Rispettiamo i camper service Caro Direttore,
le scrivo perché, ancora una volta, sento la rabbia per essere accomunato a coloro che utilizzano il camper ma non sono degni assolutamente di essere definiti amanti del plein air, e con il loro comportamento giustificano quegli enti locali e quei privati che ci vedono come "untori" da tenere lontani. Ecco solo l'ultimo dei casi che mi capita troppo spesso di vedere in giro per l'Italia.
Da poche settimane sono terminati i lavori per un camper service, molto ben realizzato (griglia di scarico enorme che facilita il posizionamento del mezzo, totem dotato di tubo per il carico dell'acqua e per lo svuotamento ad aspirazione dei serbatoi), presso l'area di servizio IP Settebagni sul GRA di Roma. Ebbene, le griglie sono già semiostruite dai detriti che più di un maleducato si è ben guardato dal rimuovere dopo aver provveduto a svuotare i serbatoi delle acque nere.
Continuiamo pure così e poi lamentiamoci per essere trattati esattamente come, purtroppo, qualcuno si merita.
Il mio appello non va a questi individui, in quanto presumo che neanche leggano la nostra rivista, ma a tutti i lettori, affinché scoraggino in ogni occasione chi si comporta così, infangando chi fa del vivere viaggiando un modo di conoscere e, soprattutto, rispettare gli altri (anche quelli che svuotano i serbatoi dopo di noi!).
Cordiali saluti,
Paolo Polito
Roma Comprendiamo il suo sdegno, augurandoci che si tratti di pochi
sconsiderati che non hanno il buon gusto d?impiegare correttamente
strutture che sono state realizzate proprio per loro. Queste denunce
servono a sensibilizzare gli utenti e a far conoscere ai fornitori
di servizi che si tratta di casi eccezionali. La regola è un?altra,
quella che i turisti dell?abitar viaggiando conoscono e apprezzano. Raffaele Jannucci
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