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PleinAir | Viaggio

25 febbraio 2018

Frida, la pasionaria allo specchio

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La scrivania di legno con i colori a olio perfettamente incastrati nelle vaschette di latta. La sedia a rotelle posizionata davanti al cavalletto che sostiene la tela raffigurante una natura morta. Il letto a baldacchino con lo specchio sul soffitto. La Casa Azul a Coyoacán, nella periferia di Città del Messico, è rimasta come Frida l’ha lasciata, con il cortile interno composto da piante e fontane, lo studio pieno di sole, libri e quaderni, la cucina dipinta di giallo e blu colma di vasi e ciotole.

Casa Azul, sedia a rotelle

Casa Azul, sedia a rotelle

Molti altri cimeli, non esposti nel museo messicano, sono stati riportati alla luce dopo essere stati chiusi in casse e bauli per oltre cinquant’anni negli spazi della casa, compresa la stanza da bagno personale di Frida.

Casa Azul, scrivania

Casa Azul, scrivania

Dalla nuova collezione, che racconta altri aspetti della vita artistica e personale dell’artista, è nata la mostra Frida Kahlo. Oltre il mito aperta fino al 3 giugno al Mudec di Milanoche approfondisce la figura della pittrice messicana raccogliendo più di cento opere tra dipinti, disegni e fotografie. All’interno del percorso espositivo, articolato in quattro sezioni (Donna, Terra, Politica e Dolore), si possono ammirare capolavori mai visti nel nostro paese come Autoritratto con scimmia, Diego nella mia mente e Bimba tehuacana, Lucha Maria, provenienti dalle più ampie collezioni di Frida al mondo.

Autoritratto_Fridax250

Autoritratto Frida

“Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”. L’artista messicana spiegava così la sua arte, un racconto autobiografico a volte violento e drammatico, fatto di immagini fortissime e visionarie: il suo corpo martoriato da un incidente quando aveva diciotto anni, una vita segnata dal dolore, la passione per la politica vissuta in prima linea in un paese in fermento, il tormentato amore per Diego Rivera, artista che ha narrato l’epopea del popolo messicano dalla conquista alla rivoluzione. A questa donna eccezionale ammirata da Picasso e da André Breton, scrittore surrealista che nel 1939 organizzò la sua prima personale negli Stati Uniti, è dedicata la mostra in corso a Milano. Aperta da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato fino alle 22.30; lunedì dalle 14.30 alle 19.30. L’ingresso costa 13 euro (tel. 02 54917, www.mudec.it).

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