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PleinAir | Viaggio

27 aprile 2018

Non sono camperista

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Una lettera giunta in redazione si apre con questo titoletto. Ci siamo chiesti, prima di andare avanti nella lettura, perché il mittente ha scritto proprio a noi. Proseguendo nella lettura ci siamo resi conto che eravamo i destinatari giusti. “Ho acquistato il camper da sette mesi”, scrive il signor A.F. che ci ha pregati di dare solo le sue iniziali. “Da sette mesi io e la mia famiglia abbiamo scoperto che il nostro tempo libero si è rivalutato o, per essere più esatti, è diventato un patrimonio che non sapevamo di avere. Di chi il merito? Il nostro camper che abbiamo acquistato più per curiosità che per approfondita convinzione. Il nostro lavoro, quello mio e quello di mia moglie, ci lascia liberi nel fine settimana. Come renderli belli, ricchi di motivazioni in una vacanza creativa? La risposta ci è arrivata proprio dal camper. Abbiamo iniziato con una vacanza in campagna, in una struttura scelta nel prezioso AgriPleinAir. Dopo la prima esperienza è cominciato quello che in famiglia (abbiamo due ragazzi di 12 e 9 anni) abbiamo chiamato il gioco della fantasia. Siamo stati in un piccolo paese scelto tra quelli della Bandiera Arancione, abbiamo partecipato a una bella festa del tartufo, abbiamo visitato un Parco della Lipu, ci siamo divertiti in uno spumeggiante Carnevale, abbiamo accompagnato i ragazzi a scoprire una località della quale avevano sentito parlare nella lezione di storia. In sette mesi quasi dieci weekend, uno diverso, dall’altro e ora ci prepariamo alla vacanza estiva con un viaggio nel percorso dei Castelli della Loira.

Le prime nostre esperienze ci hanno arricchiti. Ci sentiamo liberi, desiderosi di scoprire. Insomma il nostro tempo libero è come un titolo che in Borsa ha acquistato una grande crescita di valore. Perché non ci sentiamo camperisti? Ci è sembrata un’espressione limitativa. Siamo innanzitutto viaggiatori e il camper è lo strumento che ci ha fatto passare dal turismo (la nostre precedenti vacanze) alla conquista della nostra indipendenza creativa. Ecco perché diciamo che non siamo camperisti ma preferiamo sentirci liberi, indipendenti, stimolati a tante esperienze. Grazie al camper, d’accordo, ma non abbiamo una militanza che ci riporta al veicolo, bensì al nostro modo di impiegarlo. Ci siamo sentiti vicini alla campagna, curiosi nel partecipare a un carnevale, escursionisti, amanti della natura, interessati a scoprire i luoghi della storia, ambientalisti, escursionisti”.

Caro A.F. noi di PleinAir siamo vicini ai camperisti, operiamo con loro e per loro. Non è questione di denominazione. Il bello del camper sta proprio in quello che avete chiamato il gioco della fantasia. Va impiegato con questa convinzione e, in tal modo, l’espressione “camperista” è il modulo di base, come nell’albero il tronco. I rami, questo va detto, sono la parte più bella. Per farli crescere Dobbiamo alimentarlo, lo ripetiamo, con il gioco della fantasia.

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