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MANGIARE SECONDO NATURA

Cioccolato: più è nero meglio è

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20180523-cioccolato-fondente-mangiare-secondo-natura23 maggio 2018

Non c’è dieta che vieti un quadratino di cioccolato fondente: poche calorie e tanti flavonoidi, preziosi antiossidanti. Due nuovi studi – recentemente presentati al meeting annuale di Biologia sperimentale a San Diego – si spingono oltre suggerendo che il consumo di cioccolato fondente riduce lo stress e l’infiammazione e contribuisce a migliorare la memoria e l’umore, nonché a rafforzare il sistema immunitario. Parliamo di cioccolato che contenga almeno il 70% di cacao concentrato in dosi piccole, – 15-20 grammi –  e del suo impatto nel medio e lungo periodo sugli esseri umani. In ogni caso, l’alta concentrazione di cacao è l’elemento chiave dei benefici che se ne possono trarre.

ANTINFIAMMATORIO, RAFFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO
Eravamo già consapevoli dell’efficacia antiossidante e antinfiammatoria dei flavonoidi del cacao. Il primo dei due studi si è focalizzato sul rapporto tra cacao e cellule del sistema immunitario umano, con particolare attenzione alle citochine pro-infiammatorie e anti-infiammatorie. Ne è emerso che il consumo di cacao agisce sul sistema immunitario perché è in grado, a livello neuronale, di influenzare i messaggi che le cellule si trasmettono fra di loro: è come se, grazie al cioccolato fondente, le cellule possano comunicare meglio e più velocemente tra loro intendendosi prima su quale risposta immunitaria ottimale attivare. Il consumo di cacao, infatti, incide su diverse vie di comunicazione intracellulare coinvolte nell’attivazione delle cellule T, nelle risposte immunitarie cellulari e nei geni implicati nella segnalazione neuronale e nella percezione sensoriale. Il cacao sembra stimolare fenomeni di plasticità cerebrale, quella capacità del cervello di modificarsi, sia strutturalmente che funzionalmente, per riadattarsi alle modifiche dell’ambiente interno ed esterno. Tutto ciò si traduce nel potenziamento della memoria, dell’apprendimento, dell’elaborazione cognitiva.

AIUTA IL CERVELLO A CAMBIARE CON IL TEMPO
Nel corso del secondo studio, gli scienziati hanno invece esaminato la risposta cerebrale al consumo di mezza tavoletta (48 g) di cioccolato fondente al 70% misurando l’attività elettrica dei neuroni. A tale scopo un gruppo di volontari è stato sottoposto a un elettroencefalogramma prima 30 e poi 120 minuti dopo l’assunzione del cioccolato. Anche in questo caso il cacao si è rivelato in grado di migliorare il funzionamento del cervello attraverso l’aumento della neuroplasticità ovvero quella capacità di modificare il proprio funzionamento e la propria struttura per meglio adattarsi agli stimoli che riceve. Tutto ciò ci rende più pronti e capaci di affrontare gli eventi riducendone gli eventuali effetti negativi che potrebbero innescare.

UN QUADRATINO AL GIORNO
Tali studi, in quanto i primi a indagare l’impatto del cacao sul cervello umano, necessitano di ulteriori approfondimenti che documentino l’origine delle relazioni emerse tra cioccolato e funzioni cerebrali. Di certo aggiungono più di una valida ragione a convertirsi al cioccolato fondente e alla sua carezza giornaliera di salute e buon umore. Come detto, il nostro quantitativo quotidiano di cioccolata di 15-20 grammi non deve mai essere al di sotto del 70%. Ricordiamo che l’aggiunta di latte depotenzia le proprietà protettive della cioccolata. Per questo abituare da subito i ragazzi al reale gusto amaro del cacao è buon precetto – spesso disatteso – di educazione alimentare.

Fonte: Dark chocolate consumption reduces stress and inflammation: Data represent first human trials examining the impact of dark chocolate consumption on cognition and other brain functions.” ScienceDaily, April 2018.


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