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PleinAir | Viaggio

30 novembre 2018

Turismo en pleinair, arriva il B2B

BTE

Prende il via lunedì 3 dicembre a Monreale (PA) la terza edizione della Borsa del Turismo Extralberghiero, ideata da Confesercenti Sicilia e organizzata per la prima volta insieme all’assessorato regionale al turismo. Per il secondo anno PleinAir è media partner dell’iniziativa, alla quale prenderanno parte oltre cento gestori di strutture del comparto extralberghiero (un universo variegato che va dalle dimore storiche ai campeggi, dai rifugi di montagna ai B&B, dagli agriturismi alle aree di sosta camper) e venti buyer internazionali provenienti da Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Polonia, Danimarca, Lituania, Belgio, Italia, Repubblica Ceca e Olanda.

“C’è un grande fermento negli ultimi anni che arriva dal territorio – dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo nazionale e di Confesercenti Sicilia – Tanti giovani decidono di investire sul turismo e su luoghi poco conosciuti della nostra Isola. La Borsa vuole essere un’occasione per rafforzare queste spinte che partono dal basso e che intercettano una domanda internazionale rappresentando una grande potenzialità di crescita e sviluppo”. Un’occasione per rafforzare il sistema turistico e creare una Rete tra le associazioni datoriali e istituzioni in grado di accelerare i processi. Punto di partenza, lo studio elaborato dall’Osservatorio turistico sull’Economia delle Isole che mette a confronto l’andamento del comparto nelle Isole dell’area Euro-Mediterranea, mostrando punti di forza e di debolezza della situazione siciliana. “I dati – dice Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie – evidenziano che l’Isola ha una potenzialità di crescita enorme, soprattutto nelle zone interne e per quanto riguarda il turismo en plein air che in altre realtà insulari, come ad esempio la Corsica, costituisce una voce importante di arrivi e presenze”.

Oggi la Sicilia conta 5.500 strutture extralberghiere e lo scorso anno sono stati poco più di un milione i turisti che hanno scelto una struttura ricettiva extralberghiera per un totale di 3 milioni di notti vendute.  Il comparto extralberghiero è cresciuto di due punti percentuali in più rispetto alla ricettività turistica nel complesso (12 per cento rispetto al 10 per cento). “Come assessorato al Turismo – dice l’assessore Sandro Pappalardo – in questi mesi abbiamo avviato un’interlocuzione a 360 gradi con associazioni, realtà del territorio, segmenti del turismo culturale e esperienziale finora inesplorati perché siamo convinti che solo unendo le forze si può diventare concorrenziali in Europa e nel mondo, sapendo bene che quello che non manca alla Sicilia sono le risorse di cui dispone. La Bte serve a rafforzare questa rete e promuovere meglio un comparto che ancora è poco conosciuto”.

Proprio nell’ottica della Rete e del “Sistema Turistico” la Bte 2018 ha previsto un’area dedicata ai Parchi regionali, un patrimonio di bellezza e di esperienze naturalistiche che in altre regioni e in altre Isole hanno innescato la ripresa economica anche in aree che rischiavano di svuotarsi. E’ il caso della Corsica, prima per turisti nell’extralberghiero nel raffronto tra le Isole dell’area Euro-Mediterranea e simile per tipo di risorse naturali alla Sicilia. “I Parchi siciliani hanno ormai raggiunto la maturità – dice l’assessore al territorio e Ambiente Toto Cordaro –  Come assessorato puntiamo a creare un sistema integrato, non solo tra i parchi stessi ma con Istituzioni culturali come la Fondazione Unesco per fare decollare il turismo open air che, è dimostrato, è quello che più si sposa con la destagionalizzazione e con periodi di lunga permanenza. Chi viene qui deve sapere che oltre al mare e all’Etna può scoprire parchi naturali, parchi fluviali, alberi millenari, tradizioni culinarie e culturali e trovare un territorio pieno di storia e fermenti nuovi”.

“L’Isola sta imparando finalmente a fare sistema – aggiunge Aurelio Angelini, direttore Fondazione Unesco Sicilia – E’ indubbio che il riconoscimento UNESCO fa da spinta e propulsore al turismo anche di coppie, piccoli gruppi, giovani che quasi sempre scelgono sistemazioni extralberghiere. Lavorare insieme, proporre percorsi alternativi, scoprire aree vicine o legate ai tour ufficiali, è di certo auspicabile per tutti, pubblico e privato”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Barone, direttore de La Rotta dei Fenici, itinerario culturale del Consiglio d’Europa: “I percorsi che dobbiamo immaginare in un mondo sempre più globale devono guardare a dimensioni più ampie e recuperare storie e identità millenarie come quella del Mediterraneo su cui può essere costruita un’offerta turistica sinergica”.

Lo studio OTIE Secondo lo studio dell’Otie la Sicilia, insieme alla Sardegna, detiene già un primato rispetto alla percentuale di strutture extralberghiere sull’offerta turistica totale (81%) e guida la classifica delle Isole Mediterranee. A seguire ci sono le Isole Ionie – il cosiddetto Eptaneso  formato da Corfù, Paxos, Leucade, Itaca, Cefalonia, Zacinto, Cerigo – (80%); le Canarie (76%); il sistema delle isole Greche del Nord Egeo, (72%); Creta (67%), le Baleari (48%); la Corsica (45%); Malta (10%); Cipro (0%). Il quadro cambia se si guarda però al numero di letti. Canarie, Corsica e isole dell’Egeo Meridionale sommano in fatti il 50 per cento dei posti letto delle Isole Euro-mediterranee, mentre la Sicilia nonostante la sua vastità territoriale e ricchezza culturale e ambientale, appena il 10 per cento. Per comprendere il margine di crescita possibile del comparto basta comparare i dati con altre Isole dove l’offerta turistica extralberghiera è stata affiancata da un lavoro costante di promozione e comunicazione. Alle Canarie, arcipelago di medie dimensioni con un’estensione complessiva di quasi 7500 chilometri quadrati, ad esempio, i turisti che scelgono strutture ricettive extralberghiere sono il 34 per cento, in termini assoluti poco più di 4 milioni di turisti. Quattro volte più che in Sicilia (1 milione di turisti). Sempre le Canarie detengono il primato di notti nell’extralberghiero (33 milioni) sul totale delle Isole Euromediterranee, mentre la Corsica è tra le Isole quella in cui l’extralberghiero raggiunge i livelli più alti (70 per cento delle presenze). Profondamente diversa anche la durata delle vacanze di chi sceglie le strutture extralberghiere. Breve in Sicilia, prolungata alle Canarie. I termini assoluti quasi 3 milioni di presenze in Sicilia contro gli oltre 33 milioni delle Canarie.

Anche per quanto riguarda il tasso di occupazione dei letti il confronto aiuta a raddrizzare la rotta delle scelte politiche. A fronte di isole come le Canarie e Malta che hanno tassi di utilizzazione del 53% e del 45%, Sicilia e Sardegna si fermano al 10%. Segno che tanto c’è ancora da fare sulla destagionalizzazione e che restano inesplorate ampie zone interne ricche di storia, tradizioni e cultura.

Per quanto riguarda il turismo en plein air, il modello è la Corsica con un numero di posti letto pari al 46,5 per cento e un lavoro di valorizzazione delle aree interne e delle risorse naturali. Un patrimonio di cui anche la Sicilia è ricchissima e che rappresenta una grande potenzialità per il futuro. Lo scorso anno il comparto, dopo il crollo degli anni scorsi, ha iniziato una lenta risalita (+4%). Rispetto alla domanda di turismo all’aria aperta, registra l’11,5 per cento della Corsica. In Sicilia il 2017 si è chiuso infatti con circa 500 mila presenze, a fronte dei 4,3 milioni dell’Isola francese.  C’è un risveglio di attenzione per l’offerta del turismo en plein air, e una domanda in aumento che non trova però strutture adatte soprattutto nelle zone interne.

 

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