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PleinAir | Viaggio

29 gennaio 2018

Bologna in cinque tappe

Portico

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San Luca e la via porticata più lunga d’Europa
Dal santuario di San Luca, che dall’alto domina i colli, la vista spazia su tutta la città. Per chi trascorre anche una sola giornata a Bologna la visita alla chiesa che sorge isolata sul Colle della Guardia, fuori dalle mura, è d’obbligo. Il giro per la città felsinea potrebbe partire proprio da qui, dall’alto dalla via porticata più lunga d’Europa che consigliamo di percorrere a piedi. Tre chilometri e ottocento metri di archivolti, scalinate e rampe coperte intervallate da cappelline: la costruzione del genere più lunga e tra le più scenografiche d’Europa (tel. 051 6142339, www.sanlucabo.org).
Dalla medioevale Porta Saragozza dista qualche metro il barocco Arco del Meloncello che segna l’ingresso alla via porticata che subito s’impenna verso l’alto. Ma per entrare nel cuore pulsante della città bisogna addentrarsi nelle arterie centrali che dalla Torre degli Asinelli di dipanano a raggiera conducendo alle rispettive porte di accesso. Bisogna percorrere Via Zamboni – che pullula di wine bar, ristorantini, biblioteche e cortili dell’Alma Mater Studiorum, l’università più antica del mondo occidentale – per comprendere che Bologna è una città universitaria viva.

La Cineteca e la biblioteca multimediale
Per i giovani sono tante le opportunità offerte dalla città: la Cineteca, che vanta un inestimabile patrimonio di pellicole ritrovate e restaurate, è a disposizione del pubblico: un centro di ricerca e conservazione unico in Italia. Fino alla fine di febbraio la domenica mattina la colazione si fa al cinema: alle 10.30 al cinema Lumière viene proiettato un lungometraggio abbinato a un corto di “Visioni italiane”. Il biglietto costa 6 euro (tel. 051 2194820, www.cinetecadibologna.it).
Senza dimenticare che dal 2001 su Piazza Nettuno si affaccia una fornita biblioteca pubblica multimediale, la Salaborsa. Sull’altro lato della piazza vale la pena visitare la basilica di San Petronio che custodisce un organo del 1475 rimasto intatto nella sua struttura originaria. Tra le altre attrazioni segnaliamo, inoltre, la casa dell’artista Giorgio Morandi in Via Fondazza, l’Archiginnasio, sede dell’antico ateneo, il santuario di Santa Maria della Vita – a pochi passi da Piazza Maggiore, che custodisce il capolavoro Compianto sul Cristo morto dello scultore Niccolò dell’Arca – e il Mast, uno spazio dedicato all’arte contemporanea che spesso ospita mostre e laboratori.

I pregevoli palazzi che ospitano le mostre
Basta entrare nella sala Mae West di Salvador Dalì che il grande architetto Oscar Tusquets Blanca ha ricreato a Palazzo Albergati per avere la percezione di una rottura con l’arte del passato. Inventando un linguaggio nuovo, assemblando in modo originale ruote di biciclette, sgabelli, ritagli di giornale e giocando con il corpo umano, surrealisti e dadaisti hanno dato un forte impulso all’arte del XX secolo. La mostra Duchamp, Magritte, Dalì. I rivoluzionari del’900, aperta fino all’11 febbraio, è un viaggio tra sogno e realtà, tra metamorfosi e desiderio che raggiunge il suo punto più alto nell’opera Le Chateau de Pyrenees di Magritte. C’è anche un’opera di Pablo Picasso, Donna davanti al mare, dipinto un mese dopo la morte della madre Maria. Ingresso 14 euro (www.palazzoalbergati.com).
Vale la pena fare un salto a Palazzo Fava in Via Manzoni – che custodisce un pregevole ciclo d’affreschi dei Carracci – per visitare La mostra sospesa. Orozco, Rivera e Siqueiros dedicata ai più riconosciuti muralisti messicani, che sul punto di essere inaugurata nel 1973, venne cancellata a causa del colpo di stato in Cile. Settanta in tutto le opere, tra olii, disegni, articoli dei giornali, telegrammi e lettere manoscritte di interscambio culturale che intercorsero tra il Messico e il Cile nel 1973. Di Diego Rivera spiccano le tele cubiste Maternità e Donna in verde, realizzate nel 1916 a Parigi. Visitabile fino al 18 febbraio con un biglietto da 13 euro (www.genusbononiae.it)

La città del gusto
Non si può visitare Bologna senza provare la sua gustosa cucina. Addentrandosi nelle stradine che si dipanano da Piazza Maggiore c’è l’imbarazzo della scelta: oltre ai negozi storici che propongono il meglio della gastronomia locale, il centro storico pullula di piccoli locali che servono taglieri di salumi, formaggi e tigelle, ma anche di piccoli bistrot che propongono un menù sfizioso che accontenta anche i vegetariani. Come La Balotta in Via San Vitale 7b, intimo e familiare, con una carta dei vini superba e uno staff che ti fa sentire a casa. Ottimo l’hamburger di quinoa e verdurine accompagnato dalla focaccia fatta a mano e deliziosa la crostata con farina di canapa e marmellata di fragole. Un posto aperto da colazione a cena, ideale per un tè pomeridiano e per ritemprarsi dal freddo nelle malinconiche giornate di nebbia (tel. 051 0390931).

La Montagnola e i suoi sotterranei
Con l’associazione Vitruvio e l’esilarante zdàura Onorina Pirazzoli si va alla scoperta dei tanti segreti della Montagnola, il primo giardino alle porte di Bologna, che in 700 anni di storia è cresciuto e si è gonfiato come la pancia della città (www.vitruvio.emr.it).

Info
Per i turisti è disponibile un servizio di informazione ed accoglienza turistica in Piazza Maggiore (www.bolognawelcome.com).

Sosta
Per la sosta è disponibile l’area camper Bottega del Campeggiatore in Via Beverara 157 (tel. 051 6341504, info@bottegacampeggiatore.com).

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