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PleinAir | Viaggio

30 ottobre 2018

Vale un patrimonio

Il pregiato tartufo Bianco

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Fino a dicembre si fa la caccia del bianco, da gennaio ad aprile del marzuolo, da maggio ad agosto dello scorzone. I boschi di pioppi, tigli, querce e noccioli sono trafficati dai tartufai già dalle prime ore del mattino: il rischio che un eventuale cavatore concorrente metta per primo le mani sul bottino è sempre in agguato. Armati di vanghetta, tascapane, acqua e bocconcini premio, sguinzagliano cani dal naso addestrato che sanno fiutare la gustosa preda a decine di metri di distanza. Quindi, una volta che Fido si è fermato e ha iniziato a scavare, dissotterrano con attenzione il prezioso tubero. L’attività di cerca e cavatura del tartufo in Italia potrebbe diventare patrimonio immateriale Unesco: la candidatura è stata presentata dal Ministero del Turismo e sostenuta dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo con lo scopo di tutelare questo prodotto pregiato della terra. Per conoscerne l’habitat, come cresce, come si raccoglie e come si apprezza in cucina basta partecipare a uno dei tanti appuntamenti incentrati sulle tradizioni locali. Vivere l’appassionante caccia all’oro bianco, scoprirne i segreti e gli aneddoti all’interno delle tartufaie è un’esperienza che affascina anche chi non è esperto di frutti del sottobosco. Il calendario completo delle feste è consultabile sul sito www.cittàdeltartufo.com ed è a cura dell’associazione, nata nel 1990, che attualmente raduna 57 comuni produttori. Presieduta da Michele Boscagli, ha sede nel trecentesco castello di San Giovanni d’Asso, in provincia di Siena, che ospita anche un interessante Museo del Tartufo.

 

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