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MANGIARE SECONDO NATURA

Artrite: cosa mangiare per spegnere il dolore

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20180731-artrite-dieta31 luglio 2018

Malattie come artrite, reumatismi e dolori alle ossa e alle articolazioni affliggono un’ampia fetta di popolazione con 130 milioni di malati stimati entro il 2050. Mentre l’artrite si espande e si diffonde manca ancora la cura capace di rimuoverne le cause e ci si limita ad agire sui sintomi. Per questo ogni metodo per alleviare il dolore a basso rischio di complicanze merita di essere esplorato dai pazienti. Un aiuto significativo arriva in tal senso dall’alimentazione che, combinata a una attività fisica mirata e ad altri specifici fattori, può giocare un ruolo importante nel migliorare la qualità della vita dei malati d’artrite. A questa conclusione è arrivata una revisione di 68 precedenti studi sull’argomento pubblicata sulla rivista specializzata Rheumatology e realizzata dai ricercatori dell’Università di Surrey, in Inghilterra, che hanno isolato una serie di comportamenti particolarmente efficaci nel contenere il dolore di ossa e articolazioni.

DIETA E ALLENAMENTI MIRATI
I ricercatori hanno rilevato che ridurre il peso corporeo e svolgere allenamenti mirati può mitigare i sintomi dell’artrite, soprattutto in chi è sovrappeso o obeso. In questi casi, infatti, non solo è maggiore lo sforzo per le articolazioni, ma si crea uno stato d’infiammazione sistemica – bassa, ma costante – la quale non può che aggravare il quadro generale. Dati i pochi strumenti a disposizione per chi soffre di dolori alle ossa e reumatismi prestare attenzione a cosa si mangia può fare davvero la differenza, purché non si trascuri l’attività fisica basata su esercizi aerobici definiti su misura per il rafforzamento e la maggiore elasticità della struttura scheletrica. Insomma la sola dieta e la sola attività fisica non basterebbero: servono entrambe per provare meno dolore.

FUMO E ALCOL, DUE PERICOLOSI NEMICI
Gli autori dello studio specificano che i malati non possono aspettarsi miracoli dal cambiamento di dieta e l’adozione di un corretto stile di vita, ciononostante assicurarsi tutti i nutrienti necessari affinchè il corpo funzioni al meglio è di certo la più utile forma di auto terapia che possano metter in campo. Perché i risultati siano apprezzabili in termini di riduzione del dolore è, inoltre, cruciale ridurre il fumo e il consumo di alcol, due pericolosi induttori d’infiammazione che, invece, i malati d’artrite dovrebbero solo occuparsi di spegnere.

OLIO DI PESCE
Un grammo al giorno può ridurre il dolore nei malati di artrite poiché con i suoi acidi grassi essenziali spegne l’infiammazione delle articolazioni e migliora le condizioni cardiovascolari del paziente. Mangiando pesce una-due volte a settimana l’integrazione necessaria ammonterebbe a circa 750 mg al giorno di olio di pesce.

VITAMINA K
Aumentare il consumo dei cibi che la contengono come cavoli, spinaci, prezzemolo si è rivelato benefico per i malati di artrite. La vitamina K, infatti, e specialmente la k2 presente nei formaggi fermentati e nel natto, nutre specifiche proteine presenti nelle ossa e nella cartilagine e una sua carenza potrebbe compromettere la crescita e la conservazione della struttura ossea.

VITAMINA D
Una delle sue principali funzioni biologiche è proprio regolare il metabolismo delle ossa e l’assorbimento il metabolismo del calcio oltre che spegnere l’infiammazione. Ricordiamo che assimiliamo vitamina in D soprattutto attraverso l’esposizione al sole e che, in caso di carenza, è necessario ricorrere ai supplementi.

BICARBONATO DI SODIO
È recente la scoperta che bastano 2 gr. al giorno di bicarbonato di sodio (un cucchiaino da caffè) sciolti in acqua per spegnere l’infiammazione per un minimo di 4 ore e probabilmente molto più a lungo. PER SAPERNE DI PIÙ, LEGGI ANCHE>>
Le prime evidenze empiriche sembrano confermare l’efficacia di questo rimedio per alleviare il dolore nei malati d’artrite, a fronte dell’estrema sicurezza ed economicità del rimedio, perché non provare? La raccomandazione è di assumerlo a stomaco vuoto per non interferire con la capacità digestiva dello stomaco. Una nota: chi assume inibitori di pompa protonica (la classe di farmaci che riduce l’acidità dello stomaco) potrebbe non beneficiare degli effetti potentemente antiinfiammatori del bicarbonato per la ridotta produzione di ioni H+ da parte dello stomaco, necessari per la conversione di alcune cellule del sistema immunitario dette macrofagi dallo stato pro- a quello anti-infiammatorio e per l’attivazione dei linfociti T regolatori (Treg), una sottopopolazione di linfociti T specializzati nel sopprimere l’attivazione del sistema immunitario verso le cellule del corpo. Un’altra buona ragione per diminuire il consumo di questi farmaci che compaiono nella lista dei 3 più venduti in Italia e il cui spettro di effetti collaterali, dalle infezioni, ai tumori, alle malattie cardiovascolari, ai danni sul rene e alla demenza, comincia a essere davvero preoccupante.

FONTE: Sally Thomas, Heather Browne, Ali Mobasheri, Margaret P Rayman. What is the evidence for a role for diet and nutrition in osteoarthritis? Rheumatology, 2018; 57 (suppl_4):

https://academic.oup.com/rheumatology/article/57/suppl_4/iv61/4975692


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