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PleinAir | Viaggio

5 dicembre 2018

Atmosfere di Persia

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Quattro equipaggi, il fascino del Medio Oriente: un esotico viaggio in camper ci accompagna alla scoperta delle meraviglie dell’Iran.

La visione del Monte Ararat è il segnale tanto atteso: la vacanza in Iran sta per cominciare. È facilmente riconoscibile, svetta con la sua cima sempre bianca sull’altopiano anatolico, a 5.137 metri sul livello del mare. Non abbiamo tempo di andare a cercare l’Arca di Noè che secondo la leggenda si fermò qui dopo il diluvio universale: il tempo a nostra disposizione non è molto e l’Iran è un Paese davvero vasto. Quando arriviamo al confine turco-iraniano di Bazargan abbiamo già percorso quasi duemilacinquecento chilometri attraversando Grecia e Turchia. Le autostrade ben tenute hanno permesso ai nostri camper di superare i cento chilometri orari eppure il viaggio a tappe serrate risulta faticoso. Il pensiero va allora a quei guerrieri macedoni che combattendo sotto la guida di Alessandro Magno hanno attraversato questi immensi territori in condizioni ben più difficili

Entrando in Iran ci stupiamo immediatamente dell’ospitalità delle persone. Avevamo già conosciuto e apprezzato la gentilezza dei popoli mediorientali, ma qui supera ogni più rosea aspettativa. È un continuo abbraccio, offerte di frutta, dolci, tè, pietanze locali; c’è chi ci invita a cena offrendoci di pernottare nella propria casa, chi ci invita a sosta nel cortile a casa loro o di sostare nel loro cortile. Spesso ci chiedono di fare foto insieme e sono incuriositi dai nostri camper. E poi c’è la voglia di confrontarsi, l’orgoglio nel raccontarci della storia e cultura persiane e il desiderio di riscattarsi dall’attuale regime.

Comincia l’avventura
Il tempo a nostra disposizione non è molto: siamo partiti l’8 agosto dal porto di Ancona dove rientreremo il 31 agosto. Così, una volta entrati in Iran, puntiamo decisi verso le mete che giudichiamo imperdibili per poi completare, lungo il percorso di rientro verso la Turchia, le visite agli altri luoghi d’interesse. Milleseicento chilometri separano il confine turco da Shiraz. Di buon mattino visitiamo la moschea di Nasir ol Molk per meglio apprezzare i giochi di luce nelle vetrate a mosaico; proseguiamo con il bazar Vakil e la sua moschea, il giardino Eram, la fortezza di Karim Khan e la tomba dell’amatissimo poeta Hafez. A poca distanza da Shiraz c’è un trittico di siti archeologici che da soli meritano il viaggio. Cominciamo da Persepoli. Consigliamo di noleggiare all’ingresso il visore tridimensionale che permette di vedere come erano un tempo le strutture e gli edifici che stiamo visitando: un’esperienza incredibile ed esaltante.
Visitiamo poi il sepolcro di Ciro il Grande a Pasargade e le tombe Achemenidi a Naqsh-e Rostam, dove spicca un bassorilievo raffigurante il re persiano Sapore I che sottomette l’imperatore romano Valeriano dopo averlo sconfitto. Siamo pronti per la perla dell’Iran, Isfahan. Un detto persiano recita che “Isfahan è metà del mondo”: merito della ricchezza di monumenti e opere d’arte e del ruolo di fondamentale crocevia di commerci. La vastissima piazza dell’Imam è tra le più grandi al mondo ma la sua bellezza è ben maggiore rispetto alle sue dimensioni: chiusa al traffico (gli unici veicoli autorizzati sono le carrozzelle tirate da cavalli e i minibus elettrici), colpisce per il verde rigoglioso e una fontana grande come una piscina olimpionica con getti d’acqua che fanno la felicità dei bambini. Vi si affacciano la moschea dello Scià, la moschea dello sceicco Lotfollah, il palazzo di Ali Qapu e il bazar. La sera si riempie di gente che va a rinfrescarsi e a fare il picnic. Questa sembra essere una vera passione degli iraniani. Al tramonto s’incontrano ovunque mentre sistemano la tovaglia anche nei posti più impensabili: a noi è capitato spesso di vederli perfino nelle rotatorie! Altra simpatica abitudine è quella di montare la tenda da campeggio un po’ dove capita, non solo nei parchi e nei giardini, ma anche nei parcheggi o sul ciglio della strada. Isfahan ha anche altri luoghi di grande interesse: abbiamo visitato la moschea del Venerdì e quella dell’Imam, il quartiere armeno di Vank con la sua cattedrale e i bellissimi ponti, ritrovo prediletto dei giovani. La nostra permanenza in questa splendida città si è conclusa con la ciliegina sulla torta: una cena a casa di Zahara, una gentilissima insegnante di inglese che ci ha invitato organizzando in tutta fretta una vera festa con i suoi parenti.

Il giro di boa
La tappa successiva è Yazd, il punto più lontano che raggiungeremo. Circondata dal deserto, vanta tremila anni di storia: è famosa per la sua rete idrica sotterranea e per le torri del vento, una soluzione naturale al problema della climatizzazione simbolo di una civiltà antica e ingegnosa. Oltre ad essere un importante centro dello zoroastrismo (da non perdere la visita al Tempio del Fuoco), è una tappa del viaggio lungo la Via della Seta raccontato nel Milione di Marco Polo e la location del film Il fiore delle Mille e una notte di Pier Paolo Pasolini. Una sosta a Kashan sulla strada per la capitale ci ha permesso di ammirare lo splendido giardino di Fin, l’Hammam e le bellissime residenze storiche, dimore delle famiglie più potenti della città.

A Teheran abbiamo visitato il palazzo Golestan, l’immancabile bazar e il Museo dei Gioielli; a Qazvin il bel caravanserraglio di Sa’d al-Saltaneh trasformato in centro d’arte e commercio; e a Soltaniyeh le rovine dell’antica città tra cui spicca la cupola blu del mausoleo di Oljeitu, nel mondo islamico paragonabile per importanza a quella del duomo di Firenze per l’architettura cristiana. Takht-e Soleyman ci riserva un lago vulcanico al centro e un tempio zoroastriano; Kandovan è un villaggio che sembra essere stato portato qui dalla Cappadocia; Tabriz si caratterizza per l’immenso bazar e la moschea blu; Qarah Kelisa ci emoziona con la sua chiesa armena, considerata la più antica del mondo. Quando torniamo a Bazargan per riprendere il viaggio verso l’Italia, il funzionario della dogana ci riconosce. Come all’andata gli offriamo il caffè e lui ci aiuta affettuosamente nel disbrigo delle pratiche, poi ci saluta abbracciandoci. Un abbraccio che simbolicamente è quello di tutto il popolo iraniano.

Le nostre soste

Shiraz, Ittic Hotel …………………………………………………………..N 29°36’43.50 E 52°34’21.07

Persepoli, parcheggio del sito ………………………………………….N 29°56’12.11 E 52°53’32.45
Naqsh-e Rostam, parcheggio del sito ………………………………..N 29°59’14.63 E 52°52’32.45
Yazd, Ittic Hotel ……………………………………………………………..N 31°51’57.50 E 54°21’16.34

Isfahan, giardino di Fadak ………………………………………………N 32°44’00.41 E 51°41’42.07
Kashan, giardino di Fin …………………………………………………..N 33°56’50.01 E 51°22’19.25

Teheran, parcheggio del mausoleo Khomeini, a 20 km
dalla capitale, alla quale è collegato con la metropolitana ……. N 35°33’07.01 E 51°22’09.71

Qazvin, parcheggio pubblico ……………………………………………N 36°18’01.08 E 50°01’09.77

Soltaniyeh, strada vicino al mausoleo ………………………………N 36°25’58.90 E 48°47’46.48
Takht-e Soleyman, parcheggio del sito …………………………….N 36°36’06.02 E 47°14’11.92

Kandovan, parcheggio del sito ………………………………………..N 37°47’52.82 E 46°14’19.93
Tabriz, parco El Goli ……………………………………………………….N 38°01’31.98 E 46°22’12.00
Qareh Kelisa, parcheggio del sito ……………………………………..N 39°05’30.46 E 44°32’39.08

Come arrivare
Dal porto di Igoumenitsa si entra direttamente sull’autostrada A2 che porta al confine turco di Ipsala, a pochi chilometri da Alexandroupoli (il pedaggio complessivo è di circa 40 euro). Poi le autostrade turche E84 e E80 conducono al confine iraniano. Sono gratuite ad eccezione del tratto che precede e segue Istanbul: occorre acquistare un adesivo presso gli uffici postali (PTT) oppure nelle aree di servizio che espongono il logo HGS; noi abbiamo pagato l’equivalente di 20 euro. In Iran l’autostrada è a pagamento, ma ci è capitato in varie occasioni che gli addetti non ci abbiano richiesto la cifra dovuta. Per entrare nel Paese occorre avere il passaporto con il visto: noi l’abbiamo ottenuto al Consolato Iraniano di Milano, dove occorre recarsi per depositare le impronte digitali. Inoltre per l’ingresso il camper ci siamo muniti del Carnet de Passage en Douane (si veda PleinAir n. 540/541) che ci è stato rilasciato dall’ACI, previo deposito fidejussorio presso una compagnia di assicurazione. Le strade sono complessivamente buone; il nostro consiglio è di essere sempre vigili perché gli iraniani al volante tendono a non rispettare il codice della strada e di prestare attenzione ai numerosi dossi rallentatori nell’attraversare le città.

Valuta e costi
La moneta iraniana è il rial. Al momento di andare in stampa, un euro vale 47.715 rial. Bisogna però prestare attenzione perché il valore della moneta iraniana cambia rapidamente e c’è molta differenza tra il cambio ufficiale delle banche e quello reale delle agenzie. È anche importante ricordare che i nostri bancomat e le nostre carte di credito non sono utilizzabili. Il costo della vita è molto basso: il gasolio costa 20 centesimi al litro e fare il pieno con meno di 10 euro è stata un’esperienza fantastica.

Dove sostare
Non ci sono campeggi veri e propri ma esistono dei parchi con ingresso a pagamento, personale di servizio che funge da custode, allaccio elettrico e acqua: li abbiamo utilizzati a Isfahan e Tabriz. In alcune città è possibile sostare all’interno dei parcheggi degli alberghi della catena Ittic: situazione molto conveniente, perché ci si ritrova in una struttura custodita e tranquilla, con corrente elettrica, docce, acqua e colazione (ce ne siamo avvalsi a Shiraz e Yazd). Abbiamo anche effettuato soste libere senza problemi né timori, avendo cura di informaci preventivamente sul posto se la nostra presenza creasse problemi.

Informazioni utili
Benché nel mese di agosto la temperatura durante il giorno salga a 40°, noi di notte abbiamo sempre dormito senza soffrire il caldo. Non è mai piovuto, eppure l’acqua non manca: molto frequenti sono i distributori di acqua potabile sia a temperatura ambiente che fredda.

di Silvana Barulli, Stefania Crescentini, Raffaele Gialanella e Sauro Sorbini

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