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PleinAir | Viaggio

7 maggio 2018

Un paese da salvare

Il dipinto di Gola - PhotoAlessiaDiRiso

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Sulla piazza principale del paese campeggia un cartello che indica la casa natale dello scrittore Vincenzo Cuoco. Addentrandosi fra le viuzze che conducono all’antica dimora, restaurata di recente, lo sguardo si sofferma sui muri dipinti delle case. Nel 2014 Alice Pasquini, affermata street artist con oltre duemila opere all’attivo in tutto il mondo, riceve una richiesta dalla Pro Loco di Civitacampomarano: rivitalizzare il borgo, abitato da sole quattrocento anime e in costante rischio di spopolamento, utilizzando i linguaggi dell’arte. Da allora giovani creativi provenienti da tutto il mondo, chiamati gratuitamente a dare il proprio contributo, ogni anno sfogano la propria creatività sulle facciate e le porte delle abitazioni.

Nasce così il CVTà Street Fest, che dal 7 al 10 giugno vede numerosi artisti alternarsi in una vera e propria staffetta sui muri del nucleo antico. All’appello rispondono in tanti: Gola Hundun ritrae l’impatto dell’essere umano sulla natura, Alex Senna utilizza il linguaggio dei fumetti, Pablo S. Herrero dipinge alberi e foreste, Uno realizza collage e decoupage impiegando spray e pitture fluorescenti. E ancora David de La Mano, Biancoshock, Nespoon, Francisco Bosoletti e Maria Pia Picozza, solo per citare alcuni dei nomi che hanno voluto imprimereuna traccia nella località molisana. Negli ultimi anni una serie di gravi e ripetute frane hanno compromesso seriamente la possibilità di abitare il paese in molte delle sue parti, ma gli abitanti non vogliono rassegnarsi ad abbandonarlo: hanno aperto le porte delle proprie case ai creativi invitati cucinando per loro e offrendo ospitalità. Oltre alle performance in diretta degli artisti il programma prevede visite guidate, degustazioni e musica alla presenza di ospiti noti come lo chef Rubio. L’ingresso agli eventi è gratuito (www.cvtastreetfest.com).

È di grande impatto visivo l’imponente castello situato nel bel mezzo del paese – con il portale trecentesco, le quattro torri e il ponte levatoio – che nel cortile conserva una fontana formata da una scultura con quattro figure antropomorfe. Si dice che il maniero abbia ispirato Alessandro Manzoni nella descrizione dei luoghi vissuti dall’Innominato (per la visita contattare il Comune, tel. 0874 748103 oppure 320 7470123).

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