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MANGIARE SECONDO NATURA

Gelato: profumo d’estate. E di genuinità

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20170405-gelato-mangiare-secondo-natura5 aprile 2017

Una pallina di riso stracotto a cui si aggiungevano latte, spezie e frutta prima di lasciarlo solidificare nella neve. Questa è la ricetta cinese antenata del gelato, quel dolce ottimo che torna puntuale a spalancare le porte della bella stagione. Fu Marco Polo, nel ‘300, a trasferire questa tecnica in Italia, paese che rielaborò e affinò il gelato e lo rese grande nel mondo, iniziando a importarlo in America e in Inghilterra. Proprio la maestria italiana ha fatto sì che oggi possiamo scegliere tra un’immensa varietà di tipologie e gusti che ci rallegrano le giornate. Ma come orientarci? Quale gelato scegliere? E quando mangiarlo? Tante le domande e, soprattutto, una: il gelato fa ingrassare?

IL GELATO A PRANZO: QUALE SCEGLIERE?

Nessun alimento in sé fa ingrassare, l’importante è saperlo ben bilanciare nell’arco della giornata.  L’esempio del gelato che, spesso, scegliamo come sostituto del pranzo è molto utile a spiegare questo concetto. Se scelgo un gelato ricco di creme, panna, uova, cioccolato col suo burro di cacao o nocciola e pistacchi, avrò scelto un alimento molto grasso, ma anche molto più saziante di un gelato alla frutta. Quest’ultimo, infatti, contiene meno grassi, ma anche più zuccheri che stimolano l’insulina, quell’ormone che ci aiuta a stipare le calorie sotto forma di grasso e che frena il suo utilizzo come fonte di energia, interferendo, così, sul dimagramento. Oltretutto, se il gelato ipocalorico si rivelerà insufficiente ad appagare l’appetito presto torneremo a sentire il bisogno di mangiare: insomma, in ultima analisi, il gelato alla frutta per pranzo può essere una scelta meno conveniente rispetto a un gelato più ricco. Alla crema o alla frutta, un gelato apporta circa 300 chilocalorie, comunque poche per pensare di pranzarci e arrivare, poi, tranquillamente a cena: la fame si affaccerà prima se non mettiamo in conto una merenda. Bastano uno yogurt intero con della frutta per bilanciare in modo equilibrato le calorie del nostro gelato e non rischiare di mangiare troppo nel momento meno favorevole della giornata.

MENO SONO GLI INGREDIENTI, PIÙ È VERO GELATO

Latte, panna, zucchero, uova e l’ingrediente principale che ne determina il gusto. Al vero gelato non serve nient’altro. Anzi, ogni ingrediente in più contribuirà a comprometterne la genuinità e l’alto valore nutrizionale garantito dai suoi componenti base. Purtroppo in commercio troviamo di tutto e la parola “artigianale”, spesso abusata nelle insegne delle gelaterie, non basta a garantirci la provenienza 100% naturale del prodotto. È frequentissimo, infatti, l’utilizzo di semilavorati, dove latte e uova sono sempre in polvere e addensanti e emulsionanti sono la regola. Peraltro il nostro gusto è sempre più “omologato” su standard industriali e per tanti di noi non è scontato riuscire a riconoscere il vero sapore del gelato artigianale al pistacchio da quello di un gelato pre-confezionato. Un discreto aiuto può arrivare dagli occhi che dovrebbero diffidare da colori troppo brillanti o da una consistenza troppo cremosa: il vero gelato al pistacchio non è verde acceso, ma tende al marroncino; quello alla fragola è rosa pallido, non rosso… Per essere sicuri di non scambiare un finto gelato artigianale per uno autentico dovremmo, comunque, poterci accertare degli ingredienti, spesso esposti un po’ “in disparte” nel locale, ma comunque visibili. Come detto, la lista dovrebbe comprendere non più di cinque voci. All’opposto l’etichetta si allunga, via via, fino ad arrivare alla versione più estesa dei gelati confezionati nei quali troviamo tutto ciò che non dovremmo: latte e uova in polvere; emulsionanti; conservanti; coloranti; oli vegetali, anche idrogenati. Quest’ultimi, come altri additivi descritti, possono rivelarsi particolarmente aggressivi, soprattutto per i fisici ancora in crescita dei bambini, accaniti consumatori di gelati. Si è visto, inoltre, che gli emulsionanti, aggiunti per conferire morbidezza e cremosità al prodotto, esercitano già nei più piccoli un effetto particolarmente infiammatorio a livello dell’intestino.

PREPARARE UN BUON GELATO IN CASA

Per tutte le ragioni descritte comprendiamo quale irripetibile occasione di educazione alimentare rappresenti il gelato per i nostri bimbi: potenzialmente potrebbe costituire una delle prime scelte consapevoli per piccoli consumatori che crescono. Possedere una gelatiera ormai è molto frequente: ne esistono di tutte le capienze, i design, i prezzi e risolvono certamente l’esigenza di garantirsi in casa una merenda squisita e genuina. Diversamente, possiamo comunque avvalerci di semplici preparazioni domestiche. Una ricetta di gelato “fai da te” consiste nel tagliare una banana a fettine, spruzzarle con del limone perché non anneriscano e riporle nel freezer per un paio d’ore. Una volta congelate ponete nel frullatore le fette di banana che costituiscono un’ottima base per gelato grazie alla loro ricchezza in fibre e morbidezza. Aggiungete fragole, cioccolato, mango o altro a piacimento, dello yogurt e dei cubetti di ghiaccio. Frullate il tutto a bassi giri ed otterrete una crema gustosissima alla quale potrete mischiare dell’acqua per correggerne la consistenza e, volendo dolcificare, del malto. Ecco in poche mosse un ottimo gelato, gustoso e senza un’eccessiva dose di zuccheri, ideale non solo per i bambini, ma anche per i loro nonni. Le persone anziane, infatti, soprattutto d’estate e con le alte temperature, soffrono d’inappetenza e possono assicurarsi l’apporto di proteine e altri importanti nutrienti attraverso questo alimento unico che non ha età.


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