cucchiaio di miele a digiuno al mattino: le sostanze antinfiammatorie in esso contenute svolgono azione lenitiva sulle mucose irritate. A tal proposito segnaliamo a chi soffre di gastrite o ulcera che l’Helicobacter pylori – il batterio spesso all’origine di queste condizioni – è stato recentemente isolato e inibito con una soluzione composta per il 20% da miele.

Anche l’intestino beneficia del miele poiché le sostanze prebiotiche in esso contenute contribuiscono ad alimentare i vitali batteri buoni che lo abitano sostenendo il funzionamento dell’apparato digerente.

UN ‘DOLCE’ RIMEDIO CONTRO LA TOSSE DEI PICCOLI

Tra le proprietà benefiche del miele una menzione a parte merita la sua efficacia contro la tosse. Soprattutto nei più piccoli, che lo amano per il sapore naturalmente dolce. Recenti studi israeliani hanno appurato che bastano 10 grammi mezz’ora prima di andare a dormire per alleviare la tosse dei bimbi e gli altri sintomi delle infiammazioni delle vie respiratorie. Con efficacia anche superiore a quella dei farmaci sintetici dagli effetti collaterali più impattanti su organismi fragili, ancora in formazione. Ma attenzione genitori! Anche se questa indicazione raramente (e inspiegabilmente) è indicata in etichetta, non somministrate mai miele a bambini di età inferiore ad un anno poiché potrebbe essere vettore del botulismo infantile, una rara quanto pericolosa intossicazione che può causare una paralisi polmonare anche mortale.

UNA SOLA REGOLA…

C’è una sola regola, ma fondamentale, da rispettare nella scelta del miele per fruire dei suoi benefici: acquistarlo grezzo, mai pastorizzato o sottoposto a trattamenti termici. Cuocere il miele, infatti, neutralizza gran parte delle sue proprietà benefiche fino a renderlo potenzialmente dannoso, soprattutto se utilizzato in cucina nella preparazione di dolci. Questo perché alle alte temperature il fruttosio – il principale tipo di zucchero presente nel miele – favorisce la formazione di acrilammide, un contaminante di processo (cioè conseguenza della lavorazione) ad azione neurotossica e cancerogena.

I SUPERMIELI

Il miele di melata. La natura è talmente generosa da regalarci due ‘super mieli’. Uno è il cosiddetto ‘miele di bosco’ perché deriva dalla melata, dolce sostanza zuccherina che si deposita su piante e foglie di arbusti e alberi. Di colore scuro e sapore amarognolo il miele di melata è particolarmente ricco di oligosaccaridi – un tipo di zucchero grande alleato dei batteri buoni dell’intestino – efficaci nella protezione gastrointestinale, antibatterica e lenitiva, soprattutto della tosse. Facile da digerire e da assimilare, il miele di melata è indicato per gli sportivi che necessitano di continue “ricariche” energetiche.

Il miele di manuka. Vera superstar dei mieli è quello di manuka, pianta della Nuova Zelanda al cui principio attivo, l’MGO, è stata scientificamente riconosciuta la capacità di uccidere praticamente qualunque tipo di batterio, anche quelli divenuti resistenti agli antibiotici. Stupefacente toccasana contro tosse, infezioni e mal di gola: consumarne un paio di cucchiaini al giorno contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e a contrastare i radicali liberi (è anche ricco di antiossidanti).

La propoli. Infine non si può non citare la propoli, sostanza che deriva dalla resina degli alberi utilizzata dalle api come protezione dell’alveare. Nello stesso modo protegge il nostro organismo grazie alla sua importante azione antivirale e antinfiammatoria. Cicatrizzante, coadiuvante delle terapie contro funghi (come la Candida albicans) e parassiti, la propoli esercita anche un effetto lenitivo in corso di infezioni delle prime vie aeree.


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